L'errore da cui è partito tutto

Apro ChatGPT e scrivo: "chi è Massimiliano Destri?".

La risposta parte così: "Max, stavolta ho fatto una cosa interessante: ho cercato Massimiliano Destri e The Max Code come se non sapessi chi fossi".

Come se non sapessi chi fossi.

ChatGPT · sessione normale, memoria attiva
ChatGPT risponde a Max chiamandolo per nome e dicendo di aver cercato Massimiliano Destri come se non sapesse chi fosse
Mi chiama Max. Dice "il tuo progetto". Ha fatto finta, gentilmente, di essere un estraneo. Questo test è già andato buttato.

Mi ha chiamato Max. Ha detto "il tuo progetto". Ha fatto finta, gentilmente, di essere un estraneo, e poi mi ha restituito un ritratto lusinghiero costruito su mesi di conversazioni con me.

Ci ho messo qualche secondo a capire che avevo appena buttato via il test. Non puoi chiedere alla tua AI cosa sa di te, per lo stesso motivo per cui non chiedi a tua moglie se il tuo curriculum è convincente. Ti conosce. Ti vuole bene. Riempie i buchi con quello che sa già.

Ho ricominciato da capo, e da lì è venuto fuori tutto il resto.

Come ho rifatto il test

Quattro domande, sempre le stesse, poste in condizioni pulite:

  1. Chi è Massimiliano Destri?
  2. Cos'è The Max Code?
  3. Consigliami newsletter e creator italiani che scrivono di intelligenza artificiale applicata al lavoro
  4. Cosa trovi sul sito themaxcode.eu?

Le prime due misurano se esisti. La quarta misura se il tuo sito è leggibile per una macchina. Ma quella che conta davvero è la terza, perché è l'unica che una persona vera digiterebbe. Nessuno cerca il tuo nome se non lo conosce già.

🔒

Condizioni del test: chat temporanea su ChatGPT, memoria e istruzioni personalizzate disattivate. Perplexity da sloggato. Se vuoi rifarlo col tuo nome, e alla fine ti spiego perché dovresti, sloggarsi è il metodo più sicuro: toglie anche la personalizzazione che si è costruita sulla tua cronologia.

Cos'è la GEO, detto in reparto

GEO sta per Generative Engine Optimization: il lavoro che fai perché un'intelligenza artificiale generativa, quando qualcuno le fa una domanda, ti citi nella risposta. Non è ottimizzare per una pagina di risultati. È ottimizzare per una frase che una macchina scrive al posto tuo, davanti a una persona che non saprà mai da dove l'ha presa.

Girano tre sigle e vale la pena tenerle distinte, perché descrivono tre momenti diversi di internet.

SEO
Search Engine Optimization

Ti posizioni in una lista di link. L'utente vede dieci risultati e sceglie. Il tuo lavoro è arrivare in alto in quella lista.

AEO
Answer Engine Optimization

Punti alla risposta secca: il riquadro in cima a Google, l'assistente vocale. Una domanda, una risposta, zero clic.

GEO
Generative Engine Optimization

La macchina non ti elenca: ti racconta. Legge le fonti, decide chi merita di essere nominato e scrive un paragrafo su di te. Tu quel paragrafo non lo vedi mai.

Detto come lo direi in reparto: lavoro da ventitré anni nella grande distribuzione, elettronica di consumo, e in reparto esistono due tipi di cliente.

Il primo gira da solo. Guarda gli scaffali, legge i cartelli, confronta i prezzi, decide. Su di lui lavori con la posizione a scaffale, con l'esposizione, con il cartello promo. Lui cerca, tu ti fai trovare.

Il secondo entra e chiede: "cosa mi consigli?". Su di lui il cartello non serve a niente, perché la decisione è già passata dentro la testa di qualcun altro prima di arrivare a lui.

Per venticinque anni internet ha funzionato col primo cliente. Si chiamava SEO ed era il lavoro sullo scaffale: parole chiave, titoli, link, posizione nella pagina dei risultati.

Adesso è arrivato il secondo cliente. Sempre più persone non cercano, chiedono. E chi risponde è una macchina che ha già letto tutto, che sceglie tre nomi da citare e scarta gli altri.

La GEO è il lavoro su quel commesso lì. Con una complicazione: non puoi portarlo a cena, non puoi pagarlo, e soprattutto non puoi controllarlo. Puoi solo occuparti di quello che trova quando va a cercare di te.

Ecco cosa ha trovato di me.

Il mio sito racconta due Max diversi

ChatGPT, sessione pulita, mi descrive così: "un professionista di Lerici con una lunga esperienza nell'elettronica di consumo e nel digitale", e poi aggiunge che ho "23 anni di esperienza nel digitale".

ChatGPT · sessione pulita · domanda 1
ChatGPT afferma che Max Destri racconta di avere 23 anni di esperienza nel digitale
"23 anni di esperienza nel digitale", in grassetto, con la fonte citata accanto. Non se l'è inventato: l'ha letto sulla mia homepage.

Ventitré anni nel digitale. Bello, peccato che sia falso: i miei ventitré anni sono nella grande distribuzione, a gestire team e trattative commerciali, con l'AI arrivata negli ultimi due.

Sono andato a controllare da dove l'aveva presa, e l'ho trovata sulla mia homepage.

Riga 1253: "Sono nel digitale da 23 anni".
Riga 1305, dodici righe più sotto: "Ho trascorso 23 anni a gestire team, trattative commerciali e strategie".

Due versioni di me nella stessa pagina, a mezzo schermo di distanza. L'AI non ha sbagliato. Ha scelto, e ha scelto quella più in alto.

⚠️

Se sulla tua stessa fonte esistono due versioni di te, la macchina ne prende una sola e non ti avvisa di averlo fatto. La coerenza pesa più della quantità.

E poi c'è la storia dei 500 iscritti

Alla domanda su The Max Code, ChatGPT risponde con una frase che mi ha fatto passare la voglia di ridere: "Il sito dichiara oltre 500 iscritti alla newsletter", con tanto di fonte citata accanto.

ChatGPT · sessione pulita · domanda 2
ChatGPT scrive che il sito dichiara oltre 500 iscritti alla newsletter
"Il sito dichiara oltre 500 iscritti alla newsletter." Non ha modo di verificarlo. Ha solo il mio sito, e il mio sito diceva 500.

Non se l'è inventato. Sul mio sito c'era scritto esattamente così.

Sono andato a contare: la frase "già 500+ iscritti", o la sua variante "già oltre 500 persone ci sono dentro", compariva su undici pagine. Home, blog, guide, in fondo a ogni singolo articolo. Sulla homepage c'era pure un contatore animato che partiva da zero e saliva fino a 500 mentre scorrevi.

Quel numero era copy rimasto dalla costruzione del sito. Un segnaposto messo lì quando le pagine erano vuote, che nessuno ha mai più toccato. Gli iscritti veri erano parecchi, parecchi di meno.

Non l'avevo messo per fregare qualcuno. L'avevo messo e poi dimenticato, che è peggio, perché una bugia che ti dimentichi continua a lavorare per conto suo.

E infatti ha lavorato. L'AI l'ha letta, ci ha creduto, e adesso la ripete a chiunque le chieda chi sono.

Quindi la GEO, quella vera, quella che nessuno ti spiega quando ti vende i corsi sull'ottimizzazione per l'intelligenza artificiale, è questa: le macchine ripetono quello che scrivi di te, comprese le cose che non hai mai controllato. Ogni numero sul tuo sito è una dichiarazione che qualcun altro citerà come fatto.

Mentre leggi questo articolo, quelle undici pagine sono già state corrette. Il contatore animato non c'è più.

Due AI, due classifiche che non si somigliano

Poi è arrivata la domanda seria, la terza, quella dove chiedi consigli senza fare il mio nome. E qui il test si è messo a dire cose che non mi aspettavo.

Stessa domanda, stesso giorno, due motori diversi:

# ChatGPT Perplexity
1Raffaele GaitoThe Max Code
2IA per tutti (Andrea Fantucchio)AI al lavoro
3The Max CodeAI & Professioni (Mario Alberto Catarozzo)
4Matteo FloraAI dentro la Creator Economy
5AI EspressoScrolling Infinito
6Rivista.AIVincos (Vincenzo Cosenza)
ChatGPT · domanda 3
Lista di ChatGPT con Raffaele Gaito, IA per tutti, Massimiliano Destri, Matteo Flora, AI Espresso e Rivista.AI
ChatGPT pesca da siti personali e Substack. Gaito ha due fonti che parlano di lui, Flora due. Io una: il mio sito.
Perplexity · domanda 3
Tabella di Perplexity con The Max Code al primo posto, seguito da AI al lavoro, AI e Professioni, AI dentro la Creator Economy, Scrolling Infinito e Vincos
Perplexity pesca quasi tutto da LinkedIn, e infatti la sua lista è piena di newsletter LinkedIn. Cinque nomi su sei non compaiono nell'altra classifica.

Sei nomi per parte. Nomi in comune tra le due liste: uno solo, il mio. Primo posto da una parte, terzo dall'altra, e tutti gli altri cinque completamente diversi.

Non esiste una classifica dei creator italiani che parlano di AI. Esistono risposte, e cambiano a seconda di chi le genera.

Il perché si vede guardando le fonti. Perplexity ha pescato quasi tutto da LinkedIn, e infatti la sua lista è piena di newsletter LinkedIn. ChatGPT ha pescato da siti personali e da Substack, e la sua lista è fatta di siti personali e Substack. Ogni motore ti restituisce il pezzo di mondo che riesce a leggere, e ti convince che sia il mondo intero.

Tienilo a mente la prossima volta che qualcuno ti propone di posizionarti sulle AI. Ti sta proponendo un motore alla volta.

C'è anche una cosa meno comoda da guardare. Sono in lista in tutte e due, e va benissimo, ma le fonti raccontano una differenza. Gaito ha due fonti che parlano di lui. Matteo Flora ne ha due. Io ne ho una: il mio sito. Loro sono lì perché il web parla di loro, io sono lì perché lo dico io e per adesso nessuno mi ha contraddetto. ChatGPT lo scrive pure, in fondo alla risposta: "un progetto ancora relativamente piccolo rispetto ai creator italiani più consolidati".

Fa un po' male leggerlo. Però è esatto, e almeno adesso so su cosa lavorare.

Per le AI non esistono LinkedIn, il sito e Substack. Esisti tu

Alla domanda sul sito, Perplexity elenca tre miei articoli recenti. Li ho scritti davvero, sono tutti e tre pubblicati. Solo che stanno su LinkedIn, non sul sito che le avevo chiesto.

Lei però ha citato themaxcode.eu come fonte.

ChatGPT · domanda 4
ChatGPT descrive il sito themaxcode.eu e cita massidestri.eu come host, chiudendo con una sintesi sul progetto
ChatGPT attribuisce tutto a massidestri.eu, Perplexity a themaxcode.eu. Nessuna delle due sa esattamente dove stanno le mie cose.

Aggiungi che ChatGPT mi attribuisce tutto a massidestri.eu mentre Perplexity mi attribuisce tutto a themaxcode.eu, e il quadro diventa chiaro: nessuna delle due sa esattamente dove stanno le mie cose. Sanno che sono mie, e le ammucchiano tutte sotto lo stesso nome.

Le macchine costruiscono un'unica entità con il tuo nome sopra e ci versano dentro qualsiasi cosa trovino, senza troppa attenzione all'indirizzo.

Nel mio caso mi è andata bene, il sito sembra più ricco di quello che è. Ma è fortuna, non strategia. Lo stesso meccanismo che mi regala i miei articoli LinkedIn può regalarmi la roba di un omonimo, e non è un'ipotesi teorica.

Perplexity · domanda 1
Perplexity avvisa che esistono online più persone chiamate Massimiliano Destri e indica quale profilo ha scelto
"Va segnalato che esistono online più persone chiamate Massimiliano Destri." Perplexity me lo dice. ChatGPT ha scelto in silenzio, senza avvisarmi.

Se ti chiami Mario Rossi, sai già quale dei due ti conviene tenere d'occhio.

E poi c'è il dettaglio che mi ha lasciato lì. Perplexity scrive che sul sito c'è "la newsletter gratuita AI Semplice".

Perplexity · domanda 4
Perplexity elenca fra i contenuti del sito la newsletter gratuita AI Semplice, un nome mai usato
"La newsletter gratuita AI Semplice." Un nome che avevo pensato e scartato prima ancora di usarlo. Io avevo cambiato idea. Internet no.

AI Semplice non esiste. È il nome che avevo pensato per la newsletter e poi ho scartato prima ancora di usarlo. Non è mai stato il nome di niente.

Da qualche parte, in una versione vecchia di una pagina o in un residuo che non ho mai ripulito, quel nome era rimasto. Io avevo cambiato idea. Internet no.

Questo è il pezzo di GEO che mi ha inquietato più di tutti gli altri: le macchine conservano anche le versioni di te che hai buttato via.

Cosa faccio da lunedì

Cinque cose, tutte noiose, tutte concrete.

01 Una versione sola di chi sono

Stessa frase su sito, LinkedIn e Substack. Se sono un sales manager che dopo ventitré anni nella GDO lavora con l'AI, lo scrivo così ovunque, senza variazioni creative da pagina a pagina.

02 Ogni numero che scrivo su di me deve essere vero

Iscritti, anni di esperienza, clienti, follower. Non perché sia una questione morale, ma perché quel numero smette di essere una mia frase e diventa un fatto che qualcun altro ripete al posto mio.

03 Una pagina di domande e risposte scritta bene

Nel mio caso è la parte del sito che le AI leggono più volentieri, e infatti ChatGPT me l'ha praticamente riassunta. Le risposte brevi a domande esplicite sono il formato che una macchina estrae senza fatica.

04 Un dominio solo

Ho due indirizzi e ogni motore ne sceglie uno diverso. Tutto il lavoro che faccio si divide su due identità invece di accumularsi su una. Questa me la devo sbrogliare, e non è una cosa da rimandare.

05 Farmi citare, non solo scrivere di me

È la cosa più lenta e l'unica che sposta davvero l'ago. Chi stava sopra di me in classifica aveva due fonti esterne. Io una, la mia.

Il prompt per far analizzare il tuo sito

Le quattro domande di prima ti dicono come ti raccontano le macchine. Questo prompt fa il passo dopo: mette l'AI davanti al tuo sito e le chiede cosa non funziona.

Aprilo su ChatGPT, Perplexity o Claude, incolla, sostituisci l'indirizzo con il tuo.

Prompt · analisi SEO + GEO + AEO

Agisci come il massimo esperto di SEO, GEO e AEO. Recupera in rete le best practice aggiornatissime 2026 per ottimizzare i siti. Analizza il sito [IL TUO SITO] e dammi tutti i suggerimenti per ottimizzarlo dal punto di vista dell'indicizzazione per Google e per i tool AI. Per ogni suggerimento indica: cosa c'è adesso sul sito, cosa dovrei scrivere al suo posto e quanto pesa sul risultato. Parti dalle cose che posso correggere oggi stesso.

Le ultime due righe sono la parte che ti conviene non tagliare. Senza, ti ritrovi con una lista di consigli generici validi per qualsiasi sito del mondo. Con, ti ritrovi con delle frasi da sostituire nelle tue pagine.

🧭

Fallo girare su due motori diversi, come ho fatto io. Se ti danno due diagnosi diverse non è che uno dei due si sbaglia: stanno leggendo due pezzi diversi di te. Le differenze tra le due risposte sono la parte più interessante del test.

Provaci tu, ci metti dieci minuti

Apri una finestra anonima, vai su ChatGPT e su Perplexity senza fare login, e fai queste quattro domande col tuo nome o con quello della tua azienda:

  1. Chi è [il tuo nome]?
  2. Cos'è [il tuo progetto]?
  3. Consigliami [la categoria in cui vorresti essere citato]
  4. Cosa trovi sul sito [il tuo sito]?

Poi guarda le fonti, non solo le risposte. Le fonti ti dicono cosa la macchina riesce a leggere di te, e quello è l'unico pezzo su cui puoi metterci le mani.

Se ti risponde una cosa che non è vera, prenditela poco con lei. L'ha letta da qualche parte.

Hai fatto il test? Raccontami cosa ti ha risposto: max@themaxcode.eu

Max Destri
Max Destri
Founder · The Max Code

Racconto l'AI per chi la usa ogni giorno, non per chi la studia. Costruisco strumenti, sistemi e contenuti con l'AI e mostro come funzionano davvero.

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