Nella mia prima parte - Un Mondo Nero, avevo spiegato che la cupola (non quella Siciliana, che forse avrebbe avuto più successo) avrebbe fallito perchè era come mettere un tappo su una bottiglia di Champagne in piena pressione, impossibile, almeno così dicevano molti esperti… e così è stato!

La marea nera continua ad avanzare… Il petrolio esce al ritmo di 750mila litri al giorno dal fondo del mare e ha raggiunto le coste dell’Alabama. La Bp ha quindi pensato di rivolgersi direttamente al pubblico, e ha aperto un sito per raccogliere consigli e suggerimenti (deepwaterhorizonresponse.com), in cui i suggerimenti arriveranno direttamente agli esperti riuniti dalla Bp. Bene, io un suggerimento lo avrei per una compagnia che sta soffocando un intero ecosistema e non sa come porre rimedio, ma me lo tengo per me, meglio!! L’essere umano saprà imparare da questa tragedia di proporzioni bibliche?
L’azienda petrolifera ha allestito anche un “numero verde”, prima che diventi nero pure quello…
La compagnia petrolifera prenderà in considerazione anche altre opzioni, per bloccare la quotidiana fuoriuscita di greggio. Una delle ipotesi allo studio è quella dell’uso di un “tappo” di gomma e di altri materiali per cercare di chiudere la falla. La polizia della Florida ha invece suggerito di mettere balle di fieno in acqua. Un piano audace in tre fasi: chiatte galleggianti al largo dei 50 chilometri di coste incontaminate, riempite con giganteschi rotoli di fieno e dotate di compressori per “sparare” nelle acque oleose il fieno.
Bp ha reso noto che la marea nera è già costata 350 milioni di dollari. Il gruppo petrolifero ha elencato in una nota tutti gli sforzi finora compiuti per contenere e contrastare la fuoriuscita di greggio dalla piattaforma danneggiata Deepwater Horizon. La holding britannica appena la scorsa settimana aveva valutato i danni della catastrofe in 6 milioni di dollari. .
Ma le grane per Bp non sono finite: il ministro della Giustizia americano, Eric Holder, ai microfoni della Abc ha annunciato di aver inviato alcuni rappresentanti del Dipartimento per accertare se ci siano stati errori nella condotta, atti illeciti, infrazioni o abusi di potere in merito alla fuga di petrolio e alla marea nera. Bp è già stata perseguita civilmente da diverse organizzazioni, soprattutto quelle attive nel turismo e nella pesca, quelle sulle quali gli effetti della marea nera si fanno sentire in modo più evidente. L’ammiraglio della Guarda costiera Thad Allen, che sta guidando le iniziative del governo americano nell’affrontare il disastro, definisce gli sforzi di Bp nel cercare di fermare la fuoriuscita di petrolio: “senza tregua”.
Circa 5.000 barili di petrolio al giorno – aggiunge Allen intervenendo sulla Cbs – si riversano nell’oceano, anche se fissare l’ammontare esatto è “al momento impossibile”. È stato calcolato che dal giorno dell’esplosione circa 12 milioni di litri di petrolio sono finiti nelle acque del Golfo.
Nel frattempo gli operai che la notte del 20 aprile lavoravano sulla piattaforma hanno rivelato ai media americani particolari finora non emersi. In base alle loro testimonianze, l’incidente sarebbe stato causato da una bolla di metano, formatasi per il cattivo funzionamento di una valvola di sicurezza. La prima esplosione ne ha innescate altre, finché l’intera piattaforma non ha preso fuoco. Gli operai hanno riferito di scene di panico, con la gente che si buttava in acqua in piena notte. Sulle cause dell’incidente sta indagando anche la Bp, che ha assicurato che ogni dettaglio sarà reso noto, ma solo al termine dell’indagine interna.
News: BlitzQuotidiano.it
E chi pagherà DAVVERO il conto? Il sistema assicurativo americano crollerà con un buco di centinaia di miliardi… un intera costa per centinaia di chilometri morirà per decenni… un disastro totale!! Ne vogliamo altri?
Non me ne intendo molto, ma un pochino mi sono documentato… ricordo chi doveva spegnere pozzi di petrolio in Iraq e Kuwait ai tempi della Guerra… impresa eroica! Imbrigliare un pozzo fuori controllo è una cosa seria già in superficie, figuriamoci negli abissi!!
Come si può leggere da questo articolo, su Petrolio, è stato proprio una piccola bolla di metano formata dall’intercettazione di un livello di clatrati a causare il botto. Ecco perchè la bottiglia di Champagne. La bolla nasce piccolina, certo, ma cresce, sia perchè intercetta il metano in soluzione nel petrolio, sia perchè risale. Tanto più risale tanto più si espande, tanto più si espande tanto più risale… A quella profondità ci sono 150 atmosfere di pressione. Non so se avete presente cosa siano 150 ATM! La bolla è arrivata in pochissimo tempo in superficie con decine di atmosfere di pressione, facendo schiantare una serie di valvole di intercettazione e poi IL BOTTO! Una volta stappata, la bottiglia di Champagne è quasi impossibile da richiudere. Qui il CEO della BP ci spiega il PianoB!! Il CEO della BP deve passare la vita a ripulire quello che la sua società ha devastato, questo deve fare!! E ora hanno paura, paura di non farcela.. Nessuna certezza e la BP, questa è la verità, è alla canna del gas. Sarà un giorno un esempio mondiale… un esempio mondiale che costerà caro…
News: Blogosfere
Forse ancora non si è capito bene quello che è successo in Louisiana… quello che il Petrolio sta combinando… Provo a farvelo capire meglio…
Finora non ero riuscito bene a rendermene davvero conto… anche perchè tra la spazzatura che vedete ai vari TG non ve ne rendete sicuramente conto… Voglio aiutarvi con questa pagina che usa Google Earth…
Quando ci siete, scrivete nello spazio il nome della città dove vivete o quella che preferite… L’applicazione vi mostrerà le dimensioni della marea di petrolio del Golfo del Messico rispetto a quelle della vostra città.
Guardate solo le immagini qui sotto… io ho messo Milano…


Ecco invece le immagini della marea nera su una superficie italiana come Milano:


Ora… capite cosa è successo in Louisiana? Pensate solo a cosa potrebbere succedere nel Mediterraneo…
Domani mattina quando prendete la macchina per andare a lavoro e magari vi fermate a riempirla di Benzina, un pò schifatevi!! Io lo sto facendo da giorni…
Finisco col dirvi che Google ha reso disponibile una pagina ricca di informazioni sulla devastante macchia di petrolio nel Golfo del Messico fuoriuscita dalla piattaforma Deepwater Horizon della BP. Sulla pagina sono presenti anche i link a diversi file KML che permettono di visualizzare l’evolversi dell’evento anche su Google Earth.
Ogin tanto fermiamoci un attimo… così… tanto per riflettere un pò…




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