Continua il mio mini Dossier sulla MareNera, è passato quasi un mese dall’esplosione della Deepwater Horizon e a nulla sono valsi i tentativi per arginare la marea nera: il pozzo non è ancora stato chiuso e il petrolio inizia ad arrivare sulle coste.
I miei post precedenti sull’accaduto…
Guardate la MareaNera quando ha toccato le coste… GreenPeace ha fotografato una spiaggia ricoperta da uno strato di catrame denso e viscoso nell’area di South Pass, in Louisiana, vicino alla foce del fiume Missisipi.

Recenti stime confermano che la reale fuoruscita di petrolio sia di ben dieci volte più grande di quanto dichiarato da BP: ecco perché si cerca di nascondere agli occhi dell’opinione pubblica l’entità di questo disastro.
Ecco nel video la falla a 1500 metri di profondità…
È ora che i governi abbandonino il cammino delle energie fossili e investano con decisione in energie rinnovabili.
Ora il petrolio è arrivato a terra e a nulla sono valsi i tentativi per arginarlo. È passato più di un mese e il pozzo non è ancora stato chiuso. Il rischio delle perforazioni petrolifere offshore è troppo alto per l’ambiente e per le popolazioni.
La quantità di petrolio è molto maggiore di 5.000 barili. Secondo i maggiori esperti stiamo parlando di qualcosa come 70.000 barili al giorno, vale a dire 12 volte tanto. Se parlavamo di disastro, adesso parliamo di ecatombe.
Simili responsabilità andrebbero punite come crimini contro l’umanità. Pagare i danni è il minimo!!
Una compagnia che per incuria, risparmio o anche solo per mancanza di applicazione delle corrette misure di sicurezza mette a rischio il futuro del pianeta dovrebbe essere semplicemente chiusa d’autorità e per sempre. E i suoi quadri dirigenti incarcerati a vita in isolamento. Tutto questo sicuramente è lontano dalla realtà… E intantole coste della Louisiana!!
Ecco ancora alcune immagini di Greenpeace sulla costa della Louisiana, prima di essere stati allontanati…


News e Foto tratte da: http://www.flickr.com/photos/greenpeace_italia




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