Elezioni in Tunisia… per redigere la Nuova Costituzione…

Dalle proteste contro la dittatura di Ben Ali all’impegno in politica per la Tunisia del futuro: a poche ore dall’apertura delle urne delle prime elezioni libere dopo la caduta del regime, sono diversi i blogger can- didati a uno dei 217 seggi dell’Assemblea Costituente (18 assegnati con il voto dei cittadini all’estero), organo che dovra? redigere la nuova Costituzione.
Tra gli ottantuno partiti che si presenteranno alle elezioni ci sara? anche il Tunisian Pirate Party, nato nel 2010 (primo nel continente africano) e gemello dei “pirati” tedeschi, recenti trionfatori in Germania. Il programma e? in linea con l’indirizzo del movimento internazionale, dato che, tra le richieste, trovano spazio la riforma delle leggi sul copyright in rete, la promozione dei diritti civili, le misure per la democrazia diretta e la trasparenza.
Molti blogger saranno invece candidati in altre liste: tra i piu? seguiti il 30enne Yassine Ayari, ingegnere informatico gia? arrestato per aver organizzato una manifestazione contro la censura sul web (in lizza con i “Giovani Liberi”) e la 28enne Imen Braham, quinta candidata nella lista “Voce indipendente” guidata da un attivista per i diritti umani.
Arabo-musulmana o modernista, la rivoluzione tunisina del 14 gennaio andrà avanti”. A parlare così è Mustafa Ben Jaafar, leader di Ettakatol, il partito, aderente all’Internazionale socialista, dato fra i favoriti nelle prime elezioni libere della Tunisia, quelle che decideranno la composizione dell’Assemblea costituente. Chi rischia di fare il pieno dei consensi è però la formazione islamica moderata Nnahda, che venerdì ha festeggiato la chiusura della campagna elettorale nel quartiere periferico di Tunisi Ben Arous. Dall’altra parte della città, nel quartiere residenziale di Menzah, il Polo democratico modernista, secondo i sondaggi la terza forza politica della Tunisia che verrà, ha raccolto i suoi sostenitori con una versione ballabile di Bella Ciao.

Oggi lunghe code ai seggi di chi si era registrato al voto, dove a mezzogiorno ora locale si è superato il 30 e si sfiora a volte il 40% di gente che ha già votato. Più difficile da valutare – e sicuramente più bassa – la partecipazione tra i non registrati ad agosto, che erano circa il 45% degli aventi diritto e che comunque possono partecipare se votano attorno alla loro residenza ufficiale.
Alcune dichiarazioni… : “Non è più la Tunisia di ieri, e questa è la dimostrazione che bisogna investire sul popolo, è il popolo che resta sono i Ben Alì e i Gheddafi ad andarsene” ci dice un informatico 28enne, di nessun partito. “Sto facendo coda da due ore per accompagnare mio marito poi lui la farà con me forse per altre due in un altro seggio, ma ne farei anche quindici per la mia nuova Tunisia” dice Rachida, incinta al settimo mese.
Oggi la stragrande maggioranza dichiara di votare per la prima volta. Da Sidi Buzid il sociologo italiano Fabio Merone, che assiste la missione degli osservatori italiani, conferma che è una festa. Le rivalità politiche sembrano messe tra parentesi dalla soddisfazione del momento. Non si sentono neanche più lamentele sulla enorme quantità di sigle, nonostante la scheda lenzuolo che contiene, in media, 80 simboli. I seggi saranno assegnati nelle 25 circoscrizioni, non si prevedono exit poll ma i partiti assicurano che a notte avranno già un’idea dei risultati.
Fonte: http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/10/23/tunisia-seggi-aperti-ce-il-sole-si-vota/165831/




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