Nel mondo ci sono 111 paesi più corrotti dell’Italia. Meno male direte voi…. ma ce ne sono ben 66 meno corrotti. Questo è il risultato della ricerca di Transparency International per 2010.
La ricerca misura la percezione di corruzione nei vari paesi.

Tra i paesi che sembrano meno corrotti dell’Italia ci sono Rwanda, Croazia, Tunisia, Turchia, Polonia, Spagna e, appunto, 66 altri paesi.
Sarebbe molto interessante conoscere anche la percezione delle forme di “corruzione” privata: intendiamoci, tecnicamente la corruzione è solo dei funzionari pubblici. Ma come la chiamiamo la pratica di passare mazzette ai manager delle aziende private che hanno il potere di acquistare servizi e prodotti da altre aziende private?
La corruzione privata è in Italia il principale strumento di ascesa sociale. Non appena un manager arriva nelle posizioni chiave, monetizza il più possibile, poi diventa imprenditore (anzi padrone). Si parla di tangenti del 2 per cento su tutti gli acquisti di una primaria società di telco fatte confluire in un conto svizzero riconducibile all’AD della detta società (che infatti non voleva poi che gli azionisti la vendessero….). E che mi dite di una società che su sollecitazione dell’azionista principale (ma non di maggioranza assoluta) vota un’OPA totalitaria su una controllata di cui è socio occulto l’azionista principale di cui sopra?
Sito: http://www.transparency.org/
Peggio di così ci fu solo il dato del 1997, quando il punteggio era pari a 5,03. L’Italia – con il suo 3,9 – ricopre il 67esimo posto, collocandosi tra il Ruanda (4 punti) e la Georgia (3,8). Gli Stati più virtuosi tra i 178 esaminati risultano essere, ex aequo, Danimarca, Nuova Zelanda e Singapore, con il 9,3 di punteggio; la maglia nera spetta invece alla Somalia, con un punteggio pari a 1,1.
Lo strumento utilizzato dal “TI” è denominato “Corruption Perceptions Index” ed è considerata la misura più credibile al mondo per misurare la corruzione nel settore pubblico: sulla determinazione del punteggio influiscono, oltre al reato di corruzione in senso stretto, tutte le questioni inerenti al malgoverno della cosa pubblica che si manifestano sia a livello nazionale ma soprattutto nei territori regionali. Ad ogni Paese viene assegnato un punteggio da zero a dieci (dove zero indica livelli indicati di corruzione e 10 bassi): si tratta di una funzione “indicativa” e non “classificatoria” in quanto restituisce la percezione della corruzione che hanno manager, imprenditori, uomini d’affari e analisti politici su un Paese, basandosi sul loro vissuto personale o sulle notizie attinte dai media. Una percezione che tuttavia può essere determinante nel momento in cui si devono individuare degli Stati nei quali investire.
La situazione dell’Italia è peggiorata rispetto sia al 2009 sia al 2008 (quando i punteggi erano rispettivamente di 4,3 e 4,8), numeri che avevano fatto collocare il Belpaese rispettivamente alla 63esima e alla 55esima posizione. La sezione italiana dell’organizzazione “Transparency International”, alla quale aderiscono oltre 90 associazioni, in una nota ha così commentato la notizia: “Si tratta di un risultato che non sorprende più di tanto, in considerazione di un anno caratterizzato dal riemergere di fatti corruttivi, o sospettati tali, a vari livello di governo e che ha visto coinvolti sia funzionari sia esponenti politici appartenenti ad ogni schieramento”.
I nostri politici… PD, PDmenoL e vari, ci hanno portato in questa situazione, sappiatelo…. perchè sia a livello statale che a livello locale tutti hanno mal gestito la cosa pubblica… nessuno escluso…
Sito: http://www.politicamentecorretto.com




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