In questi giorni circola in rete via mail, via web e via Facebook un appello pronto per essere condiviso per bloccare il massacro di Delfini nelle Isole Faroer, premetto subito che questo articolo NON afferma che l’appello che circola è una bufala, non prende le difese degli abitanti delle isole Faroer e non vuole fare polemica, ma vuole semplicemente presentare i fatti in modo da consentire una valutazione più obiettiva rispetto a quella fornita dal testo ingannevole dell’appello. Purtroppo oggi in rete le persone approvano articoli e condividono appelli senza nemmeno informarsi e leggere… un pò come in TV quando danno notizie false e fuorvianti e chi le ascolta non si informa ma le prende per buone…

Le immagini sono sì terrificanti… per il fatto che il mare diventa in pochi attimi completamente color rosso sangue…
L’essenza dell’appello è vera, ma come capita spesso insieme ai fatti autentici, c’è una pericolosa miscela di falsità.
Le isole si chiamano Isole Fær Øer e non Faroe, come dice l’appello. In effetti nelle isole viene effettuata una caccia ai globicefali, cetacei della famiglia dei delfinidi, ma che delfini non sono, bensì balene, nella quale gli animali vengono radunati e spinti a riva per poi essere uccisi allo scopo di ricavarne cibo e materie prime di ogni genere.

Quello che l’appello non dice è che le Isole Fær Øer si autogovernano, pur essendo parte della Danimarca, e quindi è inutile reclamare presso il governo danese. Il parlamento danese approvò un regime di ampia autonomia, detto anche Home Rule, entrato in vigore nel 1948. Le isole Fær Øer cessarono così di essere considerate una dipendenza della Danimarca, ottennero un ampio controllo sui propri affari ed un sostegno economico annuale non irrilevante dalla Danimarca. In seguito al Trattato di Famjin del 29 marzo 2005 stipulato tra la Danimarca e le isole Fær Øer, le isole Fær Øer acquisiscono una sempre maggiore autonomia nel campo della Politica Estera e della Sicurezza.

L’economia delle isole Fær Øer si basa solo ed esclusivamente sulla pesca, senza la quale gli abitanti delle isole non riuscirebbero a sopravvivere… basta guardare sulla cartina dove si trovano per capire il perchè vivano solo ed esclusivamente di pesca.
Gli abitanti prendono particolari precauzioni per ridurre le sofferenze dei cetacei (che, sia chiaro, non voglio sminuire), e che paradossalmente sono proprio queste precauzioni a rendere così forti le immagini che accompagnano l’appello: l’uccisione è infatti strettamente regolamentata (il regolamento è qui, in inglese). Sono vietati fiocine ed arpioni, e i cetacei vengono uccisi tranciando la spina dorsale. Questo produce la morte entro 30 secondi di media, in linea quindi con la macellazione bovina e suina diffusa in Europa, ma ha anche l’effetto di tranciare le principali arterie dell’animale e quindi causare la dispersione di grandissime quantità di sangue che tingono drammaticamente di rosso le acque dei fiordi.
Il numero di animali uccisi annualmente in questo modo è intorno al migliaio, e va chiarito che i globicefali non sono una specie di cetaceo a rischio d’estinzione, l’appello dice che sono Delfini Calderon, ma invece sono Balene dalla Pinna Lunga!
L’appello dice inoltre il falso quando afferma che la strage viene effettuata per “dimostrare di aver raggiunto l’età adulta”. La pesca di queste balene, infatti, è un’attivita praticata da secoli dall’intera comunità degli abitanti, che si suddividono i suoi prodotti, quindi se ne cibano… non è un rito tribale delle Isole!!!!

Voglio fare una considerazione che a mio modo di vedere, non è di poca importanza. Il numero di questa strage che tutti condividono e che vogliono fermare ( è giusto farlo, anche a mio modo di vedere) è numericamente insignificante in confronto alla strage di cavalli, mucche, maiali e pollame che avviene in Europa e nel mondo senza che per questo si scatenino catene di sant’Antonio come questa. Ma, si sa, è più facile condannare quello che fanno gli altri che riflettere su quello che avviene in casa propria. Soprattutto se in casa propria la strage avviene di nascosto, lontano dalle fotocamere, mentre gli altri la fanno alla luce del sole. Io la chiamo Ipocrisia… e voi?
Se volete lo stesso divulgare questo appello, che nasconde grandi falsità e solo delle immagini sicuramente scioccanti… visto il rosso sangue che fanno vedere… sicuramente sarebbe meglio farlo circolare accompagnato da informazioni corrette.
Ebbene, ora arriva il bello… Se volete divulgare e condividere, fatelo anche con queste informazioni…: la carne dei globicefali contiene molto mercurio, PCB (difenili policlorurati) e altre sostanze tossiche, per cui il ministro della salute delle Faroer ne sconsiglia il consumo più di una volta al mese.
Alla fine… sarà proprio l’inquinamento, anziché l’attivismo ecologista non obiettivo, a contribuire alla scomparsa di quest’usanza. Forse è proprio su questo che bisognerebbe lottare… l’inquinamento dei cetacei da mercurio, non credete?




so’ sempre pezzi de merda che devono mori’
mah…anche se ci sono informazioni non correttamente veicolate si tratta lo stesso di immagini forti che suscitano sgomento e che vanno fermate….come appunto si legge sopra sono secoli che questi tizi pescano; è arrivato il momento che si modernizzino e cambino genere di pesca, magari allevano qualcosa a livello industriale…quanto meno sta carneficina cessi
Beh luis, sono parzialmente d’accordo con te… vediamo un attimo di capirci… che le immagini siano forti, nè un dato di fatto… come d’altronde sono forti le immagini di un macello in qualsiasi regione italiana dove ammazzano maiali, bovini e altri animali che poi mangiamo… hai mai provato a stare vicino ai macelli quando ammazzano ovini e bovini e sentire le urla di questi animali? E il tutto avviene in Italia, da noi… un paese “modernizzato”. Solo che la cosa avviene al chiuso… se le immagini delle balene fossero al chiuso nessuno le vedrebbe e non si griderebbe allo scandalo. Inoltre luis questi tizi pescano da decenni perchè non possono fare altro…. la loro economia di basa principalmente sulla pesca… dai un occhio al clima annuo delle isole faroer e guarda cosa potrebbero mangiare… praticamente nulla!! Non è questione di modernità… ma di condizioni climatiche avverse a qualsiasi altra alimentazione. Hai citato l’allevamento a livello industriale…. beh… non credo sia tanto diverso dalla mattanza di balene all’aperto…. solo che avviene al chiuso. Sinceramente non capisco la differenza…. all’aperto vedere il sangue no, ma al chiuso tutto è concesso? Ripeto.. io sono contrario alle mattanze per turismo, al palio di Siena, ad altre corse, alle corride….. è su questo che dobbiamo lottare… tutto il resto mi sembra semplice e buono opportunismo senza senso…. semplice e buona ipocrisia ambientalista!
Il problema è che siamo i troppi sulla terra e si uccidono tanto animali per mangiare se tutto fosse ridimensionato sarebbe normale , la terra ci fa vivere ma il problema e che siamo in troppi e continuiamo a crescere. L’estinzione dell’uomo e già scritta ne destino di questo stupido animale ingordo!
Si è vero, siamo in troppi… e consumiamo come in pochi… basta solo rendersene conto…
A prescindere dal fatto che non condivido neanche la strage che avviene da noi, ma resta il fatto che degli animali vengano uccisi.
Capisco che in media si abbia bisogno di proteine animali ( ma anche qui è da vedere ), ma nonostante tutto non approvo affatto, come non approvo la strage di balene, o di squali per le loro pinne, come di bovini od ovini e in genere qualsiasi animale.
Certo,guardando alla natura dove uno è predatore e l’altro preda, anche qui potremmo dire altrettanto; una sola differenza: il predatore uccide quanto basta per sfamarsi. Non venitemi a dire che tale mattanza è frutto solo della fame.