
Fino ad ora… 3 morti e 67 feriti ed una quarantina ancora i dispersi. Salvate nella notte altre 3 persone dell’equipaggio. Mancano ancora moltissime persone all’appello… per seguire le notizie in diretta… http://www.youreporternews.it/2012/nave-costa-corsa-disperata-per-trarre-in-salvo-i-superstiti/
Parliamo un pò della nave…

La Costa Concordia è una nave costruita nel 2006 dalla Fincantieri di Sestri Ponente, è una nave da 112mila tonnellate, 290 metri di lunghezza e 35 metri di larghezza, ed una Cinquantina di metri di altezza. Può portare da 3000 ai 3700 passeggeri con 1100 posti per il personale di equipaggio. La Velocità di Crociera della nave è di 20 Nodi. E’ costata 450milioni di euro. E’, ovviamente, della Costa Crociere, gruppo Carnival.

Parte dello scoglio incastrato nella fiancata della nave Costa Concordia davanti all’Isola del Giglio, Grosseto, 14 gennaio 2012. ANSA / ENZO RUSSO ANSA
Come potete vedere nella foto sopra… Sulla fiancata dello scafo, a causa dell’impatto con le rocce, si è aperto uno squarcio di circa 70 metri. E’ stato completamente asportato uno scoglio che è rimasto nella fiancata della nave. Le rocce erano quasi affioranti… sono pochissimi i metri dalla linea di galleggiamento a pieno carico della nave… com’è possibile che non era presente sulle carte nautiche, come è stato affermato dal comandante? Il comandante della nave, Francesco Schettino, al momento in stato di fermo, avrebbe dichiarato che lo scoglio “non era segnalata sulle carte nautiche”.
Tragedie marittime di queste proporzioni sono fortunatamente rare, ma quanto è successo alla Costa Concordia della Costa Crociere, in navigazione presso l’Isola del Giglio, è destinato a imprimersi nell’immaginario collettivo a fianco di eventi disastrosi come l’incendio del Moby Prince o addirittura il Titanic. Una nave è pur sempre una nave, non è inaffondabile e non esiste una nave inaffondabile… ma la tecnologia può quasi renderla tale, anche se le condizioni meteomarine eccezzionali possono influire notevolmente sulla navigazione di una nave, anche se di 112mila tonnellate! Se però c’è bonaccia e siamo nel bel mezzo di una rotta molto frequentata e nota, con una neva del genere c’è solo una parola, a mio modesto parere: leggerezza! E con 4000 persone a bordo non te lo puoi permettere!

Si vocifera… ma per ora è solo un’ipotesi.. che a causare l’impatto con lo scoglio che ieri sera ha squarciato la nave per diverse decine di metri, sia stato un distaccamento dalla rotta tracciata e il conseguente eccessivo avvicinamento alla costa (pratica non rara sulle navi passeggeri, con evidenti fini turistici), in acque costellate di scogli non (o poco) segnalati sulle carte nautiche della zona.
Il comandante della nave, Francesco Schettino (già sentito dalla Magistratura che ha aperto un’inchiesta), preso atto dell’incidente, avrebbe poi optato per la manovra di avvicinamento all’Isola del Giglio, che di fatto ha relativamente facilitato i soccorsi. In ogni caso il rischio per lui è di essere incriminato per omicidio colposo, qualora gli venga attribuita la responsabilità di essersi avvicinato troppo alla costa durante la navigazione.
I serbatoi sono pieni di gasolio… nelle costerne della nave ci sono 2380 tonnellate di gasolio, ora è assolutamente necessario anche non rischiare il disastro ambientale, altrimenti l’isola del Giglio è spacciata. Fino a che le condizioni meteomarine sono favorevoli è necessario agire in tal senso. Il Direttore Generale di Costa Crociere, Gianni Onorato afferma che la nave è in piane sicurezza e sono già arrivati tecnici dall’Olanda che si occuperanno di questo problema.
Leggo sul FattoQ di oggi, che ha dato ampio spazio alla vicenda, che anche questa volta a pagare il prezzo più alto sia stata la “terza classe”. In questo caso sarebbero i “membri dell’equipaggio – come raccontano fonti confidenziali all’interno della Procura di Grosseto a ilfattoquotidiano.it – dalle mansioni più modeste”. Secondo gli ultimi numeri raccolti, ad ora, 15 Gennaio 2012 ore 12:43, coloro che non sono ancora stati rintracciati sulla terraferma sarebbero 36. Beh… mi pare però abbastanza ovvio, l’equipaggio aiuta prima di tutti i passeggeri ed inoltre la “terza classe” sta sempre nei ponti inferiori che sono i primi, in caso di falla e conseguente imbarco d’acqua, a rimanere sotto il livello del mare. Inoltre a quell’ora le cucine erano in piena attività lavorativa e molto affollate.

La nave, ad ora, non è ancora stabilizzata. E’ sempre più inclinata, di oltre 90 gradi e si sta inabissando. Questo rende più difficili le operazioni di ricerca di eventuali dispersi a bordo della Costa Concordia. “E’ una corsa contro il tempo”, viene spiegato dai soccorritori.
Secondo una prima e non completa ricostruzione dell’incidente, la nave ha urtato tra le 21,20 e le 21,40 un gruppo di scogli denominato “le Scole” che si trovano a circa 500 metri alla destra del porto guardando la terraferma. La Costa Concordia, 1.500 cabine per ospitare fino a 3.800 persone, era partita l’11 gennaio da Cagliari e il 13 aveva fatto tappa a Civitavecchia. A bordo, al momento del naufragio, c’erano 3.216 passeggeri e 1.013 membri di equipaggio. 4.229 persone in tutto, di 62 nazionalità.

Ferruccio Sansa oggi scrive un articolo molto interessante sul FattoQ….
MEGLIO I LUSTRINI DELLA SICUREZZA
di Ferruccio Sansa
Raggio metacentrico. Momento di raddrizzamento. Doppia carena.
Termini tecnici, che i passeggeri di una nave non conoscono. Eppure la loro vita dipende da quei numeri, perché significano capacità di non inclinarsi (rendendo il salvataggio meno drammatico di come è successo al Giglio), di non capovolgersi e di resistere agli urti. Il disastro di ieri mette sotto processo i grattacieli del mare: alti fino a 70 metri, come palazzi di 25 piani. La parte emersa è enormemente più grande di quella immersa. La nave è più comoda, più spaziosa, ma meno stabile.
“Una nave da crociera di ultima generazione ha un raggio meta-centrico di un metro. Un decimo di una nave militare”, racconta un esperto. In pratica significa che i colossi del mare con migliaia di passeggeri hanno minore stabilità (perfino dei transatlantici di mezzo secolo fa). Dubbi che gli studiosi avanzano da anni. Non solo: una nave alta è più esposta al vento. Proprio la Costa Concordia in un giorno di burrasca del novembre 2008 urtò il molo del porto di Palermo, squarciandosi la prua.
“Scafi come questi sono progettati per resistere agli urti più violenti. Ci sono paratie stagne ogni dieci, venti metri . Ma lo squarcio della Concordia sembra lungo 70-80 metri, pare aver interessato tre, quattro compartimenti della nave. Le paratie non sono state sufficienti”, riflette Riccardo Damonte, perito navale dello studio Ansaldo di Genova, uno dei più prestigiosi del mondo. I suoi esperti sono consulenti della Costa e già ieri erano al Giglio. Ma perché la nave è finita sugli scogli? Un black-out del sistema di navigazione? “Difficile, navi come queste hanno sistemi ridondanti, se uno si rompe ne interviene un altro. Ci sono generatori autonomi che consentono di alimentare sempre le attrezzature”. E se lo scoglio non fosse stato indicato sulle carte? “Molto strano, sono aggiornate in continuazione. La risposta arriverà dalle indagini”. Ma i dubbi sui grattacieli del mare restano. Basta guardare i dati della Costa Concordia, una nave moderna, ultimata nel 2005: 114.147 tonnellate di stazza, 292 metri di lunghezza, 52 di altezza. Per non dire delle 1.500 cabine, dei 5 ristoranti, dei 13 bar. Una città galleggiante: l’ammiraglia Costa era capace di portare 4.880 persone (3.780 passeggeri e 1.100 membri dell’equipaggio). Certo, ci sono sistemi di salvataggio molto avanzati, ma l’evacuazione di cinquemila persone è un’impresa, soprattutto se la nave sta affondando.

Le nuove navi non amano le tempeste, le evitano grazie alla strumentazione avanzata. Spiega Damonte: “Le navi da crociera rispettano norme della navigazione severe come mai. E la Costa Concordia era all’avanguardia”. Ma transatlantici e traghetti così alti rischiano di essere meno stabili delle altre navi? “Sono sicuri. È vero, il raggio metacentrico di solito va da un metro a un metro e mezzo. Petroliere e navi cisterna arrivano a sette”. Perché? “Per ragioni di comfort”. Una nave che “sente” più le onde presenta meno rischi di ribaltamento. Una corvetta militare, che ha un raggio di 10 metri, risente di rollio e beccheggio, ma difficilmente si capovolge”. Già, il comfort, ma anche il bisogno di costruire navi con saloni degni di una reggia e capaci di trasportare cinquemila persone. O si allungano o si aumenta l’altezza.
E poi c’è la questione del doppio scafo, se cede il primo, resta sempre il secondo: “Nessuna nave da crociera ce l’ha”, spiega Damonte. Perché? “Toglierebbe spazio per motori e passeggeri. Ce l’hanno solo petroliere e navi cisterna, ma per evitare fuoriuscite di greggio”.
Sarà l’indagine a dire perché la Concordia è andata contro gli scogli. Ma se avesse avuto il doppio scafo probabilmente non avrebbe imbarcato tanta acqua. E se fosse stata più bassa, non si sarebbe inclinata così. Ma l’ammiraglia Costa è destinata alla rugine ? “Ci vorranno mesi per rimuoverla dal Giglio”, racconta Massimo Gronda dello studio Ansaldo, “Niente rimorchiatori, sarebbe impossibile. Dovrà essere resa di nuovo stagna. Poi la si farà galleggiare. Alla fine potrebbe anche tornare a navigare”.
Diventerà l’attrazione d’Estate dell’Isola del Giglio?

Info e News: http://www.linkiesta.it/costa-concordia-naufragio-recupero




[...] il mio primo Post: In crociera all’Isola del Giglio, parliamo ancora della Costa [...]