
Siamo ancora qui a parlare dell’Afghanistan… siamo ancora qui a celebrare morti in guerra! Basta!! Basta con tutti i messaggi, i blog, le notizie, i cordogli, lo stare vicino alle famiglie, l’ipocrisia dilagante su Facebook per i nostri militari morti, commenti a più non posso, gruppi condivisi, forum tematici… basta! Portiamoli a casa, vogliamo la Pace. E’ questo, quello che bisogno chiedere a gran voce… La Pace!! Altrimenti tutte le volte siamo sempre qui a scrivere, commentare, fare le condoglienze e stare vicino alle famiglie. Basta con questa ipocrisia dilagante… la risposta è solo una: PACE! Italiani a Casa e via dall’Afghanistan! E’ questo, quello che bisogna chiedere. Io sto vicino a tutti i soldati, che andando in guerra fanno il loro lavoro, in guerra si rischia di morire… è guerra!! Come in egual misura sono vicino a tutte le morti bianche quotidiane… muoiono più italiani in Italia sul lavoro che militari in Afghanistan! La Guerra è in casa nostra, sui posti di lavoro… Ritiriamo i nostri soldati e combattiamo la nostra guerra contro le Morti Bianche! E’ questo che dobbiamo gridare a gran voce! Se mi muore un fratello in guerra e uno a lavoro la mattina, non vedo nessuna differenza, devo combattere entrambe. In guerra si muore, sul lavoro non si dovrebbe morire, in un paese civile!! E’ questo lo schifo, la vergogna, l’ipocrisia della nostra società!
Costituzione Italiana, Arti. 11
L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.
http://www.governo.it/governo/costituzione/principi.html
Leggetevela prima di parlare, commentare… abbiamo una classe politica guerrafondaia! Se ne frega dell’art. 11. Dobbiamo indignarci di questo!!!
Ma sentite cosa dice questo… sentite…
Dice: “il ritiro forse nel 2013″ Domani, invece di indignarvi, di portare rispetto alle famiglie, dovete andare sotto il Parlamento e gridare a gran voce: VIA SUBITO DALL’AFGHANISTAN! Così si porta rispetto alle vittime!
Nessuno conosce la ragione della nostra presenza in Afghanistan tranne il Governo. I ministri sono fieri delle truppe italiane e si commuovono quando un soldato muore. Per questo i figli dei ministri dovrebbero essere loro lì, a Kabul, in prima linea, per rispetto dei padri.
“Ho ascoltato le emozionantissime parole piene di tristezza piene di onore, di inmacolata fierezza Piene di orgoglio, di sincerità italianissima dal ministro della guerra oggi, quasi ho aspettato invano che dicesse: “Verrano sostituiti loro posti da mio figlio e il figlio di Bossi”. dice così Eduardo Dumas, da Milano sul Blog di BeppeGrillo.it

Le due vittime cadute nell’agguato sono il sergente Massimiliano Ramadù, 33 anni, di Velletri, in provincia di Roma e il caporalmaggiore Luigi Pascazio, 25 anni, della provincia di Bari. La soldatessa ferita è Cristina Buonacucina, caporale del 32.esimo reggimento Genio “Taurinense”, originaria di Foligno. Il secondo militare ferito è Gianfranco Scirè, 28 anni, di Casteldaccia, un comune in provincia di Palermo. I quattro, tutti della Brigata Taurinense, erano a bordo di un blindato Lince posizionato in testa a una fila di altri mezzi di varie nazionalità diretti verso nord a Bala Murghab. Alle 9.15 ora locale sotto di loro è esploso un ordigno.
La guerra in Afghanistan continua a mietere vittime, anche italiane. Quella che il nostro governo si ostina a giustificare come azione di pace altro non è che una guerriglia a intermittenza, in cui gruppi di talebani e bombe a orologeria si insidiano in un paese occupato ormai da nove anni.
Il ministro Roberto Calderoli che ha dichiarato: “Abbiamo spesso espresso perplessità sulla possibilità di esportare la democrazia, ma ogni decisione deve essere presa insieme agli altri a livello internazionale. Bisogna verificare se questi sacrifici servono a qualcosa”.
Esportare la Democrazia????? Verificare che questi sacrifici servano a qualcosa????
Il premier Silvio Berlusconi ribadisce granitico la necessità di rimanere a Kabul e dintorni. Peccato che proprio missione di pace non sia e che l’attacco in cui questa mattina sono caduti i nostri soldati sia dovuto all’offensiva dei narcotrafficanti affinché le forze straniere lascino libero il passaggio. Leggete Gianluca De Feo che su L’Espresso spiega la situazione: Dalla seconda metà di maggio Bala Murghab diventa uno dei posti più caldi del pianeta. Perché è lì che si combatte la battaglia dell’oppio. Metà dell’eroina prodotta in Afghanistan transita da quella zona per attraversare il confine occidentale e perdersi nelle Repubbliche asiatiche dell’Unione sovietica, dove viene raffinata per invadere i mercati europei. Da quella droga dipende la ricchezza di talebani e signori della guerra.
È proprio lungo la strada che collega Herat, la capitale del distretto occidentale affidato al comando italiano, a Bala Murghab che è avvenuto l’agguato di lunedì mattina. Un’imboscata preparata con cura: la carica di esplosivo è stata così potente da dilaniare il Lince, un veicolo progettato per resistere a questo tipo di ordigni. Gli attentatori sono riusciti a nascondere la bomba, sottraendola ai controlli incrociati che precedono le spedizioni dei nostri convogli.
News: http://cronacaeattualita.blogosfere.it
Vi riempiono di frottole per giustificare tutto questo….
Forse è ora di tornare a casa.

La morte, il dolore e il sangue scorrono tutti i giorni in Afghanistan ma a noi (ai nostri media, prima di tutto) fa impressione solo il sangue italiano. Ed è una vergogna che si aggiunge alla vergogna della guerra. Di questa guerra gli italiani non sanno quasi nulla. Qui in Italia, nelle retrovie della guerra, siamo sottoposti al ferreo regime della censura. Qui (come in nessun altro paese al mondo), dall’11 settembre 2001 è persino vietato chiamare le cose con il loro nome. L’espressione “guerra in Afghanistan” è bandita. Ma tutto questo non ci aiuta a capire cosa dobbiamo fare.
Ovviamente… Il dolore dei familiari dei soldati uccisi e l’angoscia di quelli feriti gravemente è anche il nostro. E’ un dolore forte che ci deve spingere a fare qualcosa in più per fermare e non continuare a combattere questa guerra. I nostri giovani soldati muoiono perché il governo continua a scaricare sui militari il compito di risolvere un problema che i militari non hanno nessuna possibilità di risolvere. Per questo il mostro della guerra continua da nove anni a fare stragi di vite umane, di legalità, di diritto e di diritti.
L’Italia deve uscire da questa guerra. Subito. Dobbiamo sostenere la società civile afgana che s’impegna per il rispetto dei diritti umani, la ricostruzione e la riconciliazione (la più importante leva della democrazia in Afghanistan). Dobbiamo aumentare decisamente gli interventi di cooperazione con l’obiettivo di rispondere ai bisogni vitali della popolazione. Ce lo hanno chiesto in questi giorni a Perugia anche Najla Ayubi coordinatrice dell’Afghan Woman Network e Abdul Khalil Narmgui, presidente di un’associazione di giornalisti afgani. Gridiamo a Gran Voce: Via dall’Afghanistan!!
News tratte da: http://www.perlapace.it




Non ci sono commenti
Non ci sono Commenti, sei il Primo!
You must log in to post a comment.