Chi ha paura muore ogni giorno, chi non ha paura muore una volta sola
(Paolo Borsellino, ucciso il 19 luglio 1992)
Paolo Borsellino (Palermo, 19 gennaio 1940 – Palermo, 19 luglio 1992) è stato un magistrato italiano, vittima della mafia. È considerato un eroe italiano, come Giovanni Falcone, di cui fu amico e collega.

« L’equivoco su cui spesso si gioca è questo: si dice quel politico era vicino ad un mafioso, quel politico è stato accusato di avere interessi convergenti con le organizzazioni mafiose, però la magistratura non lo ha condannato, quindi quel politico è un uomo onesto. E NO! questo discorso non va, perché la magistratura può fare soltanto un accertamento di carattere giudiziale, può dire: beh! Ci sono sospetti, ci sono sospetti anche gravi, ma io non ho la certezza giuridica, giudiziaria che mi consente di dire quest’uomo è mafioso. Però, siccome dalle indagini sono emersi tanti fatti del genere, altri organi, altri poteri, cioè i politici, le organizzazioni disciplinari delle varie amministrazioni, i consigli comunali o quello che sia, dovevano trarre le dovute conseguenze da certe vicinanze tra politici e mafiosi che non costituivano reato ma rendevano comunque il politico inaffidabile nella gestione della cosa pubblica. Questi giudizi non sono stati tratti perché ci si è nascosti dietro lo schermo della sentenza: questo tizio non è mai stato condannato, quindi è un uomo onesto. Ma dimmi un poco, ma tu non ne conosci di gente che è disonesta, che non è stata mai condannata perché non ci sono le prove per condannarla, però c’è il grosso sospetto che dovrebbe, quantomeno, indurre soprattutto i partiti politici a fare grossa pulizia, non soltanto essere onesti, ma apparire onesti, facendo pulizia al loro interno di tutti coloro che sono raggiunti comunque da episodi o da fatti inquietanti, anche se non costituenti reati. »
(Paolo Borsellino, Istituto Tecnico Professionale di Bassano del Grappa 26/01/1989)
Parole quanto mai attuali……
Il pomeriggio del 19 maggio 1992, nel corso dell’XI scrutinio delle elezioni presidenziali, l’allora segretario del MSI Gianfranco Fini diede indicazione ai suoi parlamentari di votare per Paolo Borsellino come Presidente della Repubblica, che ottenne in quello scrutinio 47 preferenze.
Il 23 maggio 1992 nell’attentato di Capaci persero la vita Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e tre agenti della scorta, Antonio Montinaro, Vito Schifani e Rocco Dicillo. Il 19 luglio, 57 giorni dopo Capaci, Paolo Borsellino fu ucciso insieme agli agenti della sua scorta Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina.
« Guardi, io ricordo ciò che mi disse Ninnì Cassarà allorché ci stavamo recando assieme sul luogo dove era stato ucciso il dottor Montana alla fine del luglio del 1985, credo. Mi disse: “Convinciamoci che siamo dei cadaveri che camminano”. »
(Paolo Borsellino, intervista a Lamberto Sposini dell’inizio di luglio)
News: http://it.wikipedia.org/wiki/Paolo_Borsellino
“Palermo non mi piaceva, per questo ho imparato ad amarla. Perché il vero amore consiste nell’amare ciò che non ci piace per poterlo cambiare”. [Paolo Borsellino, 19/01/1940 – 19/07/1992]

Per non dimenticare… Borsellino, tre giorni per la verità
Il Movimento delle Agende Rosse - nato su iniziativa di Salvatore Borsellino, il fratello di Paolo - in occasione del 19° anniversario della strage di Via D’Amelio convoca tutti a Palermo. Il presidio nella strada dove è stata fatta esplodere l’autobomba che ha ucciso Borsellino con gli agenti della sua scorta - Agostino Catalano, Claudio Traina, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli e Eddie Walter Cusina - servirà a ricordare l’eccidio. “Ma anche a impedire che questo luogo sacro venga profanato” spiegano dal Movimento. “Quest’anno non permetteremo ad alcun avvoltoio di avvicinarsi al luogo della strage. Non vogliamo corone di Stato per una strage di Stato. Vorremmo che al centro di questa giornata fossero i familiari dei ragazzi morti insieme a Paolo, che Paolo hanno difeso fino all’ultimo con il loro stesso corpo e che, come Paolo, sono stati fatti a pezzi”. Così, dall’alba di martedì 19 luglio in via D’Amelio gli aderenti alle Agende Rosse, e i cittadini che lo vorranno, saranno i testimonial della mobilitazione in Via D’Amelio che durerà dall’alba alla notte.
“Vogliono fare memoria del sacrificio di Paolo, di Agostino, di Claudio, di Emanuela, di Vincenzo e di Eddie Walter, uccisi per mano della mafia e di schegge deviate di quello Stato che con la mafia aveva scelto di venire a patti piuttosto che combatterla, sono chiamati a Palermo per partecipare alla nostra lotta” spiegano le Agende Rosse. “Quest’anno vogliamo anche stringerci attorno a quei magistrati che stanno cercando di togliere quel pesante velo nero che fino ad oggi, grazie a depistaggi, archiviazioni forzate, leggi studiate per scoraggiare i collaboratori di Giustizia, hanno impedito di arrivare ai mandanti occulti di quelle stragi. Questi giudici sono oggi in grave pericolo, pericolo anche per le loro stesse vite e per quelle delle loro famiglie. Potrebbero non bastare, per fermarli, gli stessi metodi che sono stati usati per eliminare altri magistrati: le avocazioni, i trasferimenti, le delegittimazioni. L’atmosfera è oggi troppo simile a quella degli anni che precedettero le stragi di Capaci e di via D’Amelio e quelle altre stragi che nel ‘93 furono necessarie per chiudere quell’infame trattativa”.
I riferimenti delle Agende Rosse sono precisi: si va dalle “manovre di delegittimazione e delle aggressioni di ogni tipo verso magistrati come Antonio Ingroia e Nino di Matteo (il procuratore aggiunto di Palermo, allievo di Paolo Borsellino fin dagli anni di Marsala, e il sostituto procuratore contitolare delle inchieste sulla trattativa, ndr) vanno di pari passo con una pretesa riforma della Giustizia che è in realtà un vero e proprio sovvertimento di quel principio fondamentale della Costituzione che sancisce l’indipendenza della Magistratura”. Le Agende Rosse lanciano un ultimo monito: “Noi non permetteremo che ci siano dei nuovi magistrati uccisi che i loro stessi assassini fingano poi di piangere come eroi. La nostra terra non ha bisogno di eroi, ha bisogno di Giustizia e di Verità e per la Giustizia e per la Verità noi saremo in questi tre giorni a Palermo a combattere la nostra lotta”.
Sito Ufficiale: www.19luglio1992.com
Ecco il calendario degli appuntamenti…
Lunedì 18 - 9.00: Presidio di solidarietà davanti al Palazzo di Giustizia
Lunedì 18 - 10.00: Palazzo di Giustizia - Aula Magna Commemorazione Paolo Borsellino (a cura della sezione ANM di Palermo)
Lunedì 18 - 18.00: Corteo per le vie principali di Palermo, da Via D’Amelio alla Facoltà di Giurisprudenza.
Lunedì 18 - 20.30: Incontro alla Facoltà di Giurisprudenza organizzato da Antimafia Duemila. (clicca qui per il manifesto)
Lunedì 18 - 22.00: Via D’Amelio - Veglia laica e momenti di riflessione (a cura di AGESCI)
Lunedì 18 - 24.00: Via D’Amelio - Santa Messa
Martedì 19 - 08.00: Via D’Amelio - Presidio delle Agende Rosse - Animazione e Percorsi di Legalità per bambini (a cura del circolo Arci Blow up e di Agesci)
Martedì 19 - 14.00: Via D’Amelio - Presidio delle Agende Rosse, lettura brani da parte di giovani e testimonianza dei familiari delle vittime.
Martedì 19 - 16:58, ora della strage: Via D’Amelio - Minuto di silenzio - Marilena Monti recita “Giudice Paolo”.
Martedì 19 - 17:15: Via D’Amelio - ‘Lettere a Paolo’ con Antonio Ingroia, Antonino Di Matteo e Vittorio Teresi
Martedì 19 - 21.00: Via D’Amelio - ‘Quel fresco Profumo di Libertà’ (Laboratorio Novamusica) Alberto Collodel (clarinetto basso), Ilich Fenzi (tromba), Giovanni Mancuso (sintetizzatore) e Peter Gallo (batteria). Proiezione del documentario ‘Palermo, via D’Amelio’ con regia di Emanuele Varone
La manifestazione nasce dalla collaborazione tra le Agende Rosse, Rita Borsellino, AntimafiaDuemila e il Comitato Cittadinanza per la Magistratura.
News: http://espresso.repubblica.it/?argomenti/Paolo%20Borsellino




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