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Dicembre 13, 2011

Il Fatto Quotidiano oggi non sarà in Edicola

Il Governo Monti si è presentato dicendo che la manovrà sarà equa, avrà sviluppo per il paese e sarà austera, ma la manovra ha tutto tranne che equità!

Essendovi solo rigore… con questa manovra non ci si può stare!! Ferrero (PRC), coerente, sta con i sindacati! La coerenza in politica, negli ultimi tempi è una cosa rara. Il PD, appena capirà cosa farà da grande, ormai è vecchio e lontano da pensionati, lavoratori e ceti più deboli. Ma il PD non può essere partito di Lotta e di Governo allo stesso tempo. Qualcuno spieghi a Bersani che non fanno nè lotta e nè tantomeno sono al Governo. Per ora nemmeno loro sanno cosa stanno facendo…

Ebbene… oggi il Fatto Quotidiano, comunicato della direzione, non sarà in edicola.

Io, essendovi abbonato da quando è uscito, ne sono fiero e ne vado orgoglioso. Oggi posso dire di aver scelto l’informazione giusta!! Il Fatto non mi perderà come lettore… :-)

Il Comunicato dice che il FattoQ ritiene giusto aderire alle iniziative di protesta di Cgil, Cisl e Uil contro quelle misure della manovra di Governo che colpiscono soprattutto pensionati, lavoratori e ceri più deboli ma non per esempio privilegi e indennità delle varie caste, a cominciare da quella dei politici. Il Fatto Q poteva essere stampto (come avverrà per altri quotidiani che domani saranno regolarmente in vendita ) ma questa è una decisione che ha un duplice significato. Di solidarietà e di coerenza con i valori che Il Fatto fin dalla sua fondazione persegue. Potete sempre leggere gli aggiornamenti su ilfattoquotidiano.it

Complimenti al FattoQ che ricordo, non riceve nessun finanziamento pubblico, da quando è nato…

Dicembre 11, 2011

I Geni della Bocconi

Ieri riguardavo serviziopubblico.it, non avendolo visto giovedì… ebbene, concordo con Ferrero (PRC), che a serviziopubblico.it afferma che questa Manovra Monti, così com’è è una manovra iniquia, recessiva e ci porterà allo stesso meccanismo che ha imboccato la Grecia. La manovra non ferma la speculazione finanziaria, non serve a nulla per questo!! Se senti Gasparri, il Governo di Mister B ha praticamente fatto tutto… qualcuno spieghi a Gasparri che questo tutto non l’ha visto nessuno, tantomeno l’Europa, tranne forse gli evasori che hanno trovato nell’Italia un paradiso fiscale.

Qualcuno lo spiega a quei Geni della Bocconi che:
1- Alzando ancora l’iva si favorirà ancor di più l’evasione fiscale perché con l’iva al 23% la fattura non la fara/vorrà più nessuno!
2- Per pareggiare il bilancio se le entrate non si possono aumentare pena l’insorgenza di tumulti popolari, forse si può valutare pure l’opzione B cioè ridurre le uscite.
3- Che fosse il caso di limitare il massimo stipendio di un dirigente pubblico a massimo 10 volte la paga base di un operaio?
4- Che fosse il caso di destinare i compensi dei titolari di cattedra universitaria (tra cui i membri del governo) per gli incarichi extra che anno (tra cui proprio quello di ministro) alle rispettive università di appartenenza, in particolar modo riguardo agli arbitrati (compenso singolo di qualche milione di euro l’uno) con conseguenti pesanti sgravi al ministero della pubblica istruzione, e magari finanziamo pure la ricerca con quei proventi.
5- Che fosse il caso di rientrare da tutte le missioni di pace, semplicemente perché non ce le possiamo più permettere ?
Andiamo avanti per ore? Ho già il voltastomaco”.
E. C. su Beppegrillo.it

Elsa Fornero piange… se la manovra ti fa piangere, non la fare!! Molto probabilmente è sbagliata e tu non ne sei convinta!

Un Decreto Salva Banche

Il Decreto di Monti “Salva Italia”, comporta almeno 3 benefici per le Banche… guardiamo ad esempio quello che comporta il limite del pagamento in contanti a 1000 euro, prima era di 2500, che servirebbe a limitare l’evasione e il nero, speriamo!! In realtà andrebbe messo un limite molto più incisivo, cioè a 300 euro il limite, meno del taglio più grosso, che è 500, ed imporre una diminuzione delle commissioni sulle transazioni. La riduzione del tetto a 1000 euro si stima faccia aumentare del 30% le transazioni con le carte, quindi più commissioni per le banche, quindi aumentaranno ricavi ed utili per le banche, anche se non ci sono dati precisi su questo incremento, si dice poca roba. Monti si è solo auspicato, in questo caso, di una riduzione delle commissioni da parte delle banche, si è affidato alla benevolenza dei banchieri?!?!?!

Poi c’è un vantaggio più consistende, che deriva dalla riduzione dei prelievi in contanti, che per le banche sono un costo. Quindi con l’aumento dei pagamenti elettronici, ci saranno meno prelievi in contante, migliaia di cassieri diventeranno dei potenziali esuberi. Se le banche riuscissero a ridurre il personale dei cassieri in esubero risparmierebbero tutte insieme un sacco di soldi, si stima, un miliardo di euro.

Ora però c’è anche un altro problema sollevato da diversi banchieri… c’è un allarme banche, le banche non hanno più soldi liquidi, non solo non fanno più credito alle imprese, ma non se li prestano nemmeno tra di loro, per paura che falliscano. Monti e Passera, nella manovra, non so se lo sapete, hanno introdotto la garanzia dello stato sulle passività delle banche, cioè le obbligazioni e i bond che le banche emettono per finanziarsi. Sarà lo stato a pagare, con i soldi nostri, soldi dei contribuienti. Infatti il decreto stanzia 200 milioni di euro all’anno per 5 anni, un miliardo di euro e l’anno prossimo scadono 137 miliardi di Bond Bancari. Sono solo concidenze tutti questi banchieri al Governo? Io alle coincidenze non credo più….. ;-)

E’ anche vero che, se il sistema bancario è liquido e solvibile è anche un buon segno per il destino del paese… ma non so fino a che punto.

Morale della favola? Non indebitatevi con le banche da oggi in poi, comprate solo ciò che vi potete permettere… bisogna davvero stare attenti!!

Guardatevi questo Video… La Manovra non eviterà il Default

Info e News: http://www.beppegrillo.it/2011/12/cari_genii_dell/index.html

Dicembre 10, 2011

E’ tutto merito del PD e di D’Alema

Vladimiro Giacché, economista e scrittore afferma su IlFattoQ, che il summit europeo di ieri è il primo passo verso la recessione.

Le decisioni del summit europeo non risolveranno la crisi in Europa. Probabilmente la aggraveranno. 1) Non è stato deciso nulla che consenta di affrontare l’emergenza. La Bce non è stata autorizzata a fare… la banca centrale, ossia a intervenire senza limitazioni a sostegno dei titoli di Stato dell’Eurozona. 2) Il potenziamento del Fondo salva-Stati è assolutamente insufficiente per intervenire con efficacia sui paesi di maggiori dimensioni. Oltretutto il Fondo è privo di licenza bancaria e quindi non può essere finanziato dalla Bce. Che potrà invece continuare a finanziare le banche private. 3) Non si fa intervenire la Bce, non si vogliono gli Eurobond, ma si aumentano i finanziamenti degli Stati europei al Fondo Monetario Internazionale. L’unico possibile senso di questa curiosa iniziativa sarebbe quello di potenziare il Fmi in vista di un intervento su Spagna o Italia. Un’idea davvero geniale… 4) Il cosiddetto Patto Fiscale è in realtà solo uno stretto controllo sulle manovre di bilancio nazionali. Questo comporterà manovre di austerity contemporanee in tutti i paesi, ponendo le premesse per una depressione su scala continentale. In compenso non c’è traccia dell’unico vero patto fiscale che avrebbe senso, ossia un accordo per rendere uniforme la tassazione in tutti i paesi europei. E quindi potrà continuare quel dumping fiscale da parte di alcuni Stati (vedi l’Irlanda). Il Titanic-Europa prosegue la sua corsa.

In Italia abbiamo politici rivolti al futuro… come Massimo D’Alema che continua la triste farsa dei meriti del PD a questa catastrofe che sta conivolgendo il nostro paese… meraviglioso l’Editoriale di Marco Travaglio sul FattoQ di oggi… molto chiaro in merito…

La Volpe colpisce ancora di Marco Travaglio

Sostiene Massimo D’Alema, intervistato da La Stampa, che il governo Monti è stato un trionfo della politica, ma soprattutto del Pd, ma soprattutto di D’Alema, perché un mese fa “l’alternativa non era tra governo tecnico o elezioni, ma tra governo tecnico o permanenza di Berlusconi. Se non si fosse concretizzata l’ipotesi di Monti, la maggioranza di centrodestra non si sarebbe sfarinata e noi avremmo ancora il Cavaliere a Palazzo Chigi. Altro che politica morta… Si è trattato, al contrario, di una positiva operazione politica”. Strano: noi pensavamo che B. si fosse dimesso perché le azioni del suo gruppo erano precipitate in Borsa del 12% in un solo giorno; ma soprattutto perché alla Camera era sceso a 308 deputati, 8 in meno della maggioranza, dunque sarebbe caduto al primo voto di sfiducia. Avevamo anche letto da qualche parte che a portargli via l’ultima decina di “traditori” (Carlucci & C.) era stato Paolo Cirino Pomicino, usato da Casini come sherpa per traghettarli nell’Udc: ma evidentemente la Volpe del Tavoliere vuol farci capire che c’era il suo sulfureo zampino anche dietro l’Operazione Cirino.

I suoi elettori superstiti, che già stravedono per Monti, ne saranno entusiasti e orgogliosi. D’Alema spiega poi che andare alle elezioni non conveniva: si rischiava di vincerle (“non le abbiamo chieste nonostante i sondaggi a noi favorevoli”). Molto meglio il governo dei banchieri, perché “una classe dirigente seria sa sfidare anche l’impopolarità per riparare i guasti provocati dalla destra”. Il Molto Intelligente previene la domanda che sorge spontanea: ma sei fuori come un balcone? E replica: “Due mesi di campagna elettorale avrebbero fatto precipitare l’Italia nella condizione della Grecia”. Sarà, ma due mesi di campagna elettorale han salvato la Spagna, che pareva sull’orlo del baratro e ora sta meglio di noi: di fronte alla prospettiva di un governo legittimato dagli elettori (peraltro al posto di Zapatero, non dei nostri banditi), i mercati han dato agli spagnoli il tempo necessario di votarlo. E non si vede perché non avrebbero dovuto farlo anche con noi. Si dirà: perché la nostra legge elettorale non garantisce la maggioranza nei due rami del Parlamento. Vero: ma, in nome dell’emergenza, il centrosinistra avrebbe potuto presentarsi agli elettori col Terzo polo e Monti candidato premier di un governo a tempo, due anni non di più, che facesse le riforme più urgenti e poi riportasse l’Italia alle urne, con una legge elettorale decente, destra e sinistra di nuovo su fronti contrapposti. Prevedibilmente quello schieramento avrebbe stravinto, avrebbe raso al suolo B., e all’inizio dell’anno avremmo avuto ugualmente un governo Monti. Ma non piovuto dal cielo o dal Colle o dal caveau di qualche banca: consacrato dal consenso degli elettori, dunque politicamente responsabile e non più ricattato da B. e da nessun altro. Cioè in grado di far pagare il giusto agli evasori, a Mediaset, alla Chiesa e forse persino alla Casta. Cosa che oggi non può fare, anche se quel mattacchione di D’Alema riesce a dire che Monti “fa pagare pure i ricchi”.

Chissà quali ricchi ha in mente. Forse il banchiere Geronzi, che ieri ha raccontato al Corriere del suo “ottimo rapporto con D’Alema e Fassino”? O forse Finmeccanica di Guarguaglini e Borgogni, che – come raccontiamo a pagina 9 – foraggiava la fondazione dalemiana Italianieuropei sebbene la legge proibisca alle società pubbliche di finanziare la politica?

Sull’Ici alla Chiesa, Max spiega che “bisogna studiare una soluzione, esentando gli edifici adibiti al culto e quelli utilizzati per fini sociali”. Ecco, bravo: mentre lui studia, sapete chi è stato a esentare gli edifici religiosi all’Ici se esercitano “finalità non esclusivamente commerciale”, aggirando i paletti imposti dalla Cassazione? Un decreto del 2006 firmato dall’allora ministro dello Sviluppo economico. Che non era il cardinal Ruini, e nemmeno Bertone. Era Pier Luigi Bersani.

La nostra Classe Politica è fantastica… è l’elogio dell’ipocrisia nella politica. BASTA! Questa gente qui ha pochi meriti e un noerme montagna di demeriti… devono essere sradicati dalle poltrone… Riprendiamoci il Futuro, perchè se aspettiamo che il Futuro ce lo danno questi… siamo già morti prima di morire. :-(

Dicembre 5, 2011

Cambiamento

Il cambiamento deve essere necessariamente dentro ognuno di noi… perchè, ricordate bene che Berlusconi era solo un sintomo, la malattia siamo noi Italiani.

Riporto qui un bellissimo articolo di Rita Pani nel suo blog

Cambiamento di Rita Pani

Mi piace la gente che si fida, e non essendolo mai stata, mi piace anche la gente ottimista. Quelli del bicchiere mezzo pieno, per intenderci, che riescono a vedere le sfumature anche nelle tinte più cupe. Allora, ieri attendevo nell’aeroporto di Bologna di imbarcarmi per il volo verso casa, ed osservavo il vuoto cosmico che avevo intorno, i negozi con le serrande abbassate a metà come in un giorno di lutto, e la signorina al bar di fronte a me, che a furia di guardarmi stando con le mani in conserte, mi ha indotto ad andare a chiederle un caffè. Poi d’improvviso una piccola folla s’è fatta, ed erano tutti coloro che come mucche al pascolo si ammassavano per tornare nella stalla; a casa.

Il cambiamento. È la regola prima dell’ottimismo, della speranza. Lo si sente dire un po’ tanto quanto si senta parlare di Spread in ogni dove. “Bisogna cambiare!” o anche: “È ora di cambiare.” In un pilastro, appeso come un quadro, il televisore che non manca mai in nessun posto: dal parrucchiere come in una stazione, nella sala d’attesa di un medico come dal tabaccaio. Scorrono le notizie di una comune ed ordinaria domenica, di pallone e di meteo, di danari e di stars, fino a quando la scritta dice che anche il tizio è favorevole all’ICI. Allora un uomo si rivolge alla moglie: “Hai sentito? Ora anche berlusconi vuole l’ICI. È inutile! In Italia non cambierà mai.” Un altro uomo accanto, quasi sbotta con una di quelle frasi da bicchiere mezzo pieno: “Dobbiamo avere pazienza … dobbiamo lasciarlo lavorare, e poi se non ci piacerà tanto torneremo a votare.”

Il cambiamento, penso. Come quando la gente con ancora la macchia della vergogna sulle dita dopo aver compreso a chi aveva dato il suo voto, avanzava la stessa pretesa: “Lasciamolo lavorare!” e sto ancora sorridendo, quando finalmente ha inizio l’imbarco. Anzi in realtà, quando finalmente la signorina inizia a dare quelle istruzioni bislacche che hanno i voli Ryanair. La piccola folla si ammassa, si guarda con circospezione intorno, i mariti guardano le spalle alle mogli e i più furbi fanno andare avanti i bambini.

Non ci sarà futuro senza cambiamento! È uno slogan che si sente dire spesso, un’invocazione, quasi una preghiera. L’educazione e la civiltà, il ritorno alla morale, al buon senso comune. Quante volte anche io ho scritto questa cazzata, non lo so. Ci penso mentre assisto allo scorrere della fila, che si spintona, che come automobili di formula uno tenta sorpassi azzardati nel percorso che porterà alla prima tappa del viaggio: l’autobus per arrivare all’aereo. L’ultimo miglio è quello in cui la necessità del cambiamento è più viva e prepotente: l’assalto alla scala dell’aereo. Ci sono gli esperti che hanno addirittura studiato la strategia, la tecnica di abbordaggio, che infila il piede sul gradino, anticipando le gambe della persona che lo precede, sfogando tutta la soddisfazione in un sorriso vittorioso, quando per primo varca la soglia.

Il cambiamento però è tangibile, il bicchiere oggi pare un po’ più pieno della metà. C’è la gente in coda anche alle Scuderie del Quirinale, per la mostra dei pittori Lippi e Botticelli. Ad un tratto arriva Mario Monti, che ordinatamente si mette in fila pure lui – e sottolinea la stampa – con sua moglie al braccio. Quando arriva il suo turno, il neo premier – raccontano le cronache – fa qualcosa che ha dell’incredibile: paga il biglietto per entrare. A questo punto, ricco e spontaneo, scocca l’applauso da parte del resto della fila.

Cambierà forse, quando finalmente non sarà più eccezionale ciò che dovrebbe essere normale, e soprattutto cambierà quando cambieremo. Quando il cambiamento non sarà solo una pretesa per l’altrui, ma una regola da applicare soprattutto in ognuno di noi. Per non morire berlusconiani.

Rita Pani (APOLIDE)

Dicembre 3, 2011

Scelte Rivoluzionarie, non Banchieri

Siamo in Guerra… la Rete contro i Partiti…

Guardatevi il Video… guardatevi l’intervista…

Il 29 Novembre, Beppe Grillo è stato intervistato da Sky Tg24.

Ecco uno stralcio di ciò che ha detto:

I partiti sono fantasmi. Quando lo gridavo io nelle piazze mi davano del demagogo. E ora Cicchitto, D’Alema, Gasparri, dove sono finiti? Sono tutti fantasmi che dimentichiamo in una settimana. Io già non li ricordo più, e devo dire che mi sento già meglio. Il mondo occidentale sta cambiando. E la Rete è protagonista di questo cambiamento. La gente diventa più intelligente, più informata, riesce a scegliere meglio, ad essere più capace di intendere e volere. Oggi ci rendiamo conto che ci sono delle alternative: il cittadino che diventa Stato e non ha più bisogno dei partiti, di questi ectoplasmi.
Il Movimento 5 Stelle è nato in Rete. Le prime “primarie” le discutemmo in Rete con dei premi nobel e con circa 800 mila persone, dall’idraulico all’impiegato: ognuno vale uno, in Rete. Le portammo a Prodi e lui chiuse gli occhi. Non seppe rispondere.
Quando urlavo nelle piazze il debito, dov’erano questi professori della Bocconi? Questi non si sono mai giocati nulla. Io gridavo il debito e questi stavano zitti, e anche i telegiornali dicevano: la crisi è alle spalle, è passata.Ma questa è un’informazione da riporto.

La lettera a Monti? Sono un comico, e non pretendo che il presidente del Consiglio mi risponda. Ma dico che un qualsiasi governo che non discute con i movimenti e con la società civile, è un governo morto in partenza. Questo è un governo che parla di Tav, di ponte sullo Stretto, di finanziare il debito attraverso le banche. Ma questo Paese non ha bisogno di tutto ciò, questo Paese ha bisogno di scelte rivoluzionarie di congelare il debito. Altrimenti non ne usciamo.

Siamo in Guerra…

http://www.beppegrillo.it/movimento/

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