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Luglio 30, 2010

La legalità è la mia stella polare

…Persino il tema della legalità per il quale è innegabile il successo del Governo e della maggioranza in termini di contrasto alla criminalità di ogni tipo e di riduzione dell’immigrazione clandestina, è stato impropriamente utilizzato per alimentare polemiche interne. Il PdL proseguirà con decisione nell’opera di difesa della legalità, a tutti i livelli, ma non possiamo accettare giudizi sommari fondati su anticipazioni mediatiche.Il Presidente del Consiglio

Sono almeno 35 le Stelle Polari della legalità che risiedono in Parlamento nelle file del partito del premier, una questione morale che si è allargata con le ultime vicende relative agli appalti sulle grandi opere e con l’inchiesta sulla P3, che coinvolge moltissimi big: da Verdini  a Cosentino, da Dell’Ultri al sottosegretario Caliendo.

Abrignani Ignazio (deputato): è stato indagato a Milano per dissipazione post fallimentare nelle indagini sulla bancarotta Cit, agenzia di viaggi dello Stato.

Berlusconi Silvio (premier), la Stella Polare della legalità: 2 amnistie (falsa testimonianza P2, falso in bilancio Macherio); 2 assoluzioni per depenalizzazione del reato (falso in bilancio All Iberian, Sme-Ariosto); 8 archiviazioni (6 per mafia e riciclaggio, 2 per concorso in strage); 6 prescrizioni; 3 processi in corso (frode fiscale Mediaset, corruzione in atti giudiziari Mills, frode fiscale e appropriazione indebita Mediatrade), tutti sospesi in attesa che la Consulta si pronunci sulla legge sul legittimo impedimento.

Berruti Massimo (deputato): condannato a 8 mesi per favoreggiamento per aver depistato nel 1994 le indagini sulle tangenti Fininvest.

Brancher Aldo (deputato): condannato in secondo grado per falso in bilancio e finanziamento illecito, reato prescritto (il primo) e depenalizzato (il secondo). È imputato anche per la scalata Bnl, per la quale i suoi legali hanno chiesto il legittimo impedimento nel breve periodo in cui è stato ministro per il Federalismo.

Caliendo Giacomo (senatore e sottosegretario): indagato nell’inchiesta sulla nuova P3.

Camber Giulio (senatore): condannato a 8 mesi per millantato credito nell’ambito della Kreditna Banka. Era accusato di aver preso 100 milioni di lire.

Cantoni Giampiero (senatore): ha patteggiato 2 anni per corruzione e poi per concorso in bancarotta fraudolenta.

Ciarrapico Giuseppe (senatore): 5 condanne definitive fin dagli anni ‘70 per falso e truffa.

Comincioli Romano (senatore): imputato per false fatture e bilanci truccati di Publitalia, poi prescritto. Nel 2008 la giunta per le autorizzazioni a procedere del Senato respinge la richiesta di usare le intercettazioni delle sue telefonate con Stefano Ricucci per la scalata al Corriere della Sera.

Cosentino Nicola (deputato ed ex sottosegretario): accusato di legami con il clan dei Casalesi, il Parlamento ha negato la richiesta d’arresto. Indagato anche nell’inchiesta sulla P3.

De Angelis Marcello (deputato): condannato a 5 anni per banda armata e associazione sovversiva come dirigente del gruppo neofascista Terza Posizione.

De Gregorio Sergio (senatore): è stato indagato a Napoli per riciclaggio e favoreggiamento della camorra e corruzione.

Dell’Utri Marcello (senatore): sette anni in appello per concorso in associazione mafiosa per le contestazioni precedenti il 1992. È indagato a Roma nell’inchiesta sulla P3. È accusato di calunnia per aver ordito un piano per screditare alcuni pentiti palermitani che l’avevano accusato nel processo per associazione mafiosa. Deve anche riaffrontare il processo per tentata estorsione ai danni dell’imprenditore siciliano Vincenzo Garaffa.

De Luca Francesco (deputato): è stato indagato per tentata corruzione in atti giudiziari: il clan camorristico dei Guida si sarebbe rivolto a lui per un processo in Cassazione.

Farina Renato (deputato): ha patteggiato 6 mesi (pena commutata in una multa di 6.480 euro) per favoreggiamento nel processo per il sequestro di Abu Omar.

Fasano Vincenzo (senatore): condannato a 2 anni per concussione nel 2007, pena indultata.

Firrarello Giuseppe (senatore): arrestato e condannato in primo grado a Catania a 2 anni e 6 mesi per turbativa d’asta per le tangenti sulla costruzione dell’ospedale Garibaldi. Poi prescritto.

Fitto Raffaele (deputato e ministro): rinviato a giudizio per sei reati, prosciolto per altri cinque. Ancora aperti 2 casi di corruzione, un illecito nei finanziamenti ai partiti, 1 peculato da 190 mila euro e 2 abusi d’ufficio.

Grillo Luigi (senatore): L’assemblea del Senato ha negato l’uso delle intercettazioni nell’ambito della Banca popolare di Lodi. Prescritto a Genova per truffa per la Tav.

Landolfi Mario (deputato): è stato indagato per corruzione e truffa. Nella stessa inchiesta 5 pentiti chiamano in causa Nicola Cosentino.

Matteoli Altero (senatore e ministro): rinviato a giudizio per favoreggiamento riguardo un abuso edilizio all’isola d’Elba. La giunta della Camera ha negato l’autorizzazione a suo carico.

Messina Alfredo (senatore): è stato indagato per favoreggiamento nella bancarotta di HDC.

Nania Domenico (senatore): condannato nel 1980 a 7 mesi per lesioni quando militava nei gruppi di estrema destra. Condannato in primo grado per abusi edilizi. Poi prescritto.

Nespoli Vincenzo (senatore): accusato di bancarotta fraudolenta e riciclaggio. L’aula del Senato ha negato l’arresto.

Nessa Pasquale (senatore): accusato di concussione, il pm aveva chiesto l’autorizzazione all’arresto.

Paravia Antonio (senatore): arrestato per corruzione nel 1995, prescritto nel 2004.

Proietti Cosimi Francesco (deputato): è stato indagato a Potenza con Vittorio Emanuele per la truffa ai Monopoli. Roma ha archiviato. È stato indagato anche nella Capitale per il filone legato agli ambulatorie alla ex signora Fini Daniela Di Sotto.

Russo Paolo (deputato): archiviato per l’ipotesi di reato di concorso esterno in associazione mafiosa quando era Presidente della Commissione parlamentare rifiuti. È stato indagato anche per violazione della legge elettorale.

Scapagnini Umberto (deputato): è stato indagato per abuso di ufficio aggravato per i parcheggi sotterranei a Catania.

Sciascia Salvatore (senatore): condannato a 2 anni e 6 mesi per aver corrotto, quando era capo dei servizi fiscali gruppo Berlusconi, alcuni ufficiali della Gdf.

Simeoni Giorgio (deputato): è stato indagato per associazione a delinquere e corruzione per le tangenti sanità nel Lazio.

Speciale Roberto (deputato): condannato in appello a 18 mesi per peculato da parte della Procura militare perché da comandante della Gdf ha utilizzato per scopi personali aerei della Fiamme Gialle.

Tomassini Antonio (senatore): medico, condannato a 3 anni per falso: durante un parto una bambina nacque cerebrolesa ma lui contraffece il partogramma.

Valentino Giuseppe (senatore): è stato indagato per favoreggiamento, si sospetta che abbia rivelato a Ricucci che era intercettato quando era sottosegretario alla giustizia. Il Senato ha negato l’autorizzazione all’uso delle intercettazioni.
Verdini Denis (deputato e coordinatore): indagato per l’inchiesta sulle Grandi opere, ora anche per la P3.

Ora… decidete voi se questi sono “giudizi sommari fondati su anticipazioni mediatiche.”

Tratte da Da Il Fatto Quotidiano del 28 luglio 2010


Per tre onorevoli è stata negata dalla casta parlamentare l’autorizzazione ad utilizzare le intercettazioni telefoniche, mentre altri quattro sono stati “protetti” dall’arresto, richiesto dal Pm.

Inoltre… Il Tribunale del Riesame di Roma conferma il carcere per il trio Carboni-Lombardi-Martino e spiega che proprio il geometra Pasqualino Lombardi “era riuscito ad ottenere l’assicurazione sul voto di 7 dei 15 giudici della Corte costituzionale” per il Lodo Alfano. Il 7 ottobre 2009 arrivò invece una inaspettata bocciatura. Ma… qualcuno non disse in TV che la Corte Costituzionale era formata da Comunisti???

“Ma - continuano i magistrati - resta il fatto che tale ingerenza ci fu e venne esercitata su almeno 6 giudici”. E il Cavaliere sapeva tutto. Tanto che proprio la sera del 7 ottobre telefonò a Porta a Porta, dal nostro VespaNazionale e tuonò contro Napolitano: “Bastava che intervenisse con la sua nota influenza sui giudici e ci sarebbe stato quello spostamento di due voti per far passare la legge”. Un nuovo tentativo di golpe si consuma sotto gli occhi di chi si ostina a non vedere e non provvedere.

E’ notizia di oggi… che Il premier vuole far passare subito in settembre la legge sul processo breve. E’ l’unico sistema per evitare un verdetto sul caso Mills e salvare anche molti amici. Ma a Montecitorio, dopo la cacciata dei finiani, i voti potrebbero non bastare.

Pensate sia finito qui l’articolo? Vorrei finire qui, ma non posso, non riesco… purtroppo…

E allora… Anche gli altri partiti danno il loro contributo sostanzioso.

Il Parlamento Italiano, infatti, è frequantato da ben 82 onorevoli che risultano essere indagati, sotto processo a vario titolo o anche condannati, ai quali vanno aggiunti anche un buon numero di prescritti (e non assolti!). Vi ricordo che la Prescrizione non è Assoluzione!!

Insomma, circa il 10% dell’intero Parlamento ha o ha avuto problemi con la giustizia. Inutile dire che la percentuale è altissima, in piena concorrenza con Scampia, una delle zone a più alto tasse delinquenziale d’Europa.

Chiedo umilmente scusa ai “semplici indagati”, ma per una giusta meritocrazia, ecco l’elenco di chi è arrivato fino in fondo, di coloro che sono arrivati al traguardo della condanna, oltre ai sopracitati del PdL:

Umberto Bossi (Camera dei deputati, LNP): condannato in via definitiva a 8 mesi di reclusione per 200 milioni di finanziamento illecito dalla maxitangente Enimont.

Enzo Carra (Camera dei deputati, PD): una condanna in via definitiva per false dichiarazioni al pubblico ministero. Per i giudici, Carra è un falso testimone che, con il suo «comportamento omertoso» e la sua «grave condotta antigiuridica», ha tentato di «assicurare l’impunità a colpevoli di corruzione, falso in bilancio e finanziamento illecito» nel caso Enimont. Parola del Tribunale e della Corte d’Appello di Milano, nonché della Cassazione, che l’hanno condannato prima a 2 anni e poi a 1 anno e 4 mesi (grazie allo sconto del rito abbreviato) di carcere.

Giuseppe Carmelo Drago (Camera dei deputati, UDC): condannato definitivamente, nel maggio del 2009, a 3 anni di reclusione per essersi appropriato, quando era presidente della Regione Siciliana, dei fondi riservati della Presidenza senza fare rendiconti; a causa della pena accessoria dell’interdizione perpetua dai pubblici uffici non può più ricoprire la carica di deputato ma la giunta delle elezioni della Camera deve ancora esaminare il caso.

Giorgio La Malfa (Camera dei deputati, PRI): condannato definitivamente a 6 mesi per il finanziamento illecito della maxitangente Enimont.

Roberto Maroni (Camera dei deputati, LNP): condannato definitivamente a 4 mesi e 20 giorni per resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale durante la perquisizione della polizia nella sede di via Bellerio a Milano.

Giuseppe Naro (Camera dei deputati, UDC): condannato in primo grado a 3 anni e in Cassazione a 6 mesi definitivi di reclusione per abuso d’ufficio nel processo per l’acquisto con denaro pubblico di 462 ingrandimenti fotografici, alla modica cifra di 357 milioni di lire.

Antonino Papania (Senato della Repubblica, PD): il 24 gennaio 2002 ha patteggiato davanti al gip di Palermo una pena di 2 mesi e 20 giorni di reclusione per abuso d’ufficio.

E non dimentichiamoci i Parlamentari Europei:

Mario Borghezio (LNP): L’11 luglio 1976 viene fermato dalle autorità a Ponte San Luigi, valico di confine nei pressi di Ventimiglia, e trovato in possesso di una cartolina firmata “Ordine Nuovo” ed indirizzata “al bastardo Luciano Violante” (magistrato allora impegnato in inchieste contro l’eversione di matrice neofascista). Il testo del messaggio, accompagnato da alcune svastiche e da un “Viva Hitler”, era il seguente: “1, 10, 100, 1000 Occorsio”. Vittorio Occorsio, anch’egli giudice protagonista della lotta contro il terrorismo nero, era stato ucciso appena due giorni prima in un agguato. Nel 1993 è stato condannato a pagare una multa di 750.000 lire per violenza privata su un minore in relazione ad un episodio risalente al 1991, quando aveva trattenuto per un braccio un venditore ambulante marocchino, illegalmente in Italia, di 12 anni per consegnarlo ai carabinieri. Il 1º luglio 2000 Borghezio viene ritenuto responsabile insieme ad altri sette leghisti dell’incendio scoppiato presso i pagliericci di alcuni immigrati che dormivano sotto il ponte Principessa Clotilde a Torino. Per questo gesto verrà rinviato a giudizio e condannato in via definitiva dalla Cassazione nel luglio 2005 a due mesi e venti giorni di reclusione, commutati poi in una multa di 3.040 euro per concorso nel reato di danneggiamento seguito da incendio.
Aldo Patriciello (UDC): condannato definitivamente in Cassazione a quattro mesi per un finanziamento illecito: all’inizio degli anni ‘90 diede 16 milioni di lire a un politico amico. Indagato inoltre nell’inchiesta “Piedi di argilla” per frode in pubbliche forniture, truffa e falso ideologico nonchè condannato nel giugno 2010 è a 1 anno e 6 mesi di reclusione dal Tribunale di Campobasso per malversazioni di fondi pubblici e reati urbanistici. Chiese l’immunità parlamentare ma fu (incredibilmente) negata dalla Camera.

News tratte da http://carloruberto.blogspot.com/

Questa gente qui risiede nel nostro Parlamento e parla di Lotta alla Legalità!

E’ ora di fare pulizia…
Woodstock 5 stelle - Io ci sarò

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