Da Il Fatto Quotidiano, 20 novembre 2011, Marco Travaglio
Nell’ambito del ritrovato spirito di sobrietà e coesione nazionale lungamente auspicato dalle più alte cariche dello Stato e dalle maggiori autorità civili, militari, religiose, finalmente realizzato dal governissimo che fa benissimo, l’intero Paese è chiamato a uniformarsi al nuovo afflato che soffia dai palazzi della politica, evitando smagliature e conflittualità atte a guastare il clima unitario e a ripiombarci nella guerra civile permanente. Stampa e propaganda. Se lo spread continua a salire o resta alto, si tratta senz’altro d’illusione ottica, dunque evitare di nominarlo. Se i presidenti di Camera e Senato, Fini e Schifani, nominano a presidente dell’Antitrust l’ex socio nonché avvocato difensore di Schifani, evitare espressioni conflittuali come “nepotismo”, “conflitto d’interessi”, “raccomandato”, anzi esaltare le virtù di insigne “giurista” e “costituzionalista” del nominato.
Cinema. Produttori, sceneggiatori e registi sono chiamati a ideare soggetti improntati alla coesione nazionale, affidandoli a scrittori patriottici, sempre tesi al bene comune e all’amore verso il prossimo contro ogni sterile contrapposizione politica: da Aldo Cazzullo a Pierluigi Battista, da Francesco Alberoni a Federico Moccia. Si auspicano vivamente: film istituzionali ispirati alla vita del giovane Napolitano, che già nella culla emetteva vagiti e balbettava moniti alle riforme condivise; biografie rigorosamente tecniche del giovane Monti che, nato in un alambicco della Bocconi e subito avvolto in fasce di sobrio loden verde, si trastullava col suo ombrellino british e la sua bombettina fumo di Londra; fiction bipartisan sul giovane Passera, partorito nel caveau di una banca e amorevolmente allevato da una nurse che gli spruzzava gocce di Malizia profumo d’Intesa. Molto richiesta anche la nuova Dinasty di grandi intese sui Letta’s, sceneggiata dagli autori di Topolino e Paperino, già esperti in famiglie che si tramandano di zio in nipote.
Sport. D’ora innanzi le competizioni sportive saranno finalizzate non a vincere, ma decoubertinianamente a partecipare, onde evitare inopportuni festeggiamenti dei vincitori sui vinti. Nel calcio, attaccanti e portieri s’incontreranno al limite dell’area per abbracciarsi affettuosamente, evitando traumatici gol che potrebbero indurre una tifoseria a esultare mortificando l’altra. Dalla classifica del Totocalcio verranno aboliti l’ 1 e il 2, per lasciare spazio alla sola X, cioè al pareggio bipartisan e coeso.
Welfare. Se la banca o l’impresa dove lavorate vi licenziano in tronco mettendovi sulla strada dall’oggi al domani, anziché abbandonarvi a reazioni impulsive e conflittuali tipo scioperi, proteste, manifestazioni di piazza, occupazioni e picchettaggi in palese controtendenza con la coesione nazionale, pensate positivo e ringraziate i padroni per il tempo libero che vi rimane per esercitare al meglio i vostri hobby.
Vita quotidiana. Anche l’uomo della strada dovrà collaborare alle grandi intese e al governo tecnico. Se, per esempio, un pirata della strada vi sperona o vi tampona, scendete dalla vostra auto e, anziché insultarlo o bestemmiargli contro, baciatelo a lungo e poi invitatelo a pranzo a casa vostra, per stringere subito amicizia in linea con il nuovo clima di coesione nazionale. Se, passeggiando, un borseggiatore vi strappa la borsa o il portafogli, evitate di gridare al ladro, anzi inseguitelo e, senza spaventarlo, domandategli da veri tecnici se gli serve altro. Se avete una gioielleria e la mattina, alzando la serranda, trovate un rapinatore che ve la sta svaligiando, anziché azionare l’allarme o peggio ancora metter mano alla pistola, fate anche voi i tecnici e suggeritegli amorevolmente la combinazione della cassaforte.
Se, rincasando, trovate vostra moglie a letto col vostro migliore amico, contate fino a cento prima di reagire, e poi non fatelo; anzi siate tecnici fino in fondo e indicategli sottovoce il punto G della signora, affinché i due possano godere meglio, finalmente coesi.
Alle 9 del mattino la Sala San Francesco di via Savonarola è già piena di gente: chi ancora si sta registrando all’entrata, chi già armeggia con chiavette usb e ciabatte, chi dispone sui banchetti il cibo portato dai partecipanti. È il primo Democracy Day nazionale, l’esperimento di democrazia partecipata organizzato da Movimento 5 Stelle (ferrarese e regionale) e da Paolo Michelotto, il blogger che ha ideato quello che lui stesso definisce un “mix di tecniche, di tempi e di utilizzo di software e di hardware; una intera giornata di democrazia per discutere dei temi importanti per il M5S dell’Emilia Romagna”.
I partecipanti sono numerosi (circa 250) e vengono da tutta la regione, alcuni persino da altre parti d’Italia. Una volta sistemate le connessioni dei vari computer, Paolo Michelotto dal palco spiega velocemente come funzionerà la giornata: inizialmente, tramite il format di sua invenzione “la parola ai cittadini”, si ascolteranno le proposte di dibattito dei cittadini, si voteranno e si organizzeranno a seconda della priorità. Nel pomeriggio verranno poi istituiti appositi tavoli dove, in gruppi di 4 persone, ci si confronterà e si elaborerà una proposta scritta. I tempi sono ben delineati e la procedura piuttosto rigida: un minuto di parola per ciascuno, venti minuti di dibattito all’interno dei tavoli.
L’argomento del giorno dovrebbe riguardare il miglioramento del movimento M5S a livello regionale, ma i temi che si affacciano al dibattito collettivo sono anche generali e coinvolgono la scuola, l’elezione dei candidati a livello nazionale, la comprensibilità dei bilanci pubblici, la creazione di pagine facebook regionali. Qualcuno, nell’entusiasmo generale, propone anche di discutere sul “problema Beppe Grillo”. Il tutto nel frattempo viene aggiornato in tempo reale sul blog di Paolo Michelotto e trasmesso via streaming anche sulla pagina del Movimento 5 Stelle.
Il consigliere ferrarese Valentino Tavolazzi, in prima fila, partecipa alle votazioni e ai dibattiti e propone a sua volta di creare “assemblee permanenti a livello comunale, provinciale, regionale, con il compito di affiancarsi al dibattito in rete”. È solo una delle tante proposte che, fino alle 18, verranno presentate, dibattute, votate, per poi finire su un documento finale subito caricato in rete.
Alla fine della giornata, all’incirca tutti hanno parlato, si sono conosciuti e confrontati. “È un esperimento che ha funzionato, che è partito con dei problemi e si è concluso con delle soluzioni” ha dichiarato Tavolazzi.
“L’idea dell’uno vale uno – ha aggiunto Giuseppe Favia del M5S regionale – oggi si è realizzata a pieno”. Al di là di qualsiasi affermazione, e secondo lo stesso criterio degli organizzatori della “massima trasparenza e diffusione politica di contenuti sul web”, il risultato della giornata, così come i documenti e le immagini, è a disposizione di tutti alla pagina http://www.paolomichelotto.it.
Dei partiti non abbiamo più bisogno… sono vecchi… campano di rimborsi elettorali e di tessere… sono ormai lontani dall’interesse dei cittadini… I programmi politici saranno scritti dai cittadini, e ogni nuovo punto dovrà essere approvato prima della sua attuazione. Il debito pubblico deciso da pochi non sarà più possibile. Chiedete ad un italiano se preferisce avere un ospedale efficiente o bombardare la Libia, se vuole dei trasporti pubblici moderni o fare la guerra ai talebani, se desidera eliminare le province o ridurre gli insegnanti di sostegno ai bambini disabili.
La sua risposta sarà sempre diversa da quella dei politici.
Ieri sera è giunta la notizia improvvisa che sarebbero arrivate di notte 150 betoniere piene di cemento per la realizzazione delle fondamenta del Deposito Temporaneo-Definitivo di Saluggia che dovrebbe raccogliere l’85% delle scorie nucleari radioattive presenti in Italia. Restando sempre in attesa della costruzione dell’impianto di vetrificazione Cemex che dovrebbe solidificarle.
Come al solito, nessuna comunicazione ufficiale è arrivata alle popolazioni interessate, giustificando l’orario notturno con le esigenze tecniche e logistiche dell’opera.
Ribadiamo ancora una volta, se ce ne fosse bisogno, che il deposito di scorie nucleari sulla Dora Baltea e a 1500 metri dalla zona di ricarica delle falde dell’acquedotto del Monferrato è una follia illogica che non trova giustificazioni nel pregresso. Anche se sono state fatte opere di difesa, anche se è da anni che la zona è a servizio del “nucleare”, non significa che si debba perseverare negli errori. Anzi! Sarebbe proprio il caso di chiudere questa triste vicenda, bonificare le aree e spostare in una zona geologicamente più sicura, posto che una sicura in assoluto non esiste sul pianeta Terra.
Per questo credo che sia il caso rassicurare formalmente i 27 milioni di italiani firmatari del referendum contro il nucleare e impegnarsi in Europa e nel mondo per l’uscita dell’umanità dall’era della pericolosissima fissione nucleare.
Chiederemo all’Assessore che venga preventivamente comunicata alla cittadinanza ogni opera che viene realizzata sul saluggese non potendo permetterci di considerare alcune zone “a democrazia limitata”. Speriamo di ricevere risposte di apertura rispetto a quelle già forniteci al Tavolo di Trasparenza sul nucleare, quando l’Assessore Ravello ci disse che i cittadini non devono essere informati se no protestano. Concezione bizzarra della democrazia.
Ultima nota: segnaliamo con rammarico la solita presenza di bandiere partitiche, in particolare PD e RC. Riteniamo che il nucleare non sia una battaglia partitica ma una battaglia di civiltà di tutti i cittadini. Il MoVimento 5 Stelle c’era ma senza bandiere, come semplici cittadini. Le betoniere sono state fermate da un gruppo sparuto di cittadini, dopo che i militanti dei partiti si erano allontanati, fino a che dalla questura non è arrivata la richiesta di sgombero.
Non vi è stato quindi nessun intralcio nè nessun tentativo di opposizione, dimostrando ancora una volta che chi è dalla parte della ragione, ha anche l’intelligenza e la capacità di analisi che manca alla politica, impegnata solo a fare le cose di nascosto per trarne il massimo profitto.
Cerco di tenere constantemente aggiornata questa pagina… in modo da fare il punto della situazione degli aiuti il più chiaro possibile…
Ultimo Upgrade: 26 Novembre 2011 ore10:22
Sabato 26 e Domenica 27 i volontari delle Pubbliche Assistenze di Manarola e Riomaggiore saranno presso il Decathlon di S. Stefano per raccogliere prodotti da destinare a Vernazza e Monterosso. Divulgare l’iniziativa. Necessitano:—-> Maglioni, tute da ginnastica, stivali, scarponcini, calzettoni, berretti di lana, guanti caldi, golf di pile, giacche antivento insomma tutto per il lavoro all’aperto che aspetterà i nostri giovani e non, in questo lungo autunno/inverno per riportare i paesi alluvionati al loro antico splendore. Potete accordarvi con gli amici o i vicini di casa per dividere la spesa di un capo più costoso, contano molto sul vostro aiuto e vi aspettiamo…
Direttamente dal magazzino viveri di Vernazza presso Chiesa S.Margherita:
mancano aceto, burro, olive e scope per casa (non di saggina).
“Un paese ci vuole, non fosse che per il gusto di andarsene via.
Un paese vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle
piante, nella terra c’è qualcosa di tuo, che anche quando non ci
sei resta ad aspettarti“.
C.Pavese
Per chi sta raccogliendo materiale:
Da spedire a VERNAZZA contattare direttamente la Pubblica Assistenza di Riomaggiore che provvederà alla consegna
0187 920777 — 334 9423663. oppure sul sito www.diamounamanoaripulirevernazza.it
Da spedire a Monterosso info direttamente sul sito www.comunemonterosso5terre.it
Comunicato della Camera di Commercio della Spezia…
E’ stato attivato un Fondo di Garanzia per le imprese alluvionate. Da soli, però, non siamo in grado di farcela: con il vostro aiuto si potranno attivare finanziamenti 20 volte superiori al contributo assicurando sostegno concreto a tutte le imprese impegnate nella ripresa della propria attività. Il conto su cui versare il contributo è:
Codice Iban IT92E0603010726000046510643 (Carispezia - Crédit Agricole)
intestato a Camera di Commercio I.A.A. della Spezia Causale: ‘Solidarietà per le imprese spezzine’. I risultati raggiunti saranno resi noti attraverso il sito internet dell’ente camerale www.sp.camcom.it
La Direzione del Gruppo ACAM ha stabilito di sospendere fino al mese di gennaio 2012 la fatturazione dei servizi acqua e gas dei comuni più colpiti dall’alluvione: Borghetto Vara, Vernazza, Monterosso, Brugnato, Rocchetta Vara e Pignone. Per questi comuni sono conseguentemente sospese anche le attività programmate di sollecito e chiusura dei contatori per morosità.
Alleanza Italiana Consumatori offre gratuitamente a tutte le popolazioni alluvionate, Assistenza Legale per le richieste Danni alla Regione Liguria, e per qualsiasi altra cosa. Potete contattare lo 06/39031313, Studio Legale Capuzzi.
Ecco le Donazioni…sono tante, ma tutte utili… datevi da fare, perchè uno degli angoli più belli della Liguria, d’Italia e del Mondo… ha bisogno di Voi…
Con un SMS doni 2€… il numero rimane attivo fino al 28 Novembre 2011… ora doni per l’alluvione di Genova del 5 Novembre. Per La Spezia e Lunigiana raccolti ben 3 milioni di Euro, le opere realizzate verranno poi rese pubbliche…
Continuate a Donare per Genova… i soldi che serviranno saranno tanti… e non arriveranno dalla Politica, purtroppo! Grazie…
Inoltre è possibile effettuare un Bonifico…
L’Associazione “Ambientevivo” da parte degli alluvionati. Puoi contribuire anche tu inviando una donazione al conto corrente intestato a: <<Associazione “Ambientevivo” pro alluvionati Liguria 2011>>; codice IBAN: IT49 X033 5901 6001 0000 0062 923 causale: Associazione Ambientevivo pro-alluvionati Liguria 2011.
Carispezia e Fondazione Carispezia insieme per le aree alluvionate delle Province della Spezia e di Massa Carrara Conto corrente “Emergenza Alluvione”, destinato alla raccolta di fondi a favore delle aree alluvionate delle Province della Spezia e di Massa Carrara: IBAN: IT28N0603010701000046860177.
L’Amministrazione Comunale di Monterosso comunica che è stato attivato un conto corrente raccolta fondi ‘Un aiuto per Monterosso e Vernazza’ per dare un contributo alle opere di soccorso e di ricostruzione delle zone delle 5 Terre colpite dall’alluvione. I contributi possono essere versati sul seguente c/c: IBAN: IT64W0603049870000046275829 Intestato a: ‘Un aiuto per Monterosso e Vernazza’. Causale: ‘Alluvionati 5 Terre’.
Pignone… Comune di soli 640 Abitanti e un territorio molto ma molto vasto ha bisogno di aiuto… Aiutateli per Favore… L’amministrazione comunale e la Pro loco di Pignone hanno deciso di avviare una sottoscrizione di fondi da versare sul seguente conto corrente bancario:
C.C. 88767 CARISPEZIA - AGENZIA DI PADIVARMA
IBAN IT03 G060 30496900 0008 8767C00 intestato ad Associazione Turistica Pro Loco di Pignone
Causale: “Alluvione 2011“
Il Comune di Brugnato ha aperto presso le sedi locali degli istituti di credito una sottoscrizione a favore di coloro che hanno avuto danni. Il versamento dovra’ essere intestato al Comune di Brugnato con la causale “Pro alluvioni “. IT75R0603010701000046860783 Carispezia. IT15G0617549720000000602480 Carige.
Il C.I.F. PROVINCIALE DELLA SPEZIA HA APERTO UNA SOTTOSCRIZIONE PER GLI ALLUVIONATI DI BRUGNATO E DELLA PROVINCIA DELLA SPEZIA - PER CONTRIBUIRE n° di conto è: 46269821 ABI: 06030 CAB: 10702 IBAN: IT10J0603010702000046269821 intestato a C.I.F. - PROVINCIALE DELLA SPEZIA - motivazione : per Brugnato
Per tornare a vivere questa piccola città e i suoi coraggiosi abitanti hanno bisogno anche del vostro aiuto.
Per informazioni telefonare a Marciò Angela, tel:0039.335304496.
IL CENTRO ITALIANO FEMMINILE C.I.F. è un’associzione nazionale di volontariato ed alla Spezia esiste una sede provinciale con sede in via don minzoni n. 73 - per informazioni rivolgersi alla presidenza 335.304496 http://www.cifnazionale.it/ .
L’Associazione, creata sotto l’egida del Comune di Vernazza, è stata costituita per dare aiuto alle popolazioni colpite dall’alluvione e per la ricostruzione e tutela dell’ambiente.
Chiunque volesse contribuire con donazioni e lasciti può farlo attraverso il conto corrente istituito presso UBI San Giorgio con sede in via Chiodo 115 La Spezia.
Riporto anche questo appello… della Coop Sociale Gulliver. Martedì 25 ottobre Borgheto di Vara è stato spazzato via, e sono state spazzate via vite, case, cose, auto, lavori, ma non la voglia di ricominciare a ricostruire. Noi della Coop Sociale Gulliver, che mi onoro di rappresentare, abbiamo perso tutto, sede, pulmini per trasporto disabili, computer…, magazzini con vestiti per i nostri ospiti delle nostre comunità, tutta la storia e i sacrifici di dieci anni si sono annientati in trenta secondi… credetemi veramente in trenta secondi, io c’ero e ho visto, ho sentito, ho respirato l’odore della distruzione… siamo in ginocchio, ma vogliamo rialzarci e per farlo abbiamo bisogno dell’aiuto di tutti, i nostri minori delle comunità, hanno dovuto lasciare le strutture, perchè pericolanti e isolate, di notte con gli elicotteri guadando un fiume, ora sono al sicuro estanno bene, ma per noi è prioritario riportarli alla normalità, ricostruendo una casa per loro, ricomprando tutte le loro cose, comprando il cibo per sfamarli e i vestiti per vestirli, i libri per la scuola… TUTTO!!!!! Non possiamo resistere per molto tempo con i nostri soldi personali perchè non percepiremo stipendio per tanti mesi, quindi Vi chiedo anche un piccolo aiuto, che per un nostro bambino può significare tanto, attraverso questo IBAN:IT30X0617549720000000546980 Banca CARIGE Ag.394 causale: alluvione Borghetto coop.sociale Gulliver. Paola Gargano
Ritornerà, uno degli angoli più belli del mondo… Patrimonio Mondiale dell’Unesco…
Nella foto sotto Vernazza, Domenica 30 Ottobre 2011…
Ricordo anche che…
Se volete rimanere informati sulle iniziative…seguite su Facebook un Gruppo e Tre pagine create appositamente…
Marco Boschini afferma… L’unico spread di cui la politica italiana dovrebbe occuparsi è la conta dei morti per frane, smottamenti, pioggia, cemento e speculazioni, ormai quasi quotidiana! Provo sgomento e rabbia nel vedere chi distrugge, costruisce, pontifica da decenni, riempirsi ora e sempre la bocca di slogan e proclami su prevenzione e risorse. Quando sapremo una volta per tutte cacciarli a pedate dalle istituzioni di questo Paese malato?
Massimo Gramellini… Dobbiamo finalmente cominciare a prendere sul serio il clima… smetterla di sentirci invulnerabili… compreso le esercitazioni preventive. Noi tendiamo a reagire come i bambini… o con la rimozione o con il panico. Dobbiamo invece iniziare a reagire con la consapevolezza!
Ora… Ancora una volta il maltempo mette in ginocchio la provincia di Messina e come al solito il nostro territorio risulta impreparato ad affrontare l’emergenza. Strade che si trasformano in fiumi straripando in ogni dove, mostrando la fragilità della nostra pianificazione urbana e stradale. Non è una coincidenza o una mera fatalità che ogni volta che nubi colme di pioggia sostano per un po’ di tempo in più del dovuto sulle nostre teste, le nostre città si bloccano o peggio franano come accadde a Giampilieri procurando morti e devastazione.
E’ chiaro, ora più che mai, a tutti, che il nostro territorio, come quello di molte altre parti d’Italia (vedi Liguria), ha bisogno di seri interventi di riorganizzazione e messa in sicurezza. Nelle nostre città le acque si ingolfano tra le centinaia di migliaia di metri cubi di cemento che sono stati riversati senza rispetto delle caratteristiche geomorfologiche del territorio. Progetti come quello del Ponte sullo Stretto hanno deviato non solo la politica locale, che si è lasciata sottomettere, ma anche l’immaginario collettivo dai veri problemi della nostra provincia.
Mentre in tutti questi anni si versavano milioni di euro nelle casse della Società Stretto di Messina (fino ad oggi sono 500), il nostro territorio è stato abbandonato a sé stesso, nell’incuria generale. Una politica seria, che ha cura del territorio e che valuta prima gli interventi necessari a tutelare la vita delle persone avrebbe sicuramente rigettato in toto l’illusione del Ponte per concentrarsi sui veri problemi della mobilità e della salvaguardia dell’ambiente. In un momento di crisi come questo, in cui il governo Monti si prepara conformemente al diktat finanziario a varare manovre “lacrime e sangue” non possiamo sopportare più di non avere una dignità politica. Questa dignità non ce la darà nessuno: solo la nostra voglia di rivincita potrà ricostituire la provincia di Messina come soggetto politico. Per fare questo bisogna scendere nelle piazze e diventare noi un nubifragio: dobbiamo alluvionare questa classe dirigente che ci ha condannato a questa situazione.
Sul suo Blog NoPonte, Marco Letizia propone… un manifesto di mobilitazione minimo, condivisibile e trasversale:
- Cancellazione della Stretto di Messina. Fine dell’illusione del Ponte. Nessuna penale per Eurolink.
- Finanziamento, non solo coi soldi risparmiati dalla penale del Ponte ma con somme apposite fino ad almeno 2 miliardi di euro, dei capitoli di bilancio di Stato, Regione, Provincia e Comuni dal titolo “Messa in sicurezza dei territori a rischio idrogeologico”.
- Creazione di cooperative o collettivi di lavoro partecipati gestiti collettivamente dagli operai edili disoccupati, giovani ingegneri e architetti precari e/o senza lavoro che si occupino specificamente dei lavori di messa in sicurezza del territorio con statuti ed ordinamenti democratici e con il principio della retribuzione uguale per tutti, dal direttore dei lavori all’operaio.
- Distribuzione equa delle risorse conformemente ai bisogni delle zone più colpite o più a rischio in seguito a indagini aperte a tecnici e operatori di qualsiasi estrazione sociale e politica, avvalendosi delle testimonianze della popolazione dei luoghi colpiti dai disagi.
- Finanziamento di tutte quelle piccole infrastrutture utili al nuovo modello organizzativo del territorio senza che nuove aree “vergini” vengano ulteriormente cementificate (Stop al Consumo di Suolo)
- Il suolo deve essere invece destinato alla riqualificazione delle agricolture locali che, curando le terre, contribuirebbero a tenere saldo il terreno “naturalmente”, quindi senza interventi di emergenza, ricreando altresì quella produzione del settore primario che negli ultimi 30 anni è stata massacrata dall’avanzata degli ipermercati e dei prodotti di massa di scadente qualità, organizzando le vendite dei prodotti con sistemi di distribuzione diretta dal produttore al consumatore, eliminando i costi intermedi (vedi G.A.S., gruppi di acquisto solidale) e cercando di ottenere quante più certificazioni D.O.C. per creare una “immagine” degna delle tradizioni culinarie che sono presenti sul nostro territorio, rilanciando così il turismo gastronomico ammazzato dalla crisi.
- Finanziare il recupero dei borghi antichi ricomponendo il quadro storico del territorio al fine di un rilancio turistico e per valorizzare l’ancora presente produzione artigianale del ferro, della pietra e del legno, presenti soprattutto nelle piccole realtà provinciali.
Bisogna scendere in piazza per conquistarsi una legittimità politica al di fuori dei partiti di governo, anzi costringendoli a seguirci in questa direzione, e che sappia chiedere ed ottenere questi due obiettivi politici: lavoro e sicurezza/valorizzazione del territorio in cui si vive. Per ripartire tutti insieme in un altro modo, dal Veneto, alla Liguria e alla Sicilia…
Sono la terra su cui posi ogni giorno i tuoi piedi, e lasci le tue impronte.
Volevo dirti che quanto è accaduto a Genova, tra Liguria e Toscana, e l’anno scorso in Veneto, e via via quasi mensilmente su e giù per la superficie del mio corpo trasandato, non è frutto del caso, o genericamente del surriscaldamento del pianeta…
Le frane sono la pelle non curata che viene giù come formaggio grattugiato da una formaggera fatta di colline e montagne abbandonate, di paesini spopolati e spolpati dall’ingordigia e gli interessi, la non curanza e il malgoverno.
Le alluvioni sono il pianto di una madre che vede il proprio figlio comportarsi come maschio ingrato, calpestando ogni minima forma di rispetto, costruendo case e capannoni nelle golene dei fiumi, disboscando, mettendo cemento laddove un giorno c’era l’erba…
Ed è così che sto invecchiando, caro italiano, proprio mentre chi mi dovrebbe curare, conservare, valorizzare mi devasta, svende, calpesta senza creanza.
Vengo attraversata da governi e governanti che mi usano e stuprano a loro uso e consumo, per la gloria, la rielezione, l’ingordigia: sopra il mio corpo ormai saturo e stanco insistono a riempire i pochi vuoti rimasti di grandi opere, aeroporti, ponti, quartieri industriali, mega centri commerciali, outlet, tangenziali, parcheggi, quartieri, rotonde…
La mia pelle, ora, è fatta di cemento, e quando Dio piange le sue lacrime mi accarezzano veloci spazzando via tutto, e tutti, quelli che si trovano lungo il percorso.
Tu caro italiano, piangi insieme a me e ti indigni, a targhe alterne, inveendo nel mucchio e maledicendo genericamente la classe dirigente di questo Paese. Poi ti rimbocchi le maniche, togli il fango da casa, ripulisci e, il giorno segeunte, ricominci a vivere come se niente fosse… Forse con un pò più di disincanto, e di rabbia, ma più solo, rassegnato.
Se ti scrivo è perché penso che arrivati a questo punto, e per davvero, sia il caso di fare qualcosa: che per me significa andare da Burlando e Berlusconi, che ora non c’è più, e inchiodarli alle loro responsabilità, senza tanti giri di parole.
Perché la misura è colma, perché è il momento dell’autogoverno e della sobrietà.
Perché è giunta l’ora di scegliersi una politica che faccia l’unica cosa sensata che andrebbe realizzata sul mio corpo: curarlo, preservarlo, per poi valorizzarlo con il turismo. Non avreste bisogno di altro, voi italiani, altro che Bce, Fmi, liberismo e altre stupidaggini del genere.
C’è qualcuno in grado di farlo?
Iniziamo… partiamo… Riprendiamoci il Futuro come scriveva Beppe Grillo nel suo Libro!
A Brugnato, uno dei paesi più colpiti nelle settimane scorse dall’alluvione in Liguria, si torna a parlare di un mega outlet nella zona in cui è esondato il fiume Vara. Non so (e non mi interessa) il colore politico della giunta comunale, so invece che in Regione amministra il centrosinistra: a tutti quanti voi, banda di cavernicoli speculatori idioti, va il mio più chiaro e indignato vaffanculo! Marco Boschini