Michele Santoro parte col suo Servizio Pubblico.

Facebook: https://www.facebook.com/servpubblico
Ecco l’Intervista a Michele, che parla del suo progetto…
”Sarebbe straordinario se Di Pietro, Bersani, Vendola, Casini e Fini si rivolgessero assieme al presidente della Rai Garimberti e al presidente della Commissione di Vigilanza Zavoli per chiedere di non perdere un pezzo di servizio pubblico. Se dicessero: visto che ci sono tante persone che pagano per avere un programma, perchè non lo mandate in onda? Immaginate cosa accadrebbe?”. Michele Santoro lancia la sfida!
“L’opposizione dimostrerebbe capacità di ascoltare una volta tanto ciò che la società vuole – ha aggiunto il giornalista -, una società che si è espressa come ha fatto per i referendum. Sappiamo qual è la gestione monopolistica dei mezzi di comunicazione, ciò che non sappiamo è cosa vogliono fare le opposizioni. Berlusconi è finito, ma gli altri? Se non si sintonizzano di fronte a una class action che è già in atto, che fanno?”.
“Non c’è un dibattito serio su ciò che sta avvenendo – ha proseguito Santoro – Mi piacerebbe leggervi i contratti che devono sottoscrivere, non i giornalisti, ma attori e registi per fare film con la partecipazione di Mediaset o Rai. Gli spazi di libertà creativa si stanno restringendo e chi ti dà lavoro è un padrone come quello delle vecchie ferriere. Sono andato via da un editore che pretendeva di controllare quello che facevo. I giovani giornalisti o accettano o vanno fuori. Un vecchio come me può fare un pò di casino. Nel contratto di La7 – ha proseguito – si prevedeva che un ufficio legale o un amministratore delegato potesse dirmi quello che dovevo fare e questa è una violazione aperta dell’autonomia del giornalista. Tanti accettano, ma io non volevo farlo”.
Santoro ha affermato che “l’impresa messa in piedi avrà un costo finale di 5-6 milioni di euro, perchè vogliamo coprire un’intera stagione e tenere aggiornato un sito. E’ uno sforzo imprenditoriale importante. Le donazioni non potranno bastare, ma sono una straordinaria spinta. In quattro giorni 50 mila persone hanno già versato 10 euro. Vi rendete conto di cosa significhi?”. “Oggi – ha aggiunto – con le donazioni siamo al 10% del costo preventivato, potremmo arrivare al 20% ma ci resterebbe ancora l’80% da coprire”.
‘Servizio pubblico’ infatti ha raggiunto i 400 mila euro di donazioni, come annuncia Giulia Innocenzi in un video sul sito dell’associazione lanciata da Michele Santoro, aggiornando i dati di ieri quando erano stati contati 210 mila euro solo da Paypal.
Leggo sul FattoQ di oggi, 15 Ottobre 2011, che ci sono anche Adriano Celentano, Claudia Mori, Dario Fo, Franca Rame tra quelli che hanno deciso di sostenere l’iniziativa Servizio Pubblico lanciata da Michele Santoro. Ma soprattutto fa notizia la presenza di Flavio Tosi, sindaco leghista di Verona: “Non condivido le sue idee, ma credo sia giusto garantire la libertà di espressione”. Tra gli altri, ci sono Massimo Zedda, Antonio Di Pietro, Luigi De Magistris, Giuliano Pisapia, Nichi Vendola, Roberto Vecchioni. Le donazioni hanno superato mezzo milione di euro, i sottoscrittori sono 50 mila. È stato siglato l’accordo tra la Zerostudio’s di Santoro e Publishare, la concessionaria di pubblicità guidata da Matteo Sordo: dal 3 novembre Comizi d’amore sarà in onda sul network di tv Areali organizzato da Publishare alla quale farà capo la raccolta pubblicitaria.
“La vostra partecipazione sta assumendo i connotati di uno tsunami – dice la Innocenzi -. Quasi 300 mila visitatori unici al nostro sito e oltre mezzo milione di pagine visualizzate. Su Facebook abbiamo superato 50 mila fan e stiamo crescendo a ritmo esponenziale.”. Quindi un appello a “coinvolgere nel progetto amici e parenti. Un progetto che vuole ridare vita a un programma che raccolga l’eredità di ‘Annozero’ e possa andare in onda senza avere alle spalle né padrini, né padroni”.
10Euro per avere un’informazione migliore…. per garantire la libertà di espressione. http://www.serviziopubblico.it/

C’è chi dice che, come me, finalmente, può ritornare un Servizio Pubblico… nell’era in cui il signor Minzolingua è indagato per peculato e un’emittente pubblica, suo datore di lavoro, che chiede, per legge, una tassa come il canone, ai cittadini, non li rispetta e non richiede le immediate dimissioni del Direttore del TG1, mi pare davvero di essere in un paese dove il Servizio Pubblico sia finito. Poi, la si può anche pensare diversamente o uguale a Santoro, ma, come afferma giustiamente Tosi, il Pluralismo e la Libertà di Espressione, devono essere garantiti in una Democrazia. E’ con queste armi del confronto che devi vincere e convincere il popolo e i cittadini, non eliminando gli avversari.
Tutti collegati e connessi il prossimo 3 Novembre…
Articolo 21 non solo ha deciso di partecipare al lancio della campagna annunciata dalle colonne del Fatto, ma ospiterà sul suo sito l’iniziativa, e inviterà i propri associati a sostenere in ogni forma possibile questo autentico network della libertà.
Mai come in questo momento c’è bisogno di pazzie disposte a illuminare le oscurità, a portare a galla quello che vorrebbero nascondere negli abissi marini o nei bidoni della loro spazzatura.
Non solo inviteremo tutte e tutti a versare i loro 10 euro, ma chiederemo anche ai nostri legali di esigere alla Rai la restituzione delle quote, perchè il programma di Michele Santoro andava in onda gratis su Rai 2, ogni giovedì, ed è stato soppresso per obbedire a un ordine del presidente del Consiglio, nonché proprietario della principale azienda concorrente.
Se qualcuno avesse ancora dei dubbi potrà sempre andare a leggere le famose intercettazioni di Trani, quelle nelle quali un Berlusconi furioso chiedeva ai dirigenti della Rai e dell’Agcom di levargli “Santoro e i suoi dai..”. Per altro, ma guarda che combinazione, se la legge bavaglio fosse già stata in vigore di questo editto bulgaro bis non saremmo mai venuti a conoscenza!
Oggi, con grande piacere per altro, migliaia di persone diventeranno soci sostenitori dei Comizi d’amore, ma questo accadrà perché il solito noto e i suoi fedelissimi hanno oltraggiato un bene comune e hanno rubato ai cittadini un pezzo della loro libertà, del loro diritto a scegliere il programma che preferivano vedere ogni giovedì in prima serata, su Rai 2, da anni.
Dal momento che la Rai ha rinunciato ad essere un pubblico servizio, diamo una mano a Servizio pubblico affinché possa essere solo la prima tappa di un lungo viaggio.





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