Non si colpiscono i cittadini, ma si perseguono i delinquenti.
Chi ha la faccia come il culo ha la protezione solare incorporata contro la vergogna, dice Beppe nel suo Blog!
Gli universitari in protesta contro la riforma Gelmini occupano il Colosseo, la torre di Pisa e la Mole Antonelliana. Gesti simbolici, pacifici e civili, che puntano i fari a livello internazionale sulla distruzione della cultura, della ricerca e della formazione ad opera del governo Berlusconi.

Gli studenti e i ricercatori che protestano sui tetti stanno ricevendo le visite dei politici. Signori che vanno per i sessanta salgono le scalette con baldanza giovanile e il sorriso degli italiani in gita. La protesta dei ragazzi è diventata per loro una passerella. Il giornale moderato evidenzia il sigaro sbilenco di Bersani, il progressista orecchino di Vendola. C’è già la coda all’inizio della scaletta, Veltroni si sta allenando, non vede l’ora, ma anche Casini, la Bindi, persino Fini vogliono cimentarsi nella prova solenne dell’arrampicata. E’ un modo elegante per prendere confidenza con i tetti dai quali si leveranno in volo gli elicotteri per portarli in salvo al prossimo default. Una prova generale.
Questi sono gli studenti che protestano… per scendere in piazza e fare un occupazione basta un post su Facebook! Sono Avanti! Se si scateno questi… e si devono scatenare… è necessario che si scatenino, è finita per i nostri politici… i politici da Tetto!
I ricercatori sono spaesati, presi in controtempo. “Gli scalatori che portano la loro solidarietà non sono forse gli stessi che vivono di politica da trent’anni, proprio nel periodo in cui la scuola pubblica è stata distrutta?“. Gli assassini e i politici si recano sempre sul luogo del delitto. Se fossi al posto dei ricercatori sui tetti farei una domanda al politico di turno: “Perché il tuo cazzo di partito, che insieme agli altri prende un miliardo di euro di finanziamenti pubblici gabellati per rimborsi elettorali non ha destinato questi soldi alla Ricerca?“. La risposta, dai tempi di Craxi e dei democristiani, per arrivare a Castelli e D’Alema è sempre stata che “La politica ha un costo”. Se così è, se la paghino da soli.
Il MoVimento 5 Stelle ha rifiutato un milione e settecentomila di contributi. Facciano lo stesso i partiti e devolvano il miliardo di euro nelle casse dello Stato a disposizione di Tremorti per la scuola pubblica. Il ricercatore più informato potrebbe porre altre domande, forse sconvenienti: “Quante persone nel tuo partito hanno maturato la pensione dopo due anni e mezzo? I finanziamenti pubblici ai giornali, tranne il Fatto Quotidiano, di 330 milioni di euro di qualche giorno fa chi li ha votati? Perchè lo Scudo Fiscale che ha premiato gli evasori è passato grazie ai voti del Governo e all’assenza dell’opposizione?”. Il rossore potrebbe apparire sul viso di un Bersani o forse no. E pensare che il finanziamento ai partiti doveva dare la stessa opportunità a chi pur non disponendo di mezzi, aveva buone idee. Quello che ha fatto Il Movimento è stato possibile solo grazie alla rete, al di fuori sarebbe una guerra persa. Si cavalcano le gesta degli studenti a fini propagandistici, si cerca di cavalcare tutto quello che si muove per mettersi in mostra, “Vieni via con me” ne è l’esempio, caro Maroni… il prossimo post è tutto per te!! Lo sto preparando!
Credo che il danno più grave e la colpa più grave degli italiani è fregarsene di ciò che gli accade intorno, e informarsi male e passivamente (TV). Seguire le battaglie del Movimento, è possibile farlo anche con il culo sulla sedia, non dimenticatelo!!
La politica è morta quando sono morte le sezioni e si è passati alla propaganda mediatica, bastava andare in tv e sui giornali e parlare del nulla e tutto va a gonfie vele. Con la rete è nato un Movimento che può raccogliere le idee e fare scambio di qualsiasi opinione, direttamente da casa sua. Con la rete c’è “scambio”, mentre i media sono unidirezionali, è questa la grande novità, su questo si dovrà stare attenti. Il Movimento è entrato nel sistema in diversi Comuni e Province ed è attivo nel cambiarlo… si scende in piazza ma si entra anche nel sistema, le battaglie si vincono su molti fronti… i partiti sono vecchi… i politici non convincono più…
Quando il Movimento smetterà di pedalare stando sulla Ferrari credo che tutti se ne accorgeranno, speriamo solo… non sia troppo tardi!

Le Università sono in rivolta. I due motivi principali sono il DDL Gelmini attualmente in discussione alla Camera e il taglio del Fondo per il Finanziamento Ordinario delle Università. L’FFO costituisce la principale fonte di entrata per le Università statali seguita solo dalle somme pagate dagli studenti sotto forma di tasse e contributi.
Per la prima volta nel 2010, e a seguire sempre più nei prossimi anni, questo fondo subirà una progressiva e sostanziosa diminuzione: 279 milioni di euro solo nel 2010, i tagli futuri annunciati ammonteranno a 1 miliardo e 355 milioni nel 2011 e saliranno a 1 miliardo e 433 milioni nel 2012. Per compensare questa diminuzione è già in atto un aumento delle tasse universitarie che va dal 10% al 50% rispetto allo scorso anno e minaccia di salire ancora nei prossimi anni. Se consideriamo che esiste già ora un divario sociale dei giovani laureati, in quanto meno del 10% proviene da classi sociali deboli, questa politica di governo di tagli rischia di peggiorare ulteriormente la situazione.
All’opinione pubblica il DDL Gelmini viene spesso presentato dal Governo come un attacco ai privilegi e una riduzione del potere della baronia universitaria ma, in realtà, l’eliminazione del ruolo di ricercatore a tempo indeterminato e la spinta alla precarizzazione avranno opposto. Infatti con il DDL aumenterà a dismisura l’influenza dei baroni sulle schiere dei precari che aumenteranno sempre più.
Questi tagli all’Università pubblica mascherano quello che è il reale obiettivo del Governo, cioè la riduzione della spesa pubblica. Le voci di spesa da considerare per prime per ottenere questo obiettivo sono invece da ricercare negli enormi costi della Politica italiana. Basta un dato della Corte dei Conti sulle varie tornate elettorali (politiche, regionali e europee). A fronte di spese dimostrate di 579 milioni di euro, dal 1994 al 2008 i partiti si sono spartiti ben 2,25 miliardi di euro, con un utile di 1,67 miliardi. Quest’anno i rimborsi ai partiti per le Regionali sono ammontati a 502 milioni. A questi vanno aggiunti i costi chiamiamoli “indiretti” come ad esempio 297 milioni all’anno per le auto blu, gli stipendi d’oro e le cariche “multiple”. Senza contare che il numero di deputati in Italia rispetto alla popolazione è molto più alto che negli altri stati Europei.
Il MoVimento 5 Stelle è l’unico sulla retta via, da prendere ad esempio: riduzione degli stipendi e abolizione dei rimborsi elettorali ai quali ha rinunciato (1.7 milioni di euro) in rispetto alla volontà dei cittadini che nel 1993 votarono per l’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti.
Laura Treu, ricercatrice universitaria da BeppeGrillo.it
Volevo ricordare che nel mese di marzo dell’anno 2000 una signora, presidente del consiglio comunale del Comune di Desenzano sul Garda per Forza Italia, fu espulsa dal consiglio, su mozione del suo partito, e che quella signora è l’attuale Ministro della Pubblica (D)istruzione Maria Stella Gelmini, con la seguente motivazione:
[Delibera del consiglio comunale n. 33 del 31/03/2000]:
”manifesta incapacità ed improduttività politica ed organizzativa“.
Avanti tutta Studenti d’Italia!! Pochi giorni fa ragazzi hanno occupato e lanciato uova contro il Senato. Essi sono la versione moderna delle monetine lanciate contro Bottino Craxi. Allora il capro espiatorio era soltanto un uomo, ora tutto il Parlamento. I senatori non sono stati eletti da nessun cittadino, ma nominati dai capi partito. Sono degli abusivi della democrazia. Incostituzionali. In tre anni i senatori non hanno trovato un’ora per discutere la legge popolare Parlamento Pulito presentata da 350.000 cittadini e adesso Fini, presente nella cabina di regia del G8 di Genova, parla di “Inaccettabile violenza” e Schifani di “Intollerabile se la protesta colpisce istituzioni”. A quali istituzioni si riferiscono i presidenti della Camera e del Senato? A loro stessi? Complici di Berlusconi per 15 anni? Le Istituzioni non sono un termine astratto, non esistono se non hanno credibilità. L’occupazione di uno spazio vuoto è una legge di natura e il Senato è vuoto da troppo tempo.
Cari Partiti, cari Politici, Non avete seminato nulla. Non avete guardato avanti. Non avete dato futuro.
Ed oggi cosa pretendete raccogliere?
Nessun libro di storia vi ricorderà se non in negativo per aver portato l’Italia al fallimento.
Da più parti circola ora la proposta di ritrovarsi in tanti davanti a Montecitorio il 14 dicembre, il giorno della fiducia al governo. Studenti, precari, popolo dell’acqua, comitati contro le discariche, operai, lavoratori del pubblico impiego, ambientalisti, semplici democratici. Una bella prova di democrazia diretta da contrapporre al gioco di palazzo e da far vivere anche come fattore esterno in grado di accelerare la cacciata di Berlusconi. Appunto, il fattore che manca. Da IlFattoQuotidiano.




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