
Sono scomparse le cause, rimangono solo gli effetti. Viviamo in una società di effetti senza cause. Il fumogeno lanciato verso Bonanni è un effetto chiuso in sé stesso, di padre ignoto e di morti sul lavoro, e così i fischi a FassinoinSerafini (plurideputati a vita) e a Schifani. Le cause rimangono sempre misteriose, inesplorate, mai raccontate. L’effetto senza causa è propaganda, indigna a senso unico, è l’ultima parte di un racconto, il capitolo finale. L’intera storia, gli avvenimenti che portano alla (logica) conclusione: all’effetto, sono cancellati dai media.
L’Italia non è solo un Paese senza memoria, è anche un Paese senza cause. L’effetto arriva sempre improvviso, come un fulmine a ciel sereno, che sia una disgrazia o una contestazione a questa democrazia di cartone. Il terremoto dell’Aquila, le frane in provincia di Messina, il rogo di Viareggio sono eventi che nascono e muoiono in sé stessi. Avvenuti qui e ora come in una nuova teoria creazionista, all’improvviso, senza una ragione. Chi indaga sulle cause è trattato da eretico, da novello Galileo Galilei: o abiura o è cancellato dall’informazione, perseguitato, eliminato. L’effetto senza causa è un dogma come il Sole che girava intorno alla Terra. Talvolta, quando l’effetto e la causa sono coincidenti, l’effetto scompare insieme alla causa. E’ l’eccezione che conferma la regola che un effetto si può raccontare solo se non si rivela la causa. In questi casi, effetti come le condanne al processo Mills o Mondadori svaniscono, non sono mai successi. Un non evento, per definizione, non ha cause.
Può succedere che un effetto sia tale da dover essere costretti, sotto la spinta dell’opinione pubblica, a cercare la sua origine. Allora la causa diventa metafisica, di origini sovrannaturali, senza responsabili. E’ più un effetto che genera un effetto che una vera e propria causa. La prova provata di questa tesi è la legge porcata elettorale che quasi tutti i partiti ora vogliono cambiare, da Casini, al tempo della sua approvazione presidente della Camera, a Fini, che non pronunciò una sillaba contraria alla legge, al Pdmenoelle che ostacolò in ogni modo la proposta Parlamento Pulito che restituiva la libertà di voto ai cittadini. La causa, della legge porcata o di situazioni simili, se c’è, è inconoscibile e quindi trascurabile, mai riconducibile a una persona, a un’organizzazione, un partito.
Un mondo senza cause è un mondo senza colpevoli e senza soluzioni. Come si può intervenire infatti sugli effetti senza conoscere le cause? Come si possono perseguire i mandanti degli assassinii di Borsellino e di Falcone senza conoscerne le vere cause, le motivazioni? Il debito pubblico è anch’esso figlio della teoria creazionista di Craxi, Berlusconi e Tremorti. Il debito è nato dal nulla. Nessuno può dire quali siano le cause di 1800 miliardi di euro di debito (30.000 euro a italiano). Viviamo così, in un continuo presente a sorpresa, un giorno dopo l’altro, per vedere l’effetto che fa.
Tratto da Beppegrillo.it
Beppe Grillo , don Gallo e Gino Paoli sono intervenuti per beneficenza a Pegli (Genova) il 10 settembre 2010.
In questa clip il saluto finale di Beppe Grillo e alcune battute di don Gallo.
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Dopo aver postato questo meraviglioso pensiero di Beppe… preso dal suo sito, e un fantastico VideoClip che vi consiglio di vedere… per farvi 2 risate, ricordo a tutti che Beppe è un comico e non un politico. I Politici invece sono tutto, compresi comici, tranne che politici!

Finisco con una riflessione… Beato il Paese che non ha bisogno di leader. Beppe dovrebbe fare un post for idiots (c’è chi non ha capito). Per spiegare ai piddini e ai Vendolini o a chi volete, che Beppe Grillo non si candida, ma saranno scelti giovani dai 30 ai 40 anni che si sbatteranno per cambiare questo modo di fare politica assieme alle proposte che verranno dalla Rete o dal Woodstock 5 Stelle. Non vogliamo leader poichè siamo consapevoli che i leader non servono a un cavolo se non a mitizzare la loro figura, poi però la politica dei cittadini andrà scemando lo stesso (ci metto dentro tutti i leader Bersani, Vendola, Di Pietro, De Magistris, Berlusconi, Bossi, Fini e anche Beppe). Quindi il nostro motto dovrebbe essere: “Niente Leader, uno vale uno!”. La politica dal basso e fatta dai cittadini non dai leader. Beppe è l’ideatore del Movimento a 5 stelle, i protagonisti della politica siamo noi e nessun altro. Quando partirà la piattaforma, il Movimento a 5 Stelle sarà unico al mondo che farà scegliere direttamente ai cittadini le sue iniziative. Abbandonare le ideologie e i colori politici per riunire proposte e idee per un’Italia che cambia. Il resto è quello che vedete tutti i giorni… politici spazzatura!
E’ ora di dire BASTA!
Vittorio Bertola, Movimento 5 Stelle, Torino… dice… “A me fa male persino quando incontro dei nostri elettori che ci dicono “bravi, io vi voto, qualunque sia il candidato, qualsiasi cosa vogliate fare”.
E ancora… “Perché io dagli italiani non voglio un voto, voglio la partecipazione, una frazione di cervello, un po’ di interesse per la cosa pubblica.
Fare una croce sul simbolo una volta l’anno e poi pensare ai fatti propri è facile, non lo voglio, nemmeno se il voto è per noi.
Voglio invece che ogni italiano pensi a cosa è meglio per tutti sulle vicende del giorno, che controlli continuamente cosa fa ogni eletto, che se mai, una volta su mille, qualcuno del Movimento dovesse dire una cazzata, candidare un cretino, scendere a compromessi per il potere, quella persona sia subito sputtanata in mondovisione. Non ci vuole una vita, basta un quarto d’ora al giorno. Io aspetto la famosa piattaforma di partecipazione, con quella potremo fare storia.”
Sono questi… i politici che vogliamo!
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