Il centro chirurgico di Lashkar-gah
Gino Strada è il capo di Al Qaeda
E’ Gino Strada l’uomo a capo di molte operazioni che hanno fatto scorrere sangue in tutto il mondo, grazie a bisturi e punti di sutura…
Inizialmente pensavo: “non si sa nulla su questa vicenda, non ne parlo! ” Stasera ho cambiato idea… non commento sul Ministro degli Esteri Frattini, sulle sue dichiarazioni e sul “nulla”, ma come potrebbe essere altrimenti, del Governo Italiano. Non commento sulle dichiarazioni di Gasparri, che solo a guardarlo, è un uomo che si commenta da solo..
Ho dei pensieri…. scaturiti anche dopo aver letto qualche Blog, qualche post e qualche notizia in giro per la rete… Emergency forse credo che a volte debba intrattenere rapporti con personaggi immondi per operare in Afganistan e in altre parti del mondo, e – in linea di massima – fa bene, perché il loro obiettivo è più importante. Gino Strada non ha mai nascosto quello che pensa sui Taliban… Credo anche che… e non iniziamo a fare i soliti falsi moralisti del cazzo all’italiana… L’ospedale di Emergency curi degli assassini spietati senza poi consegnarli alle autorità afgane, per ragioni simili a quelle per cui ho considerato questa come la legge più indegna proposta dal Governo Berlusconi. Beh, fino ad ora, s’intende, ma si sa, al peggio non vi è mai fine!
Lì si è in guerra… in ogni senso… e non venitemi a raccontare la cosa con quelle stupide parole: “Missione di pace” e altre fesserie, perchè ne ho fin troppo per vomitare! Vogliamo dirlo o no a tutti gli Italiani che vi hanno votato, cari politici, che l’Italia è in guerra, violando l’ART. 11 della Costituzione Italiana?
Forse Emergency, per un bene più grande, ovvero curare le persone, si trovano a fare una cosa indegna: ovvero essere neutrali rispetto a idee, come quelle del fondamentalismo dei taliban, per cui qualunque persona con un abbozzato concetto di etica proverebbe repulsione. Il problema è che Strada non dice nulla di tutto ciò, e anzi rivendica la sua equidistanza, il suo non prendere parte, come un concetto onorevole. In questo modo a volte riesce a dare voce alle malelingue e a chi è in malafede verso Emergency. Non mi vergogno del pensare ciò… e nonostante ciò, io sto con Emergency!

Potrei leggere 1000 libri e vedere decine di documentari sull’Afganistan, ma non ne saprei ancora nulla…
In più di 30 anni il conflitto afgano ha causato un milione e mezzo di morti e quattro milioni di profughi.
Altre vittime sono causate dai combattimenti incessanti, dalla diffusa disponibilità di armi da fuoco e dalle mine antiuomo disseminate nel terreno.
Ai feriti di guerra si aggiungono le vittime di un’emergenza moderna: secondo stime non ufficiali ogni giorno cinque bambini vengono uccisi in incidenti stradali a Kabul e dintorni.
Denutrizione, scarso accesso ad acqua sicura, epidemie di tubercolosi e malaria non trovano risposte in un sistema sanitario nazionale allo stremo.
In Afganistan dal 1999, Emergency ha costruito un Centro chirurgico ad Anabah, un villaggio della valle del Panshir sotto il controllo del comandante Massud, capo dell’Alleanza del Nord.
Due anni dopo ha aperto un secondo Centro chirurgico nella Kabul governata dai taliban.
Nel 2003 ha costruito un ospedale a Lashkar-gah, nella provincia pashtun di Helmand, un’area priva di strutture per l’assistenza chirurgica specializzata.
Sempre nel 2003, ha aperto un Centro di maternità ad Anabah, in un’area con un tasso altissimo di mortalità materno-infantile.
In tutto il paese Emergency ha attivato una rete di 28 Posti di primo soccorso e Centri sanitari per garantire cure tempestive ai pazienti e il loro eventuale trasferimento in ospedale.
All’attività sanitaria si è presto affiancato l’impegno sociale: dal 2001 Emergency è stata impegnata in un programma di assistenza sanitaria ai detenuti delle maggiori carceri del paese e in un programma di integrazione lavorativa rivolto alle donne della valle del Panshir.
Da dicembre 1999, Emergency ha curato in Afganistan oltre 2.448.582 persone. Credo basti solo questo per stare con Emergency!

Tratto dal Blog di BeppeGrillo:
Gino Strada: “E’ una grossa montatura e credo che la ragione sia molto semplice: non si vuole far sapere ciò che avviene lì. Non a caso non c’è un solo giornalista che possa seguire le operazioni della più grande campagna della NATO - così l’hanno definita loro - degli ultimi decenni e si vuole togliere di mezzo un ospedale che è poi quello che riceve le vittime di quella campagna. E siccome per il 40% i feriti sono bambini, la cosa secca un po’, si preferisce cercare di far credere all’opinione pubblica che si è lì per portare la pace e la democrazia e che casomai si colpisce qualche pericolosissimo terrorista. Di un paio d’ore fa è la notizia di altri quattro civili uccisi dalle forze NATO e la notizia che le forze NATO sono state incriminate per le stragi di civili.Non è la prima volta che si cerca di fare queste operazioni contro l’ospedale di Emergency. Adesso oramai siamo alla vigilia della nuova, grande offensiva di primavera, che vuol dire altre stragi, altri morti, altri massacri e quindi si vuole togliere di mezzo quell’ospedale.
Blog: “Cosa si può fare per sostenere Emergency in queste ore?”
Gino Strada: “La prima cosa è firmare l’appello che c’è sul sito di Emergency, una raccolta firme giusto per esplicitare questa solidarietà, questo non credere da parte dei cittadini a queste accuse infamanti, a queste montature che mettono assieme varie spie, poliziotti, militari e criminali vari. E poi credo che presto dovremo mobilitarci. Noi stiamo già pensando a una grande mobilitazione su scala nazionale per il fine settimana, se la soluzione non dovesse venire prima.”
Finisco col consigliarvi una gran bella lettura, da fare tutta d’un fiato, cosa che viene anche spontanea una volta inizato il libro, per capire un pò, ma giusto un poco di più di quello che vi è in Afganistan…
Daniele Mastrogiacomo - I giorni della Paura
“Arriva Sayed, dice che tutto è pronto, ci aspettano. Faccio una telefonata, l’ennesimo tentativo di trovare un amico che lavora nell’ospadale di Emergency, l’unico presente a Lashkargah. Il cellulare è staccato. Sono sicuro che è in città, ma non riesco a contattarlo. Volevo passare anche da lui: mi avrebbe messo in guardia rispetto alla mia intervista. Chiama anche il collega di Panorama Giovanni Porzio. Mi dice che arriverà domani con un volo ONU da Kabul. Aggiunge: Ho sentito Gino Strada, è ancora in Sudan, a Karthum, Mi ha solo detto: fai attenzione, la città pullula di talebani”.
Sayed fu poi decapitato davanti agli occhi di Mastrogiacomo…
News: Emergency
Io Sto Con Emergency - Parte 2






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