Art. 11 Costituzione Italiana - L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.

Condivido in pieno ben 2 articoli presenti sul Blog di Beppe Grillo, che qui voglio divulgare…
Quando l’Italia entrò in guerra il 10 giugno 1940, Mussolini almeno lo dichiarò dal balcone di Palazzo Venezia davanti a una folla oceanica. Ci mise, come si dice, la faccia!
71 anni dopo, nel giorno del 150° anniversario dell’Unità, siamo entrati in guerra con la Libia, un nostro ex alleato (in questi voltafaccia abbiamo una certa esperienza…) senza un pubblico dibattito o che Berlusconi o Napolitano sentissero il bisogno di andare in televisione a spiegarne i motivi. La Libia non è l’Afghanistan, con cui pure siamo in guerra senza saperne assolutamente i motivi. E’ a due passi dalle nostre coste, è uno Stato che abbiamo riconosciuto fino all’altro ieri in modo plateale e anche cialtronesco. L’Italia ha fornito armi a Gheddafi, come pure molti Stati che ora si apprestano a bombardarla. I nostri interessi economici sono tali che, insieme alla Libia, stiamo costruendo da anni un gigantesco gasdotto, Greenstream, per collegarla all’Europa.
Ci troviamo in guerra e non sappiamo perché. E’ vero che gli insorti di Bengasi rischiano di essere passati per le armi, è altrettanto vero che si tratta di una guerra civile, un fatto interno al Paese, in cui l’Italia poteva e doveva porsi come interlocutrice di entrambe le parti, come mediatrice. Il nostro ruolo non è quello di gendarmi del mondo o di reggicoda degli Stati Uniti. Gheddafi è un mostro? Forse.
Ma la distruzione della Cecenia è da imputarsi alla Russia di Putin e l’occupazione del Tibet alla Cina di Hu Jintao, ma nessuno ha mosso, né muoverà un dito all’ONU. Nel Darfur è stato massacrato, stuprato, mutilato, un milione di persone nell’indifferenza della Nato. In Africa sono in corso guerre civili e tribali da 50 anni a partire dallo spaventoso genocidio del Ruanda.
Vi ricordate l’attacco a Lampedusa del 1986? Gheddafi lanciò allora due missili Scud contro un’installazione militare statunitense dopo il bombardamento di Tripoli voluto da Reagan. Frattini ha dichiarato: “Daremo le basi, possibili nostri raid”. Lo ha fatto con quell’aria stolida e tranquilla che lo accompagna dalla nascita. Qualcuno ha detto agli italiani che siamo in guerra e un missile libico potrebbe colpire in ogni momento una nostra città?

Napolitano ha detto: “Non siamo in guerra, ma all’interno di un’azione dell’Onu”. Fantastico, hanno la faccia più tosta del posteriore… incredibile!!
Cari politici e giornalisti, fatemi un favore, non prendete per il culo gli italiani, queste non sono azioni umanitarie, ma azioni di guerra. Una guerra sporca, per l’energia, per il petrolio, il gas. La Francia, che non ha più, dopo Fukushima, un futuro nucleare, ha bisogno di gas e petrolio. E’ almeno dai tempi di Ustica che Francia e Italia combattono per il controllo del petrolio libico, quando i nostri cieli diventarono un teatro di guerra con aerei francesi e italiani e Gheddafi, che era presente, si salvò a stento. Gheddafi è stato appoggiato da noi quando si insediò, dagli anni ‘70, armato da noi, parte delle sue forze militari sono state addestrate in Italia in cambio di un rapporto privilegiato per il gas e il petrolio.
Questa è una guerra folle che gli europei non vogliono. Di cui sono stati informati come se fosse una notizia qualsiasi, un evento sportivo. Cina e Russia sono contrarie, la Germania si è astenuta nel Consiglio di sicurezza e il comitato dell’Unione africana sulla Libia ha rifiutato “ogni intervento militare straniero in Libia, quale che sia la forma “. Lo ha dichiarato il presidente mauritano Abdel Aziz, “la gravissima crisi che sta attraversando questo Paese fratello esige una soluzione africana”. Il presidente Aziz ha precisato che “nessun rappresentante dell’Unione africana ha partecipato al vertice internazionale di Parigi sulla crisi libica”.

L’ONU aveva deliberato per una “No fly zone”, non per bombardamenti a tappeto della Libia. Centinaia di missili lanciati da americani e inglesi verso “obiettivi” in un’operazione ribattezzata “Odyssey Dawn”, Odissea all’alba. Un linguaggio da playstation, un linguaggio da Call Of Duty!
Più che un Alba assomiglia al Tramonto dell’ONU, a un ‘ “Odyssey Sunset”.
Stiamo bombardando una nazione africana e musulmana, ma non una sola nazione africana o musulmana ha partecipato all’attacco insieme alle potenze occidentali, ai “crociati”, come li chiama Gheddafi. L’Arabia Saudita ha invaso il Bahrain sconvolto dalle proteste, quando l’attacco agli sceicchi? Gaza fu trasformata in un camposanto, ma nessuno intervenne. L’Italia è una portaerei con navi canadesi, americane, inglesi che vanno e vengono dai nostri porti. Con che diritto? Siamo una nazione a sovranità limitata, ma questo è troppo. Fuori le basi americane dall’Italia e fuori, prima che sia troppo tardi, l’Italia dalla guerra. Non sappiamo nulla degli insorti di Bengasi, se si oppongono per ragioni democratiche, tribali, economiche, religiose. Nulla di nulla.
Chi è senza petrolio scagli il primo Tomahawk. Gli Stati Uniti ne hanno lanciati già 110 per portarsi avanti con il lavoro.

Condivido in pieno quanto scrive M.L. sul Blog di BeppeGrillo…
Partono i bombardamenti mirati, le intelligienti mirabolanti armi della tecnologia bellica. Nella nostra quotidianità guardiamo le notizie al TG, nel formato pillola intascata fra lo spot di un assorbente minimax e l’ultimo modello di SUV negli stressati ripetitivi dibattiti.
Ci troviamo ogni giorno a digerire il pasto senza saper rispondere, in sincerità a due grandi domande: era davvero necessario? Porterà, stavolta, a qualche risultato? Mi piacerebbe ascoltare ancora uno come Gino Strada, che da decenni si sfibra le corde vocali gridando che con le armi non si fa la pace, ma si crea solo nuova morte. Sarò un illuso, ma quando Gheddafi ci sfidava invitando i nostri illuminati capi di stato ad andare a vedere i massacri da lui negati, bé, che soddisfazione un bell’atto di coraggio. Pensa ad Obama, Sarkozy, Cameron, Berlusconi, Merkel, Medvedev e chi più ne ha più ne metta, ognuno con la sua cazzuta superscorta di teste di cuoio, elicotteri e quanto altro, recarsi sul posto e vedere con i propri occhi, toccare con le proprie mani. Come il Bill Pulmann di “Indipendence Day” che monta sul caccia per abbattere gli alieni, o Harrison Ford che si arriccia le maniche e stende i terroristi a sganassoni sull’Air Force One. Nella realtà ci si riunisce a centinaia di chilometri di distanza, si decide, ci si astiene, si colpisce, si colpisce.
Sto digerendo la mia cena ed agli interrogativi, ancora nessuna risposta
Articoli e News: http://www.beppegrillo.it/
Foto: http://www.ilfattoquotidiano.it




Non ci sono commenti
Non ci sono Commenti, sei il Primo!
You must log in to post a comment.