Una piccola premessa, prima di parlare della notizia di oggi…

Io ci credo, credo a Formigoni e a Zaia (che si mettano però d’accordo con il loro padrone), e a tutti quelli che sostengono che in italia la produzione di energia è soddisfacente al nostro fabbisogno, senza dover installare alcuna centrale nucleare.
Chi non l’ha ancora fatto, provi a prendere l’ultima bolletta dell’Enel e la scorpori. Scoprirà quanti soldi regaliamo a questi loggisti dell’energia e quanto invece dovremmo pagare per il nostro effettivo consumo…
Pensate che in Sicilia ci sono aziende che hanno 200 persone a casa, in cassa integrazione, perché la regione blocca l’eolico, e come questo… moltissimi altri casi… in Italia in questo periodo di crisi terribile riusciamo a far chiudere anche quel poco di lavoro che potremmo avere. E questo continua… in Austria un paese di 4mila abitanti nemmeno un kw/h viene dal petrolio o dal nucleare, tutti da legno di querce e faggi… da foreste, legno triturato… un centro commerciale e 4000 abitanti sono accesi da un gassificatore alimentato a legna… incredibile!! Questo è un piano energetico intelligente, pensato per i cittadini… questo è pensare per l’ambiente, questo è anche fare politica… avere un piano energetico intelligente! Anni luce dalla gestione energetica italiana…
Gli alberi quando sono in vita assorbono la CO2 e quando bruciano liberano la stessa Co2 che hanno assimilato in vita… il ciclo, senza entrare nei dettagli, è grosso modo pari, no Effetto Serra! Inquinamento di Co2 abbattuto del 98% e il paese è più ricco, posti di lavoro, ricchezza e soldi… il 25% della popolazione lavora per alimentare essa stessa. Penate che non sia fattibile? Che sia fantascienza? Molti paesi nel mondo lo stanno già facendo! Quanti paese si potrebbero alimentare così in Italia, quanti paesini, quanti Comuni, Enti Locali? Non li voglio contare… e invece noi abbiamo la Moratti che fa “i blocchi del traffico farsa” a Milano… sarebbe da mandare a casa domani mattina, lei e tutti i suoi consiglieri… totalmente incapaci… stanno avvelenando Milano con un piano del traffico ed energetico che non esiste. L’Italia un paese destinato alla bancarotta anche per questi motivi…
Il CIP6 che noi paghiamo con la bolletta dell’Enel, fino al 2020 serve per finanziare gli assimilati e lo sapete chi prende i soldi? Soldi nostri? Il signor Moratti, noi paghiamo gli stipendi a Mourinho e le follie del calcio italiano… gli scudetti dell’Inter sono scudetti nostri! Marchionne dice continuamente, ogni tanto, in preda al delirio più totale, di prendere finanziamenti dallo stato, chiedetegli quanto prende dal CIP6!!! Il CIP6 è la solita truffa italiana….
In Italia abbiamo 201mila 410 ettari anno che annualmente possiamo utilizzare per creare energia elettrica… dati tratti da una Ricerca dell’università Agraria di Viterbo. Il valore della Basilicata, esempio, sono 4milioni di euro all’anno che entrerebbero così senza nulla nel settore. E poi sentiamo parlare Tremonti alla TV del nulla!! In Italia se utilizzassimo gli alberi potremmo risparmiare 73milardi di co2…. queste cose a me… FANNO INCAZZARE!!!
In Germania stanno uscendo dal nucleare, hanno fatto una legge chiamata proprio: Uscita dal Nucleare! perché il nucleare è totalmente fallimentare, sotto ogni punto di vista lo si esamini! Informatevi prima di bere come degli ebeti parole senza senso dette in TV dai nostri Fantasmagorici politici!!
In Italia vogliono rifilarci il nucleare, senza il nostro consenso… sono pericolosi questi signori qui.

Oltre alla Germania, ci sono anche la spagna, il belgio, l’Olanda…
E invece in Italia si è deciso di tornare al Nuclare… ci stanno mandando in bancarotta questi signore qui…. pensateci bene alle prossime elezioni, pensateci bene, al vostro bene, invece di bere cazzate dette in TV come l’ultima barzelletta di Testa D’Asfalto: Noi siamo il paese più ricco d’europa! Ci sono i Tedeschi, gli Inglesi, gli Olandesi, i Danesi, gli Svedesi, i Norvegesi e i Finlandesi che non hanno ancora smesso di ridere…
E ora alla Notizia, che credo forse abbiate letto solo su Internet! Perchè quando c’è da dire SI al Nucleare, tutti i giornalisti accorrono ad intervistare il primo politico SparaBoiate, quando la Corte Costituzionale emette una sentenza a favore dei cittadini, i giornalisti chissà dove sono…. tutti latitanti…
Era stato il fiore all’occhiello del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e dell’ex ministro per lo Sviluppo Economico Claudio Scajola, ricordate Scajola? Quello che fece una conferenza stampa dove parlò solo lui dicendo che non sa chi gli ha comprato la casa!! Meglio del nostro miglior Luttazzi!
Il percorso intrapreso non sembrava ammettere sbandate, deviazioni o rallentamenti: il ritorno dell’energia nucleare in Italia era un obiettivo primario ed imprescindibile dell’agenda di governo…

Tre giorni fa la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della sentenza numero 215 del 9 giugno 2010, con la quale la Corte Costituzionale ha decretato un vero e proprio stop alla corsa all’atomo del governo italiano.
La legge incriminata è la numero 102, del 3 agosto 2009, conversione del decreto-legge numero 78.
Con essa, all’articolo 4, il governo apriva alle procedure d’urgenza per la costruzione di nuove infrastrutture per la produzione di energia elettrica, da leggersi più comunemente come “nuove centrali nucleari”.
Il governo aveva piena potestà esclusiva in materia di trasmissione e distribuzione e competenza congiunta con le regioni per quanto concerne la produzione e, quindi, la collocazione dei nuovi impianti.
Le nuove centrali rientravano in un piano di urgenza “in riferimento allo sviluppo socio-economico” (non a caso la legge in questione è il famoso “pacchetto anti-crisi”) e si stabiliva la loro edificazione per mezzo di capitali “prevalentemente o interamente privati”.
Ai fini di attuazione, il governo istituiva la figura di uno o più Commissari straordinari del governo, con poteri esclusivi e totali in tema di nuovi impianti energetici, al punto tale da poter scavalcare tutti gli enti coinvolti (a partire dai comuni e dalle regioni) per la scelta delle nuove sedi nucleari nazionali. Uno Scandalo Legalizzato che avrebbe aperto enormi ricorsi e diatribe tra Stato e Enti Locali.
Sono stati proprio il mix tra “ragione d’urgenza” ed “utilizzo di capitali privati” e la privazione dei poteri decisionali delle regioni in materia ad aver condotto la Corte Costituzionale a cassare l’intero articolo, nei commi che vanno dall’1 al 4.
Secondo quanto stabilito dalla suprema corte di giustizia italiana, “trattandosi di iniziative di rilievo strategico, ogni motivo d’urgenza dovrebbe comportare l’assunzione diretta, da parte dello Stato. Invece la disposizione impugnata stabilisce che gli interventi da essa previsti debbano essere realizzati con capitale interamente o prevalentemente privato, che per sua natura è aleatorio, sia quanto all’an che al quantum”.
Inoltre, per quanto concerne la depotenziazione delle regioni in materia, la Corte Costituzionale afferma che “se le presunte ragioni dell’urgenza non sono tali da rendere certo che sia lo stesso Stato, per esigenze di esercizio unitario, a doversi occupare dell’esecuzione immediata delle opere, non c’è motivo di sottrarre alle Regioni la competenza nella realizzazione degli interventi”.
E conclude deliberando che “i canoni di pertinenza e proporzionalità richiesti dalla giurisprudenza costituzionale al fine di riconoscere la legittimità di previsioni legislative che attraggano in capo allo Stato funzioni di competenza delle Regioni non sono stati, quindi, rispettati”.
Quanto stabilito dalla Consulta, ancora una volta nel silenzio quasi tombale della stampa nazionale, apre ad una vera e propria svolta in termini energetici e ostruisce, di fatto e sin da adesso, un percorso accelerato verso la creazione di nuove centrali nucleari.
Le procedure d’urgenza, che consentirebbero nell’ordine di 10-15 anni, di avere energia nucleare operativa in Italia, confliggono con la necessità imprescindibile del governo di attribuire i costi di produzione degli impianti ai singoli privati. E l’automatico decadimento delle ragioni d’urgenza, ipso facto, determinano il ripristino automatico della facoltà degli enti locali, ed in particolar modo delle regioni, di appoggiare o rigettare integralmente le scelte operative e territoriali dell’esecutivo nazionale.
Il nucleare italiano è ad un passo dalla morte prima ancora della sua nascita. La battaglia dei governatori Vendola, Errani e Lorenzetti contro il nucleare italiano sembra aver portato ad una prima insperata vittoria.
News tratte da: http://alessandrotauro.blogspot.com




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