Art. 11
L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.

Il finto cordoglio delle istituzioni, le insensate dichiarazioni della maggioranza su una missione di pace portata avanti con la forza delle armi, i sottili distinguo di una opposizione che non ha il coraggio di chiedere il ritiro senza condizioni del nostri militari. Il conforto l’ho trovato sulla rete. Dal facebook di uno dei soldati coinvolti nello scontro, che si chiedeva apertamente che cosa ci stava a fare in Afghanistan, ai blog che raccontano quel che accade davvero nel teatro di guerra, senza dimenticare gli articoli che documentano la crescente insofferenza dei paesi impegnati nella missione internazionale. E siamo a 34 soldati Italiani!
Lo sapevate, ad esempio, che gli olandesi hanno appena deciso di andarsene, e che i tedeschi stanno per ritirare i loro aerei, peraltro mai impegnati in azioni di combattimento? Soltanto navigando nella rete ci si rende conto di essere cittadini di un paese in guerra.
Perché questo è oggi l’Italia: un paese che manda i suoi soldati a uccidere e a essere uccisi.
L’incredibile vicenda dei nostri servizi segreti che pagavano i talebani del distretto di Sarobi perché non ci attaccassero è venuta alla luce quando i francesi ci sostituirono. I loro comandanti non ne sapevano nulla, vennero attaccati e persero dieci uomini. Seguirono feroci polemiche della stampa anglosassone e francese, di cui qui in Italia, complice la nostra poca dimestichezza con le lingue, abbiamo saputo poco o niente. Addirittura le parole di Cicchitto… Non sappiamo -commenta infine il capogruppo del Pdl, Fabrizio Cicchitto- se i servizi segreti hanno fatto quello di cui parla il ‘Times’ se è stato fatto, è stato per la legittima copertura delle nostre truppe. In ogni caso il crimine che verrebbe attribuito ai nostri 007, cioè di aver lavorato per evitare guai alle nostre truppe, non è un crimine ma secondo me fa parte del loro lavoro. Sul resto -conclude Cicchitto- che è chiaramente tendente a denigrarci, do una valutazione negativa, come per tante cose che compaiono sulla stampa estera“.
Purtroppo la disinformazione non riguarda soltanto singoli episodi, ma l’intero conflitto. Le guerre moderne, combattute da eserciti di professionisti e raccontate da giornalisti embedded, diventano tali soltanto per le popolazioni direttamente coinvolte.
Fonte: http://www.battistagardoncini.com/
7 ottobre 2010: Video della testimonianza di Matteo Dell’Aira dall’ospedale di Emergency a Lashkargah
Quattro alpini in Afghanistan sono morti, sono “andati avanti” come dicono loro. Tutti i nostri ragazzi vanno riportati indietro.
Emergency, Gino Strada: “Mi pare che in Italia ci sia sempre meno capacità di reazione. La reazione c’è solo quando si verifica un evento bellico che produce la morte di qualcuno dei nostri militari, ecco, allora si scatenano tuttologi, retorica che la fa da padrone, poi dopo si dimentica e si va avanti“. Così ai microfoni di CNRmedia Gino Strada, fondatore di Emergency dopo le dichiarazioni del ministro della Difesa La Russa. “Io inviterei gli italiani a considerare semplicemente questo: 2 miliardi e mezzo di euro spesi e per i prossimi anni saranno all’incirca 700/800 milioni se non un miliardo in più all’anno. Sono convinto che gli italiani darebbero indicazioni diverse su come spendere quel miliardo. Mi fa piacere che almeno tutti gli italiani sapranno esattamente che cosa siamo a fare in Afghanistan, cioè io ne ho veramente piene le scatole di questa retorica che vuole i nostri soldati là ad aiutare le vecchiette ad attraversare la strada, a dare i cioccolatini ai bambini, a costruire gli ambulatori pediatrici, eccetera… si è là a fare la guerra, si è la ad ammazzare e a farsi ammazzare“. Tratto da: http://www.beppegrillo.it




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