
L’Italia è una Repubblica fondata sul debito. Una regola a strati che vale per lo Stato, la Regione, la Provincia, il Comune. Una piramide di debiti in nome e per conto del cittadino, ma a sua insaputa. Nessun amministratore pubblico dovrebbe spendere più di quanto incassa attraverso le entrate. Però così fan tutti, a partire dai Comuni. Chi spende più di quello che incassa, nel privato, chiude… nel pubblico dovrebbe andare a casa…. Non si indebitano i cittadini con i loro soldi!!
Un sindaco non deve rispondere a nessuno delle voragini di bilancio, le fa e basta. Un Comune in rosso equivale a minori servizi sociali, scuole, trasporti, ecc che ricadono sul portafoglio dei cittadini. Un sindaco che spende e spande è come un pazzo in libertà che preleva dai nostri conti correnti cifre a piacere. Non è necessario introdurre nuove tasse per ridurre gli italiani in povertà, è sufficiente togliergli i servizi pubblici che poi dovranno pagare di tasca loro.
Se i Comuni sono in bancarotta, i cittadini sono in bancarotta. Nessuno fa mai questa associazione, ma è così.
Bisogna tagliare le unghie ai nostri dipendenti in Comune. Evitare che continuino le appropriazioni indebite a nostro carico. Il sindaco, per evitare di portare i libri in tribunale, compra titoli derivati per incassare subito un presunto guadagno futuro. Dal 2008 questo trucco contabile ha aggiunto crateri alle voragini. Il sindaco in questo caso dà la colpa alle banche e aspetta il lento decorso della Giustizia che ovviamente riguarderà i suoi successori. A lui poco interessa.
C’è poi il territorio da asfaltare, una fonte di reddito fino all’ultimo prato, con le concessioni edilizie e gli oneri di urbanizzazione. Molti sindaci sono dei novelli Tanzi, ma con meno esperienza. Vendono tutto il nostro bene pubblico… a nostra insaputa!!
Se un bancarottiere, bene che vada, finisce ai domiciliari, i sindaci si rifugiano in Parlamento come è avvenuto per Scapagnini, ex sindaco di Catania, e per Rutelli&Veltroni, ex sindaci di Roma. Sia per Catania, circa un miliardo di debiti, che per Roma, dagli 8 ai 10 miliardi, è intervenuto lo Stato con una sanatoria a carico delle nostre tasse.
I sindaci non devono spendere un euro in più di quanto incassano. In caso di situazioni di emergenza devono rivolgersi ai contribuenti per avere il permesso di attivare una spesa straordinaria, come farebbe un onesto amministratore di condominio.
La top ten dei Comuni capoluoghi di Provincia più indebitati d’Italia è bipartisan. Il colore del debito non cambia a seconda dei partiti. Il primo Comune con le pezze al culo è Torino con il fuoriclasse Chiampa, il secondo Carrara con Zubbani, dell’Ulivo che fu, il terzo è Milano con la Mortizia del cemento e del CO2, a seguire Teramo, Fermo, Genova (maledetti… i genovesi devono avere solo crediti, non debiti), Reggio Calabria, Biella, Benevento e Pistoia.
La maggior parte del debito è al Nord, per questo la Lega vuole introdurre nuove tasse comunali. I Comuni celti longobardi padani sono a rischio fallimento. Il Comune più virtuoso del Paese, sfatando i soliti luoghi comuni, è Caltanisetta.
Il MoVimento 5 Stelle, in ogni Comune in cui sarà eletto un consigliere comunale, farà in modo che nessuna amministrazione possa indebitare i cittadini. Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?). Noi neppure.
Tratto da: www.beppegrillo.it

Ricordo che nel Gennaio 2008 Marco Calì aveva scritto:
Strumenti derivati in carico al tuo Comune?
Per prima cosa voglio ricordarti che tu sei residente in un Comune italiano (mi scuso con chi si collega dall’estero, ma questo argomento riguarda gli abitanti italiani).
Il tuo Comune probabilmente ha stipulato dei contratti derivati, come ricordato alcuni mesi fa dalla trasmissione televisiva Report. Ma da quella volta non se ne é sentito più parlare: perché? Non sono certo io a sapere il motivo di tutto questo silenzio.
Mia intenzione é quella di inviare una richiesta al tuo Comune di residenza per chiedere loro informazioni al riguardo, soprattutto sul “valore numerico” dei contratti stipulati.
Da quello che mi risulta c’é ne stato un abuso pazzesco e molti amministratori sembra non siano nemmeno in grado di valutare con cognizione di causa rischi e benefici di questi strumenti finanziari e molte strutture amministrative di piccoli e medi Comuni non siano attrezzate per gestire operazioni finanziarie e in parecchi casi si sono affidate a “consulenze esterne”: il tutto con conseguenti parcelle a spese dei contribuenti, quindi a carico tuo, gentile lettrice e gentile lettore.
Per evitarti brutte sorprese ti consiglio di chiedere chiarimenti.
Per inviare una richiesta di informazioni chiedo la tua collaborazione, nella seguente maniera. Mi servono minimo 10 persone per Comune e farò partire io, a nome dei cittadini di quel Comune, la richiesta. Per questo puoi inviare questa notizia ai tuoi amici paesani (qui sotto é possibile farlo).
Scrivi nel commento, sempre qui sotto, solo la residenza (se vuoi puoi farlo come anonimo) e all’email edordinchiarin@yahoo.it i tuoi dati (che resteranno anonimi).
Appena raccolte le 10 adesioni per Comune provvedo ad inoltrare la richiesta….
Un comune solo mi ha contattato. Uno!
Marco Calì
Il link di quel post è
http://www.sapienza-finanziaria.com/2008/01/il-tuo-comune-ha-strumenti-derivati.html




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