Un disastro…
Diecimila litri di olio combustibile spalmati sulla battigia di Platamona (Sassari). Atto finale dell’incidente accaduto martedì sera al molo E.On, dove la nave cisterna Esmeralda aveva appena finito di scaricare l’olio destinato ad alimentare i vecchi gruppi di produzione 1 e 2. L’incidente ha riguardato una delle tubature che portano il carburante dalla banchina ai depositi della termocentrale. Dalla condotta, interrata nel cemento, è fuoriuscito l’olio che prima ha invaso la banchina e poi è finito in mare. In un primo momento si era parlato di “una modesta quantità”, ma l’aspetto delle spiagge racconta un’altra storia. E in realtà la Capitaneria ha quantificato la perdita in 10 metri cubi…

La chiazza si sta espandendo fino a raggiungere la costa e le spiagge di Sorso e Platamona e alcune squadre sono al lavoro per recuperare il petrolio in mare.
E’ la marea nera di cui nessuno parla, della quale TV e Giornali nazionali tacciono… scandaloso!!
E inevitabilmente il pensiero in questa circostanza non poteva non andare nel piano dell’Enel di impiantare proprio a Porto Torres il più grande deposito costiero di idrocarburi del Mediterraneo.
“Un progetto che l’Eni sta portando avanti quasi in silenzio e che, una volta completato, avrebbe la conseguenza di vedere aumentare in maniera esponenziale il traffico delle navi cisterna nel golfo dell’Asinara, di fronte al parco. Dovrebbe riflettere chi pensa che si dovrebbe portare avanti il piano Eni di stoccaggio nei suoi serbatoi per poi movimentarlo verso altre rotte - aggiunge Pittalis -. Ritengo sia neccessario potenziare ragionamenti che, passando attraverso le bonifiche, ci portino verso un modello di sviluppo armonico basato sull’uso delle nostre risorse”.
Un disastro ambientale dalle proporzioni ancora non misurabili, che sta avanzando inesorabile nel quasi totale silenzio dei media nazionali (se escludiamo la stampa locale, le associazioni ambientaliste e i siti internet). Una fuoriuscita di petrolio, da una delle tubature che portano il carburante dal molo E.On (azienda tedesca produttrice di energia) alla termocentrale di Fiumesanto (Porto Torres), ha danneggiato ben 18 km di costa, inquinando prima il mare e poi le spiagge.

Un disastro di dimensioni incredibili e di cui, inspiegabilmente, non si parla. Perché?
Ricordo che a pochi chilometri di distanza da Platamona troviamo la splendida spiaggia La Pelosa di Stintino, considerata tra le più belle al mondo e, proprio lì davanti, oltre l’Isola Piana, l’Asinara, compresa nell’area del Santuario dei Cetacei, dichiarata protetta da un accordo firmato da Francia, Italia e Monaco nel 1999 e poi ratificato da una legge italiana del 2001.
Sì, proprio quella dove gli operai della Vynils vivono ormai da 326 giorni, altra vicenda di cui si è riusciti a parlare solo grazie all’impegno delle persone comuni che hanno a cuore il futuro di queste famiglie.
Il maestrale ha risparmiato questi splendidi paradisi, ed ha trasportato il petrolio verso est, verso Platamona e, in queste ultime ore, Castelsardo.
Almeno 18 quintali di petrolio dispersi in mare, cumuli di catrame sulle spiagge, che si appiccicano ai piedi degli oltre 150 uomini e donne che in questi giorni stanno ripulendo la zona, che uccidono pesci e penetrano in profondità nella sabbia.
Fino ad ora sono più di 1000 i sacchi raccolti ogni giorno, pieni di “palle gelatinose” di petrolio. Dei 18 km di spiaggia ne sono stati parzialmente ripuliti ad oggi poco meno di 6. Un duro lavoro che difficilmente si concluderà in tempi brevi.
Di chi sono le colpe? Vogliamo sapere perché le nostre coste, per l’ennesima volta, non sono state tutelate!!
Per chi volesse sostenere la causa, cliccando qui si può iscrivere al gruppo creato su Facebook e leggere la lettera che è stata inviata ai vertici della E.On, alle istituzioni e alle associazioni ambientaliste.
Cliccando qui potete invece vedere il video girato da Lello Cau (Presidente di Sardegna Ambiente) due giorni dopo il disastro ambientale di Porto Torres.
Sito e News: http://www.greenme.it/

“Un progetto che l’Eni sta portando avanti quasi in silenzio e che, una volta completato, avrebbe la conseguenza di vedere aumentare in maniera esponenziale il traffico delle navi cisterna nel golfo dell’Asinara, di fronte al parco. Dovrebbe riflettere chi pensa che si dovrebbe portare avanti il piano Eni di stoccaggio nei suoi serbatoi per poi movimentarlo verso altre rotte - aggiunge Pittalis -. Ritengo sia neccessario potenziare ragionamenti che, passando attraverso le bonifiche, ci portino verso un modello di sviluppo armonico basato sull’uso delle nostre risorse“.

“Dopo l’ennesimo episodio riteniamo che sia arrivata l’ora di avviare un piano di bonifica del territorio, di chiedere che vengano effettuati al più presto gli adeguati risarcimenti, che venga quantificato il danno subito dal nostro ambiente per colpa di questo modello di sviluppo incompatibile con il nostro habitat. - tuona il Sardigna Natzione Indipendentzia (partito indipendentista sardo) in un comunicato stampa - Soprattutto, considerando la pericolosità che simili impianti rappresentano per la nostra Isola, crediamo sia ora di prendere coscienza del valore inestimabile che rappresenta il nostro ambiente, la cui compromissione significa un danno enorme alla nostra economia, oltre che alla qualità della vita, specie quando riguarda zone a chiara vocazione turistica come lo è tutto il litorale di Platamona, da tempo trascurato e abbandonato. Sardigna Natzione Indipendentzia nei prossimi giorni si adopererà per verificare lo stato del mare e delle spiagge sulle quali si è riversato il materiale inquinante e chiede che si faccia immediata chiarezza sulle responsabilità di questo ennesimo incidente”.
News e Sito: http://www.greenme.it




Leggete un pò qua!!!
http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/mare/grubrica.asp?ID_blog=97&ID_articolo=2025&ID_sezione=271&sezione=
Antonella