Voglio parlarvi di meduse… perchè è agosto, perchè andiamo al mare, perchè non è giusto demonizzare un animale che fa parte dell’ecosistema marino… perchè in fondo, viste con l’occhio subacqueo, le meduse sono affascinanti! Ma bisogna conoscerle per non temerle o averne paura… e bisogna sentirle per capire il dolore che provocano…
Il lento movimento e il loro « palpitare» permettono un’attenta osservazione e lasciano al subacqueo un velo di mistero e curiosità.
Le Meduse appartengono al phylum zoologico forse più noto ai subacquei: i Celenterati o Cnidari. Il loro corpo può essere schematizzato come un sacco, con una sola apertura, circondata da tentacoli, che funge da bocca ma serve anche per espellere il materiale non digerito. I tentacoli servono per afferrare le prede. La cavità interna, detta celenteron, è una vera cavità gastrovascolare, che si prolunga in parte anche nei tentacoli.


In questo gruppo, che mostra una grande varietà di forme (pensate al Corallo, o agli anemoni di mare), vengono comprese tre Classi; quella delle meduse è denominata Scifozoi (lett. = animali a forma di tazza). Il nome Cnidari proviene da particolari cellule, gli cnidoblasti che contengono al loro interno una struttura urticante, la nematocisti. Essa comprende un filamento avvolto su se stesso che viene espulso sotto stimolo meccanico o chimico.
Alcuni Celenterati hanno queste cellule sparse lungo tutto il corpo, così, appena l’animale viene sfiorato, le nematocisti scaricano il filamento che va a “conficcarsi” nella pelle. La sensazione di bruciore è immediata e molto forte, paragonabile ad una ustione. Chi vi scrive l’ha provata diverse volte… dalla più lieve alla più forte… e vi assicuro… non è una bella sensazione…
Le meduse fanno parte del plancton, in quanto non nuotano attivamente in direzione orizzontale, pur potendo contrarre l’ombrella per muoversi verticalmente…
Le nematocisti sono collocate soprattutto sui tentacoli, per catturare le prede. Per questo toccandole sull’ombrella, alcune meduse, non sono urticanti. Questi particolari animali sono costituiti dal 98% di acqua, per questo, tolti dall’elemento liquido si afflosciano e perdono ogni forma. Nell’ombrella c’è una struttura gelatinosa detta mesoglea che consente alla medusa un migliore galleggiamento. Lo spostamento in acqua infine è dato da fasci muscolari disposti lungo il margine interno dell’ombrella. Quando le contrazioni terminano, l’animale affonda lentamente.
Negli Scifozoi abbiamo le scifomeduse, tra le quali primeggia la Cyanea Capillata che può raggiungere i 2,5 metri di diametro ed è diffusa in climi temperati ed artici…. Foto Sotto…

Tranquilli, queste nel nostro mare non si trovano!
La riproduzione delle meduse è di tipo sessuale, cioè tramite formazione di gameti che generalmente vengono emessi nell’ambiente esterno dove si attua la fecondazione.
La femmina depone le uova nel mare;
Il maschio libera gli spermatozoi che le fecondano;
Dallo zigote nasce la planula, una larva che scende e si fissa sul fondale dove poi successivamente assume la forma di un polipo e prende il nome di scifostoma (simile ad una attinia);
Lo scifostoma si divide in seguito in efire, giovani meduse che diventeranno adulte.
Più le condizioni climatiche sono ottimali e più la riproduzione è favorita. Se poi è anche accompagnata da correnti favorevoli, vi ritrovate la costa invasa dalle Meduse in pochi giorni…
Le meduse più comuni del Mediterraneo sono 3, ma ce ne sono molte altre… diciamo le più frequenti: la Pelagia noctiluca, la Cotylorhiza tuberculata e la Rhizostoma pulmo.
Pelagia noctiluca

Guardatela bene ed evitatela… La Pelagia noctiluga detta medusa luminosa perché di notte è fosforescente, è la più pericolosa. Le sue dimensioni sono molto ridotte (circa 10 cm. di diametro) e il colore è rosa-marroncino. Spesso se ne vedono interi banchi che ricoprono alcuni tratti della superficie marina. Possiede tentacoli esili e lunghissimi, tanto a volte da riuscire a “colpire” senza essere vista. È comune nel Mar Mediterraneo e nell’Oceano Atlantico orientale fino al Mare del Nord; è stata citata nelle cronache estive per la sua abbondanza nei nostri mari in alcuni periodi e per le dolorose irritazioni che provoca se sfiorata. Ombrello marrone-rosato o rosa-violetta di circa 10 centimetri di diametro, traslucido, composto da 16 lobi da cui partono 8 lunghi tentacoli retrattili, molto urticanti e semi-trasparenti, che partono dai bordi e si possono estendere fino a 10 metri. I tentacoli orali, dello stesso colore dell’ombrello, sono lunghi fino a circa 30 centimetri. Il problema è che non la vedete… e i tentacoli urticanti sono molto lunghi ed invisibili. L’ho provata… non la consiglio a nessuno!!
Foto sotto scattata da me ad Ustica nel 2006, durante un’invasione delle stesse…

Rhizostoma pulmo

La Rhizostoma pulmo è la classica medusa con la cappella bianca. Può superare i 50-60 cm. di diametro e le sue braccia sono corte e tozze. La colorazione è bianco latte-azzurrognola, mentre il margine dell’ombrella è violetto. La superficie esterna dell’ombrella non è urticante, mentre possono esserlo i tentacoli (ma, come al solito, dipende dalla sensibilità individuale). Non è pericolosa e non è urticante… ![]()
La medusa viene anche chiamata volgarmente “polmone di mare” a causa del tessuto frastagliato, simile a quello polmonare, che è presente nella parte centrale delle braccia.

Cotylorhizav tuberculata

La Cotylorhizav tuberculata è molto particolare, ha un’ombrella a forma di disco ed una serie di tentacoli terminanti anche essi con dei dischetti. L’aspetto è quello di un cespuglio fiorito…..sottosopra! Sotto l’ombrella spesso si nota un gruppo di pesciolini al ….pascolo che aspettano gli avanzi del pasto della medusa. Non è comunque una specie pericolosa e può raggiungere i 30 cm. di diametro.
Una nota particolare merita anche la Caravella Portoghese… che non è una medusa, ma una colonia di 4 diversi tipi di polipi… Ha più di 10 tipi di veleni diversi sui suoi tentacoli, ognuno caratterizzato da un suo colore, non sono conosciuti ancora rimedi per alcuni tipi dei suoi veleni. I tentacoli della Physalia physalis possono provocare la paralisi e persino l’arresto cardiaco di un uomo. Raramente o quasi mai è presente nei nostri mari… più che altro nel mediterraneo meridionale… però è giusto tenerne conto… non si sa mai…
Cosa fare se punti da una medusa?
Innanzitutto bisogna irrorare l’area colpita con acido acetico al 5%, oppure, se manca, con acqua di mare o soluzione salina.
Una volta neutralizzate le nematocisti, si possono rimuovere i tentacoli residui con pinze chirurgiche o pinzette estetiche. Applicare creme o lozioni a base di idrocortisone e tenere sotto controllo per l’eventuale insorgenza di reazioni allergiche o infezioni.
Ecco 10 pratici accorgimenti…
- Non strofinate bocca e occhi
- Evitate di lavare la parte colpita dai tentacoli della medusa con acqua dolce, questo potrebbe favorire la produzione di neurotossine in grado di causare danni a livello del sistema nervoso centrale
- Non utilizzate acqua fredda o ghiaccio
- Non grattate la zona dove è presente l’irritazione in quanto questa azione stimolerebbe l’attività muscolare mettendo in circolo più velocemente la sostanza tossica
- Lavate la parte colpita con acqua di mare e disinfettarla con bicarbonato
- Evitare l’utilizzo, secondo quanto consigliato dalle credenze popolari, di impacchi con aceto o ammoniaca, perchè sulla loro efficacia la medicina moderna ha avanzato numerosi dubbi
- L’uso di alcool è sconsigliato in quanto potrebbe stimolare l’apertura dei nematocisti, le cellule urticanti delle meduse
- Prima di adoperare pomate e creme è sempre bene chiedere il consiglio di un medico o uno specialista
- Non rimuovete i frammenti dei tentacoli della medusa con pinzette, meglio utilizzare le mani evitando così la lacerazione dei tessuti con conseguente fuoriuscita delle tossine dannose
- In casi estremi, se presi dal panico, utilizzate pomate cortisoniche o antistaminiche (se scegliete le seconde è però sconsigliata l’esposizione al sole), sempre comunque sotto il controllo di un medico o un esperto
Il rimedio migliore in caso di contatto con i tentacoli delle meduse è l’applicazione di Gel Astringente al cloruro d’alluminio… quello contro il prurito delle zanzare!! Questo ha un’immediata azione antiprurito e blocca la diffusione delle tossine.
E ora… buon bagno a tutti… spero di essere stato utile… ![]()




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