Ho visto questa piramide girare su Instagram con 862 like. Trentacinque strumenti AI divisi per categoria: assistenti generali, ricerca e scrittura, produttività, sviluppo senza codice, contenuti visivi e audio, automazione. Ogni livello con le sue icone colorate, i suoi loghi riconoscibili, i suoi abbonamenti mensili.
💡 Uno dei 5 strumenti che uso di più — CapCut — non è nemmeno in questa lista.
Bellissima. Utile come poster da appendere. Come mappa per decidere cosa usare, invece, crea il tipo di confusione che ti tiene occupato per mesi senza produrre niente di concreto.
Il problema che la piramide non risolve
Lavoro da 23 anni nella GDO, reparto elettronica di consumo. So quanti prodotti ho sullo scaffale? Centinaia. I clienti che escono soddisfatti sono quasi sempre quelli che hanno comprato due o tre cose specifiche per un bisogno preciso, non quelli che hanno riempito il carrello di tutto quello che brilla.
Con gli strumenti AI funziona esattamente così.
La piramide mostra cosa esiste sul mercato. Non ti dice cosa ti serve. E la differenza tra le due cose è il motivo per cui molte persone finiscono con dieci abbonamenti aperti, sei app installate e la stessa produttività di prima. Il problema non è che ci siano troppi strumenti. Il problema è che usiamo la curiosità come criterio di selezione, invece di usare il lavoro.
La domanda che cambia tutto
Prima di installare qualsiasi strumento mi faccio una domanda sola:
"Questo mi fa risparmiare tempo su qualcosa che faccio ogni settimana?"
Non ogni mese. Non "in teoria". Ogni settimana, su qualcosa che già faccio.
Se la risposta è sì, lo provo per sette giorni su un caso reale. Se dopo sette giorni non l'ho aperto spontaneamente almeno tre volte, l'abbonamento non parte. Se parte e dopo due settimane non lo cerco da solo, viene cancellato.
Sembra rigido. In realtà è quello che mi ha permesso di arrivare da oltre cento strumenti testati a cinque usati in modo costante.
piramide virale
testati da me
mio workflow
I 5 che hanno passato il filtro
È in cima alla piramide per una ragione: è l'assistente più capace che abbia mai usato, e lo uso ogni giorno senza eccezioni. Scrivo con lui, ragiono, costruisco strutture di contenuto, rivedo testi, genero idee da sviluppare. Se dovessi tenere uno strumento solo, sarebbe questo. Gli altri quattro ruotano intorno a lui.
Quando devo documentarmi su un argomento prima di scrivere o registrare un video, Perplexity mi dà fonti reali con citazioni, non un riassunto generico. Ho smesso di aprire dieci tab contemporaneamente. Un'ora di ricerca tradizionale si riduce a venti minuti. Questo da solo giustifica l'abbonamento.
Faccio video. Registrare è la parte facile. Montare è quella che ti mangia il pomeriggio. CapCut trascrive automaticamente, rimuove le pause, aggiunge sottotitoli in un click e ha template che non sembrano fatti da un algoritmo. Ho dimezzato i tempi di post-produzione senza toccare software professionale.
I miei contenuti devono sembrare fatti da qualcuno che sa fare design. Io non sono un designer. Canva con le funzioni AI integrate risolve il 90% dei problemi visivi in tempi ragionevoli: sfondo rimosso, layout suggeriti, immagini ridimensionate, testo generato. Non è Figma. Non deve esserlo.
Ogni tanto devo fare una presentazione. Prima mi costava due ore in PowerPoint per ottenere qualcosa di accettabile. Gamma parte dal testo e costruisce una struttura visiva in pochi minuti. Poi aggiusto, non costruisco da zero. È la differenza tra rifinire e soffrire.
Perché gli altri 30 non ci sono
Non è che gli altri strumenti della piramide siano scadenti. Molti sono ottimi. Altrettanti sono ottimi per qualcun altro, non per me.
Ho provato ElevenLabs: fantastico per chi produce podcast o doppiaggi. Io non lo faccio ogni settimana. Cancellato. Ho provato Notion AI: ben integrato, utile per chi vive dentro Notion. Io gestisco il mio lavoro in modo diverso. Cancellato. Ho provato HeyGen: potente per chi fa video con avatar AI. Non è il mio formato. Cancellato.
La regola non è "questo strumento è buono o cattivo". È "questo strumento entra nella mia settimana o no". Uno strumento che non apri da due settimane non è nel tuo workflow: è un abbonamento aperto che ti costa soldi e occupa spazio mentale.
La piramide ha un uso preciso
Quella piramide virale non è uno stack da copiare. È una mappa del territorio. Serve per capire che esistono sette categorie di strumenti AI, ognuna con un problema specifico che risolve.
Se non hai ancora un assistente generale nel tuo workflow, inizia dal vertice. Claude, ChatGPT, poco importa il nome: ti servono almeno dieci ore con uno di questi prima di scendere verso i livelli più specifici. Se stai valutando uno strumento di automazione senza avere ancora un flusso di lavoro stabile da automatizzare, stai costruendo al contrario.
La piramide si usa dall'alto verso il basso. Prima capisci cosa fai ogni settimana, poi trovi lo strumento che lo fa meglio o più in fretta. Non il contrario.
Quanti strumenti AI hai aperto in questo momento? E quanti hai usato almeno tre volte nelle ultime due settimane?
La differenza tra i due numeri è il tuo rumore di fondo. Toglierlo vale più di qualsiasi nuovo tool che vedrai girare su Instagram la prossima settimana.
Quali strumenti usi tu? Scrivimi: max@themaxcode.eu
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