Terzigno, la polizia carica i manifestanti: chiedevano di vivere in un posto pulito. Ma non intendevano l’ospedale.
“Il termovalorizzatore di Acerra non è ancora a regime”. A differenza dell’Italia.
Cit. www.spinoza.it

Secondo questa gente qua… che ci Governa… la Monezza è il nostro Futuro! Discariche… Inceneritori… questa è l’Italia di Mister B…. un Italia di Monnezza!
La monezza sono loro… il nostro futuro è un altro… Riprendiamocelo!!
Terzigno è l’immagine planetaria del fallimento di una Nazione che non riesce a gestire la spazzatura e vuole costruire centrali nucleari e il Ponte di Messina. Una Nazione che vuole costruire Centrali Nucleari mettendoci a capo dell’Agenzia Nucleare un oncologo di 80anni… che, vista la “giovane età”, nemmeno la vedrà… la Prima Centrale… siamo fuori dal mondo…. !!
“Vi rendete conto che gli eventi trucidi di questa discarica imposta con la forza da un governo nefasto contro ogni legge ambientale e contro le direttive UE stanno girando su tutte le televisioni del mondo come un fatto deprecabile e schifoso? Vi rendete conto che siamo l’unico paese al mondo in cui per portare i rifiuti in una discarica illegittima si devono scortare i camion della munnezza dalla polizia? Su tutti gli schermi del mondo stanno passando le immagini, inqualificabili per il governo Berlusconi, di madri che piangono abbracciate in ginocchio davanti alla polizia con i manganelli e gli scudi, e di bambini anche piccoli col viso coperto da un fazzoletto come piccoli palestinesi che tirano sassi alla polizia, e del tricolore fatto e pezzi e bruciato perché il simbolo ormai di questo paese non è più la bandiera nazionale ma un odio verso la popolazione del sud che sembra delirante e selvaggio? Vi rendete conto che, anche davanti a due anni di lotta di una popolazione che vuole salvare la sua vita, ci sono dei delinquenti che dicono che la loro rivolta è gestita dalla camorra quando è esattamente il contrario? Sky ha detto che, se i Casalesi non avessero avuto l’enorme e incontrollato business dei rifiuti, sarebbero rimasti probabilmente una piccola banda di campagna. Ma qualcuno se lo vuole ricordare o no che quando Berlusconi andrò dal compleanno della Naomi Letizia stava pagando un pegno di rispetto al clan dei Casalesi? E ce lo vogliamo ricordare o no che quel Cosentino protetto da Berlusconi che gli ha riconfermato la carica di coordinatore del Pdl in Campania era un uomo legato da stretti rapporti con la camorra del clan dei Casalesi? Ma per Cosentino, per quanto fossero pesantissisme le prove raccolte dalle procure, il Parlamento compatto ha negato qualsiasi autorizzazione a procedere“. viviana v. dal Blog di BeppeGrillo.it, Bologna
Lo scoppio di una nuova emergenza evidenzia che non è stata attivata una soluzione a lungo termine: “the latest crisis shows Berlusconi had failed to find a long-term solution” dice il Washington Post!
Dopo un video così… Lettera di Francesco Paolo Oreste
Qualcuno deve scusarsi con Carla, comincio io.
In realtà meriterebbero delle scuse anche Angelo e tanti altri, ma per colpirti alle spalle non c’è bisogno di guardarti negli occhi, per colpire Carla sul naso invece qualcuno ha dovuto farlo per forza.
Mi scuso a nome di tutti quelli che indegnamente indossano la mia stessa divisa.
Io, quando ero piccolo, sognavo di fare il paladino della giustizia poi, da grande invece volevo semplicemente mettermi al servizio della speranza in un mondo migliore.
Altri, evidentemente, non sognavano, e sono rimasti piccoli, piccoli, così piccoli da non conoscere la differenza tra servitore e servo, piccoli e con la schiena curva, Carla, tanto da non arrivarti agli occhi, né al cuore, altrimenti non ti avrebbero mai colpita sul naso.
Mi scuso a nome loro.
Mi scuso a nome di tutti coloro che potevano trasformare in diecimila le mille persone che erano intorno a te a manifestare pacificamente. Con loro, i dieci lanciatori di pietre sarebbero diventati dieci su diecimila, ieri, invece, erano solo dieci su mille. Gli altri novemila hanno lasciato che Tu fossi lì da sola a subire, oltre la beffa, il danno.
Mi scuso a nome loro.
Mi scuso a nome di chi continuava a lanciare sassi ed ignoranza contro un nemico che non conosceva mentre tu ci dicevi che quei sassi “sporcavano” la tua protesta, erano altro da te e dal tuo no.
Mi scuso a nome loro.
Mi scuso a nome di tutti i diritti che ti sono stati negati. Mi scuso per il tuo diritto alla salute, per il tuo diritto a dire pacificamente no, per il tuo diritto a vivere, sperare, esserci, parlare, vedere, ridere, sognare, andartene di sera in giro con il tuo ragazzo a divertirti e a crescere. I tuoi diritti si sono fatti derogare da leggi e decreti, senza opporsi, senza ricorsi. Ti hanno lasciata li’, al posto loro.
Mi scuso a nome loro.
…

E dal Blog di BeppeGrillo.it… Intifada Italia
Cosa accomuna Terzigno a Venhaus a Vicenza a Messina a Cagliari? La difesa del territorio, delle proprie radici.
Le persone capiscono che il luogo in cui vivono sarà distrutto per sempre, avvelenato, militarizzato, l’economia devastata e reagiscono. Non hanno scelta. La città, la campagna, i monti dove hanno vissuto i padri e dove vivranno in futuro i figli e nipoti sono il loro unico vero patrimonio, spesso la ragione di vita. Le cento Italie, ognuna con una storia di millenni, tutte diverse tra loro, possono convivere in questo baraccone unitario se non ne viene messa in discussione l’identità o la stessa sopravvivenza. Quando saranno resi noti i siti delle centrali nucleari ci sarà la rivoluzione civile, non sarà sufficiente l’esercito per costruirle.
La difesa del territorio di fronte a opere insensate come la TAV in Val di Susa e il Ponte di Messina fa riemergere dal passato il senso di comunità, legami sociali e produttivi di secoli e provoca una separazione improvvisa, netta, tra i cittadini e lo Stato che reagisce con la forza, con la violenza dei celerini, dei fumogeni ad altezza d’uomo, con i manganelli sulle donne italiane con le braccia alzate. Le conseguenze sono una frattura sempre più grande che consegna il Paese, o quello che ne rimane, che è molto poco, ai separatismi e alle mafie.
Le forze dell’Ordine hanno il dovere di far rispettare la legge. Ma il cittadino accetta questo principio solo se le leggi sono considerate giuste dal comune sentire, dalla coscienza popolare, se non sono scritte per proteggere interessi personali, di gruppi economici o criminali. Se le leggi sono il parto di persone inquisite, condannate, giudicate in primo e secondo grado, le leggi non hanno alcuna credibilità. Un popolo che non rispetta la legge, anche se questa è ingiusta, è un popolo di fuorilegge? E chi usa violenza sui cittadini per far rispettare leggi ingiuste “svolgendo un ruolo di supplenza” al posto della politica è realmente legittimato a farlo? E in nome di cosa? Del mantenimento dell’ordine costituito?
L’Italia si sta frammentando in isole separate, di autodifesa, di legittima difesa. Cittadini con l’elmetto contro uno Stato cialtrone e incapace. Una disgregazione dalla quale può nascere di tutto. Un nuovo fascismo conclamato o la nascita di Stati su base storico e territoriale come la Repubblica di Venezia, il Granducato di Toscana o la Sardegna indipendente. C’è un senso di sfinimento che accompagna la celebrazione dei 150 anni dell’Unità d’Italia. Molti si chiedono chi ce lo ha fatto fare.
Faccio un’ultima considerazione… riflettendo… che… l’amministrazione di Terzigno è una Lista Civica appoggiata dal Centro-Destra… cari Cittadini di Terzigno!




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