Prima dell'AI, produrre un video per YouTube mi richiedeva una giornata intera. Script, ricerca, registrazione, montaggio, thumbnail, caption, hashtag — ogni fase aveva il suo peso. Oggi faccio tutto questo in 2-3 ore. Non perché lavoro di meno, ma perché lavoro in modo diverso.
Non sono un youtuber professionista con un team alle spalle. Sono una persona sola che ha imparato a usare gli strumenti giusti nel momento giusto del processo. Questo articolo è la mappa esatta di come funziona il mio workflow — con i tool che uso realmente, non quelli che suonano bene da citare.
"L'AI non ha reso la produzione video più facile. L'ha resa più veloce. La differenza è importante: devi comunque sapere cosa stai facendo."
Prima e dopo: i numeri reali
Prima di entrare nel workflow, voglio mostrarti concretamente quanto è cambiato il tempo per ogni fase. Questi sono i miei numeri reali, non stime ottimistiche.
Parliamo di un risparmio di 4-6 ore per video. Su base mensile, con 4 video, sono 16-24 ore liberate. Ore che uso per fare più video, migliorare la qualità, o semplicemente vivere.
Fase 1 — Ideazione e ricerca
Tutto parte dall'idea. Prima perdevo ore a cercare argomenti, guardare cosa facevano gli altri, sperare che qualcosa mi ispirassi. Ora ho un processo in due passi.
Passo 1 — Perplexity per i trend. Apro Perplexity e cerco: "Quali sono le domande più frequenti su [argomento] nel 2026? Cosa cercano le persone che si avvicinano all'AI?". In 2 minuti ho una panoramica aggiornata di cosa interessa davvero al mio pubblico, con fonti verificate.
Passo 2 — ChatGPT per sviluppare l'angolo. Prendo l'idea grezza e chiedo a ChatGPT di sviluppare 5 angoli diversi per trattarla. Scelgo quello che mi ispira di più, quello che posso raccontare con la mia esperienza diretta. L'AI non sceglie per me — mi dà più opzioni tra cui scegliere.
Fase 2 — Lo script
Lo script è la fase in cui investo più energia, anche con l'AI. Un video con uno script debole non salva nessun montaggio brillante. Il mio processo:
Prima bozza con ChatGPT. Uso un prompt strutturato con il framework CRAT: do contesto su chi sono e il mio stile, descrivo il pubblico target, specifico la struttura che voglio (hook, corpo, CTA) e la durata. In 3-4 minuti ho una prima bozza completa.
Affinamento con Claude. Porto la bozza su Claude e chiedo di migliorare il ritmo, rendere le frasi più parlate (non scritte), eliminare i tecnicismi e aggiungere momenti di ironia coerenti con il mio tono. Claude è più preciso nella revisione stilistica — lo uso come secondo editor.
La regola d'oro: lo script è un punto di partenza, non un copione da recitare. In registrazione mi prendo sempre la libertà di aggiungere esempi spontanei, battute al volo, digressioni. L'AI dà la struttura, io ci metto la voce.
Il mio prompt per lo script: "Sei uno script writer esperto di video YouTube per il mercato italiano. Scrivi uno script per un video da 5-7 minuti su [argomento]. Pubblico: professionisti e appassionati di AI tra i 30-50 anni. Struttura: hook forte (primi 15 secondi), corpo in 3 punti principali, CTA finale. Tono: diretto, informale, con ironia leggera. Prima persona singolare. Parla come se stessi spiegando a un amico intelligente, non a uno studente."
Fase 3 — Registrazione
Questa è la fase in cui l'AI mi ha cambiato la mentalità più che il workflow. Prima registravo con l'ansia di sbagliare — ogni errore significava ripartire o fare decine di tagli. Oggi so che posso togliere qualsiasi pausa, ripetizione o "ehm" in fase di montaggio con un click. Questo mi ha reso molto più rilassato davanti alla telecamera.
Per i video dove non voglio apparire — tutorial, guide, contenuti formativi — uso ElevenLabs con la clonazione della mia voce. Carico lo script, genero il voiceover, e il risultato è indistinguibile da una registrazione reale. Ci vogliono 3 minuti invece di 45.
Per i video "a faccia" invece, registro normalmente sapendo che il montaggio AI farà il lavoro sporco. Non mi fermo più a ogni errore — vado avanti e sistemo dopo.
Fase 4 — Montaggio
Il montaggio è la fase dove l'AI fa il salto quantico più evidente. Il mio strumento principale è CapCut con tutte le sue funzioni AI attive.
Importo il video grezzo e in sequenza: rimozione automatica dei silenzi (elimina il 30% del video grezzo), sottotitoli generati in italiano in 90 secondi con precisione altissima, pulizia automatica dei filler ("ehm", "tipo", pause lunghe). Poi faccio una revisione manuale — non salto mai questo passaggio — per sistemare i tagli che l'AI ha sbagliato e aggiungere qualche stacco manuale.
Per i Reels e gli Shorts estraggo direttamente i segmenti migliori dal video lungo con la funzione di clip automatica. In 10 minuti ho 3-4 clip pronte per i social invece di rimontare tutto da zero.
Fase 5 — Thumbnail e distribuzione
La thumbnail è la prima cosa che le persone vedono — spesso decide se il video viene cliccato o ignorato. Prima ci mettevo 30-45 minuti tra trovare un'immagine, modificarla, aggiungere il testo e controllare che funzionasse anche in piccolo.
Ora il processo è questo: Ideogram per generare l'immagine di sfondo con il testo già integrato (è il migliore per le scritte nelle immagini AI), Canva AI per assemblare il layout finale con la mia foto, il testo e il branding The Max Code. ChatGPT per scrivere 5 varianti del titolo thumbnail — breve, ad alto impatto, curioso.
Per la caption di YouTube e i post social collegati uso ChatGPT con un prompt specifico: titolo SEO-friendly, descrizione con keywords, 10 hashtag pertinenti. Cinque minuti e ho tutto quello che serve per pubblicare.
La cosa che non delego mai all'AI
Con tutto quello che l'AI può fare, c'è una cosa che tengo sempre solo mia: il punto di vista.
L'AI può strutturare uno script, ma non sa cosa ho vissuto. Non sa della volta che ho perso ore su uno strumento inutile e ho capito perché. Non sa della mia esperienza in 23 anni di GDO elettronica di consumo, di come gestire un team, di cosa significa spiegare una tecnologia a persone che non sono tecnici.
"L'AI mi aiuta a produrre più veloce. Ma il motivo per cui qualcuno dovrebbe guardare i miei video invece di mille altri — quello viene solo da me."
È questa la distinzione che fa la differenza tra un creator che usa l'AI in modo intelligente e uno che produce contenuti intercambiabili. La tecnologia accelera il processo — l'autenticità lo rende unico.
Da dove partire se sei all'inizio
Se stai iniziando adesso e vuoi introdurre l'AI nel tuo workflow video, il mio consiglio è di non cambiare tutto insieme. Parti da una sola fase e padroneggiala prima di aggiungere altro.
Se scrivi gli script a mano → inizia da ChatGPT per la prima bozza. Se il montaggio ti porta via troppo tempo → inizia da CapCut AI per i sottotitoli e la rimozione dei silenzi. Se le thumbnail ti fanno impazzire → inizia da Canva AI.
Un tool alla volta. Una fase alla volta. Tra sei mesi avrai un workflow che non riconoscerai rispetto a oggi — nel senso migliore.
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