Voglio ricordarmela così Ustica…



un posto meraviglioso, dove tutto sembra si sia fermato… dove ritornerei volentieri…
perchè poi in fondo, molti conoscono Ustica solo per questa immagine qui sotto, ed è davvero un peccato…

e non va bene… perchè questo con Ustica non ha nulla a che vedere! Chi volessere vedere e conoscere Ustica come realmente è… un paradiso siciliano nel Mar Tirreno, vi invito a vedere queste immagini!
A 30Anni dal disastro…
“Perchè chi sapeva è stato zitto? Perchè chi poteva scoprire non s’è mosso? Perchè questa verità era così inconfessabile da richiedere il silenzio, l’omertà, l’occultamento delle prove? C’era la guerra quella notte del 27 giugno 1980. C’erano 69 adulti e 12 bambini che tornavano a casa, che andavano in vacanza, che leggevano il giornale, che giocavano con una bambola. Quelli che sapevano hanno deciso che i cittadini, la gente, noi, non dovevamo sapere: hanno manomesso le registrazioni, cancellato i tracciati radar, bruciato i registri; hanno inventato esercitazioni che non erano mai avvenute, intimidito i giudici, colpevolizzato i periti e poi hanno fatto la cosa più grave di tutte: hanno costretto i deboli a partecipare alla menzogna, trasformando l’onesta in viltà… Perchè?”
E’ la scena finale del film “il Muro di Gomma” diretto da Marco Risi, dedicato alla strage di Ustica. L’attore fiorentino Corso Salani, morto pochi giorni fa per un malore improvviso a soli 48 anni, interpretava il ruolo di Rocco, giornalista del Corriere della Sera impegnato in una coraggiosa indagine, tra le testimonianze strazianti di famiglie distrutte per tanti innocenti precipitati negli abissi marini e i silenzi, i misteri, le menzogne dei Servizi segreti, dei vertici militati, degli apparati dello Stato, di politici evasivi preoccupati che la ricerca della verità potesse mettere a repentaglio le relazioni diplomatiche con altri Paesi.
A 30 anni di distanza l’inchiesta è ancora aperta. Quel muro di gomma non è stato ancora squarciato eppure, come ci ha spiegato Purgatori “sappiamo dei livelli di copertura ai vertici di alcune istituzioni importanti dello Stato come, per esempio, l’Aeronautica Militare”. Come lo sappiamo? Grazie alle intercettazioni, quello strumento di indagine che una vergognosa Legge di Stato vorrebbe proibire. Se allora questa Legge fosse stata in vigore di quel silenzio, di quell’omertà, di quegli occultamenti di prove non sapremmo niente.
“Vergogna di Stato” titolava coraggiosamente il Corriere della Sera. Un titolo che oggi 27 giugno 2010 avremmo voluto rileggere sul principale quotidiano italiano. La vergogna di una strage senza colpevoli a trent’anni di distanza. E di un governo che vuole impedire per Legge la ricerca della verità.
Info e News: http://www.articolo21.org
Chi è Sandro Marcucci?
Sandro Marcucci era un ex colonnello dell’Ami. In questo video la sua voce. Con Mario Ciancarella ex capitano dell’Ami, aveva svolto un lavoro d’indagine sulla strage di Ustica , dopo che il maresciallo Dettori aveva detto al telefono a Ciancarella “Siamo stati noi ad abbattere il Dc9 Itavia.” E poi successivamente: “Si guardi gli orari degli atterraggi e i missili a guida radar e a testata inerte”. Le direttive militari che abbiamo trovato confermano quanto fossero preziosi quegli indizi dati da Dettori a Ciancarella per scoprire se un giorno lo si vorrà veramente le eventuali e precise responsabilità politico-militari della Strage di Ustica quella sera del 27 Giugno 1980. Sandro Marcucci aveva trovato due testimoni, entrambi militari a Pratica di mare, che avrebbero testimoniato al giudice che il Mig libico caduto sulla Sila era partito da Pratica di Mare. Aveva tenuto per sè i nomi dei testimoni, li avrebbe rivelati solo a Priore, se non fosse che il 2 febbraio 1992, già dimessosi dall’Ami e lavorando per la regione Toscana, rimane vittima in uno strano incidente aereo. I due testimoni di Marcucci temiamo fossero Licio Giorgieri, ucciso nel 1987 da “terroristi rossi” (aveva chiesto la scorta ma gli è stata negata) e Angelo Carfagna (suicida nel 1996, ma con molti dubbi sulla dinamica del volo che fece dalla finestra).
Perchè strano l’incidente? L’inchiesta concluse che fu un incidente aereo causato dal vento e dallo stesso Sandro Marcucci che avrebbe volato sotto quota 500 piedi di atitudine (regole vfr) senza poterlo fare. Quanto al vento tutti i testimoni negano che ci fosse vento quella domenica, ma esso compare, non si sa perchè, nelle conclusioni dell’inchiesta. Quanto al fatto che Marcucci non potesse volare in sicurezza sotto i 500 piedi per la specifica missione di avvistamento incendi basta leggersi la documentazione sul “sitema maffs”…
Sotto i 500 piedi (tenuto conto del più alto ostacolo a terra) Marcucci poteva volare e volò secondo la legge.
Sandro Marcucci era anche carbonizzato. La commissione d’inchiesta concluse che l’incendio s’era sviluppato dopo l’impatto del piper al suolo. Anche questo è sbagliato.
Cosa dice chi fa un esame del corpo di marcucci?
Quest’uomo non è bruciato di benzina (avio ndr).
L’inchiesta viene conclusa senza nemmeno ascoltarlo. Questo tecnico dell’obitorio aveva anche trovato due schegge nel torace di Marcucci e aveva esclamato alla presenza di Ciancarella: “Perdio! Gli è esploso addosso qualcosa”.
Ustica non è stato un incidente, come spiegato nell’intervista del magistrato Roberto Priore. E i morti sono stati ben più delle ottantuno persone a bordo. I testimoni dell’esplosione a terra e in volo sono tutti scomparsi in un incidente o suicidi.
“Si parla della tragedia di Ustica, di per sè una cosa immane, per le vittime e per i famigliari, ma non degli altri morti ad essa collegati. Mi riferisco ai vari “suicidi”di persone che hanno avuto a che fare con la vicenda. Per esempio il “suicidio” del sottufficiale alla postazione radar di Poggio Ballone, che ha visto tutto, e ha testimoniato come si sono svolte le cose. Improvvisamente, senza alcun messaggio, si è “suicidato”. Il fatto ancora più grave è la morte in un “incidente aereo” dell’ufficiale Marcucci di Latina, tra l’altro un carissimo amico, avvenuta nel cielo di Latina. Era di servizio non ricordo a quale radar e anche lui aveva visto tutto. La cosa fu archiviata come incidente aereo sia nell’inchiesta civile che militare. Poichè i familiari non si sono fermati, facendo fare delle indagini hanno scoperto che “l’incidente” era dovuto ad un’esplosione a bordo di un ordigno a base di fosforo. Questo l’ho visto in un bel servizio della Mafai in un programma fatto dopo aver lasciato “Chi l’ha visto?”. Questi episodi sono a mia conoscenza,ma quanti altri ci sono? Il mio pensiero va oltre le ottantuno vittime. Grazie” Enrico Pietrelli, tratto da BeppeGrillo.it
Ustica… per non dimenticare…




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