Questi i Numeri: Oltre 8 milioni per Annozero, Share al 32,29%.

AnnoZero non ci sarà più… manca la Gabanelli, Floris, la Dandini e Fazio e poi il gioco è fatto!! Gli italiani saranno dei pecoroni completi senza informazione e Silvio e i suoi scagnozzi potranno parlare del nulla sulla TV pubblica senza contraddittorio.
Il programma di Michele Santoro ieri sera su RaiDue, è stato visto da una media di 8 milioni 389 mila telespettatori pari al 32.29% di share. Per “Prima di Annozero”, ovvero l’anteprima del programma, gli spettatori sono stati 6 milioni 174 mila pari al 22.82%. La puntata di ieri sera è la più vista della trasmissione di Rai2 e tra le migliori in assoluto della serie dei programmi di Michele Santoro.
Il presidente della Rai Paolo Garimberti ha affermato: «Voglio dire una cosa su Santoro: questo uso delle telecamere del servizio pubblico per parlare dei suoi contratti non lo condivido, è fuori regola».
Fino a ieri la puntata più vista della storia di Annozero era stata quella del primo ottobre 2009, con Patrizia D’Addario in studio, intitolata «No Giampy no party», che fu seguita da 7.338.021 con il 28,92% di share. Per il programma di Rai2 ora in terza posizione c’è la serata dello scorso 27 gennaio, proprio quella con lo scontro in diretta con il dg Mauro Masi, dedicata al caso Ruby. La puntata aveva ottenuto il record della stagione in corso con 7 milioni e 87 mila spettatori e il 25,72% di share, superando la puntata precedente, che si occupava sempre del caso Ruby, vista da 6 milioni 557 mila spettatori e uno share del 24.63%.
Per il giornalista ascolti massimi nella sua storia - in termini di share - con la puntata di Samarcanda (Raitre), del 28 maggio 1992, subito dopo la strage di Capaci. In quell’occasione, fu seguito da 7.721.000 telespettatori, con il 32,98 di share quindi solo di share leggermente superiore al risultato di ieri sera. Al secondo posto c’è la puntata di TempoReale mandata in onda sempre su Raitre il 13 aprile 1995. Ottenne il 31,85% di share e 8.197.000 telespettatori. Il titolo era: ’Alla ricerca del leader: Silvio Berlusconì. Altro record venne segnato da Il Rosso e il Nero (Raitre) con la puntata del 25 novembre del 1995 vista da 7.978.000 telespettatori con uno share del 29,07%. In studio c’erano quattro protagonisti del ballottaggio alle elezioni amministrative di Roma e Napoli, Francesco Rutelli e Gianfranco Fini; Antonio Bassolino e Alessandra Mussolini.
Che piaccia o no, questo è Michele Santoro, questo è quello che ha portato in Rai e alla Rai…
News: http://www3.lastampa.it/politica/sezioni/articolo/lstp/406545/

Santoro: “Vorrei che lei, presidente Garimberti, scegliesse in libertà se in questa azienda una trasmissione così la volete o no”. Il conduttore ha scelto il prologo dell’ultima puntata di Annozero per il suo affondo, forse non finale. “Caro presidente Garimberti, se fossi in lei non mi preoccuperei di quello che sto per dire, ma di quello che lei sta per fare – ha iniziato il conduttore -. Chi è il vero artefice del destino della Rai? Io sono un giornalista della Rai. Anche Celentano è della Rai. Chi è che gli impedisce da anni di fare un programma sulla tv pubblica?”. E proprio durante una telefonata in diretta del Molleggiato scoppia la polemica.
Il ministro Roberto Castelli, ospite in studio, si dice democratico ma anche “stufo di pagare Travaglio con i mie soldi”. A queste parole, Santoro non si contiene: “Adesso basta. Noi non prendiamo un euro dal canone – urla -. Dovete lasciare libera la Rai, fuori i partiti!”. “Dovete capire che c’è gente che non si compra – continua -, noi siamo del mercato”.
“Nella mia visione della vita c’è la dignità del lavoro – spiega Santoro – che è la condizione della libertà”. Perché il giornalista, ricorda lui stesso, oltre ad essere “della Rai” è anche figlio di un ferroviere. “Quando si attacca la gente come me – continua – offende la gente come mio padre, perché gli impedisce di avere un sogno”. Eppure, adesso è stanco. ”Non si può sempre resistere resistere resistere”, spiega.
”Presidente Napolitano – è l’appello del conduttore – ci rendiamo conto che siamo l’unico Paese in cui l’arbitro della comunicazione è espresso direttamente dai partiti?”. Il riferimento è all’Agcom che, tra i numerosi attacchi alla trasmissione, ha un posto di rilievo. Quello nel fascicolo della procura di Trani, in cui compaiono le telefonate tra un ex dipendente dell’Autorità garante per le Comunicazioni, Giancarlo Innocenzi, e il premier. Conversazioni in cui Berlusconi chiede di mettere fine a programmi come ‘Annozero’ e commenta che se l’Agcom non ne è capace allora fa davvero “schifo”.
“C’è una cosa che ha urtato la mia sensibilità – ha aggiunto il giornalista -. Voi dicevate che ero in onda per giudici, ma mentre ‘Annozero’ incassava milioni di euro, questi erano spesi da avvocati per portarmi in tribunale fino in Cassazione”. ”Se la mia andata via serve ad evitare il bombardamento di ciò che rende grande il servizio pubblico, come Fazio, Gabanelli, Dandini, Iacona - prosegue Santoro – preferisco andare via”.
“Ora al diavolo ‘Annozero’ – conclude – comincia l’Annonuovo”.




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