Dopo il post di ieri: Rossi is Red….

Perché questa scelta? All’inizio dell’anno ho dovuto pensare più seriamente a cosa fare in futuro: la Ducati mi cercava da tanto tempo, così sono andato a parlare con l’ingegner Filippo Preziosi (direttore tecnico di Ducati corse) che conosco da tanto tempo. Ho provato in loro una grandissima motivazione ad avermi sulla Desmosedici e, soprattutto, il mio lavoro in Yamaha mi sembrava terminato. Nel 2004, in Yamaha mi volevano a tutti i costi e insieme abbiamo fatto un grande lavoro. Abbiamo migliorato la M1, tanto che adesso è probabilmente il punto di riferimento della MotoGP. Insomma, adesso la Yamaha ha una moto vincente e due piloti Lorenzo e Spies, soprattutto Lorenzo, che vanno fortissimo: la situazione è cambiata tanto, non sono più così fondamentale qui. Alla mia età e dopo aver vinto così tanto hai bisogno di motivazioni, di una bella atmosfera, di un ambiente sereno: mi è sembrato che potessi avere tutto questo più in Ducati che in Yamaha.
C’è qualche paragone tra adesso e quando hai lasciato la Honda per la Yamaha?
“No, la situazione è moto differente. Spero proprio che con la Yamaha finirà in maniera differente, e da loro mi aspetto un altro tipo di comportamento: spero che siano riconoscenti per tutto quello che ho fatto per loro e che mi faranno provare la moto a novembre.”
Sarà una sfida più facile o più difficile di quella del 2004?
“Dal punto di vista tecnico era più tosta quella del 2004, perché la Ducati di adesso è molto più competitiva della Yamaha di allora. Ma sono cambiati i tempi, i piloti, l’età: sarà molto difficile anche questa volta.”
Ti aspetti di vincere già al debutto come era successo con la Yamaha?
“Sulla carta sarà più facile nel 2012, quando cambierà il regolamento e tutti partiranno con moto nuove, ma per dire qualcosa di più bisogna aspettare di provare la moto, che comunque mi sembra competitiva, sicuramente ci proverò.”

Jeremy Burgess e i suoi ragazzi verranno con te?
“Io li vorrei con me, ma la decisione spetta a loro. Ci sono motivazioni ed età differenti rispetto al 2004, ognuno farà la sua valutazione. Certo, se Jeremy non venisse con me e rimanesse in Yamaha, lo considerei un pò come un tradimento.”
Avevi detto che avresti voluto finire la carriera in Yamaha: cosa è cambiato?
“Soprattutto la situazione di Masao Furusawa (Presidente di Yamaha corse). Per me è lui il numero uno di Yamaha, è con lui che ho sempre discusso di questioni tecniche e non solo. A fine stagione andrà in pensione, verrà a mancare una figura importante della mia storia in Yamaha. Dall’altra parte ho trovato Preziosi che mi sembra un pò il Furusawa del 2004: mi ha voluto a tutti icosti, ha voglia di lavorare con me. E’ molto stimolante.”
Come reagiranno i tifosi a questo nuovo matrimonio?
“Un pilota italiano forte su una moto italiana competitiva: credo che in molti saranno contenti. In questi mesi, tutte le volte che andavo al bar a prendere un caffè o a comprare il giornale, o da qualsiasi parte, tutti mi dicevano: allora, quando vai in Ducati?”
Quanto ha influito la presenta di Lorenzo in Yamaha nella tua scelta?
“Sicuramente è stata una scelta molto graduale e più passa il tempo e più mi sembra di aver preso la decisione giusta. Ma non ho cambiato perché c’è Lorenzo: come ho etto: avevo bisogno di una nuova sfida e di un’atmosfera differente. E in Yamaha il mio lavoro era finito.”
Poi, finite le domande, Valentino ci tiene a sottolineare un aspetto molto importante… “Ho letto da qualche parte che avrei fatto tutto questo per soldi. Ebbene, smentisco categoricamente: alla Ducati guadagnerò esattamente quello che mi aveva offerto la Yamaha.”

E’ molto difficile spiegare in poche parole cos’è stato il mio rapporto con la Yamaha in questi 7 anni, Tante cose sono cambiate da quel lontano 2004, ma soprattutto è cambiata lei, la mia M1. All’epoca era una povera MotoGP da metà schieramento, derisa da buona parte dei piloti e addetti ai lavori, Adesso, dopo averla aiutata a crescere e a migliorarsi la vedi lì, sorridente nel suo box, corteggiata e ammirata, trattata insomma come la prima della classe. La lista delle persone che hanno reso possibile questa trasformazione è lunghissima, ma io vorrei soprattutto ringraziare Masao Furusawa… Nakajima e il “mio” Atzumi in nome di tutti gli ingegneri giapponesi che hanno lavorato duro per cambiare faccia alla “nostra” M1. J.Burgess e tutti i ragazzi della mia squadra che l’hanno accudita con amore sulle piste di tutto il mondo, e anche tutti i ragazzi e le ragazze che hanno lavorato nel team Yamaha in questi anni. Adesso però è arrivato il momento di trovare nuove sfide, il mio lavoro qua è finito. Purtroppo anche le più belle storie d’amore finiscono, ma ti lasciano un sacco di bei ricordi, tanti momenti paragonabili a quel primo bacio che ci siamo dati sull’erba di Welkom, dove lei mi ha guardato dritto negli occhi e mi ha detto “Ti Amo”.
Valentino Rossi.

E io? Io sono stato davvero fortunato ad aver visto correre…. Valentino Rossi.
Tratto da: http://www.valentinorossi.com




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