
Giovanni Favia, nuovo consigliere Regionale dell’Emilia Romagna per il Movimento a 5 Stelle dice: “Non devono inseguire noi, devono inseguire le nostre idee.”
Aggiungo io: “Il problema è che non ce la fanno perchè sono troppo indietro, sono vecchi!”. Temono il Movimento a 5 Stelle, non hanno argomenti… se qualcuno del Movimento per caso andasse in TV come a 8 e mezzo dalla Gruber, li stendono… guardate questo video… Letta del PDmenoL che non ha argomenti e Bonaiuti, viscido come pochi, che da pure ragione a Bono, meravigliosi! Questa è gente che deve andare a casa, scaldapoltrone, stipendiata da noi, con le nostre tasse. Letta del PDmenoL non risponde alle domande e non ha argomenti politici se non dribblare le domande e parlare del nulla! Letta, i tuoi colleghi quando c’era da votare lo Scudo Fiscale in Parlamento e fare opposione, dov’erano? Compreso Bersani! E lui risponde di tutt’altro! Meraviglioso!!!
I consiglieri regionali uscenti dei PARTITI incassano liquidazioni di centinaia di migliaia di euro, meglio di Win For Life. In Lombardia, ad esempio, i consiglieri trombati riceveranno cifre fino a 455.000 euro. Soldi dei cittadini, soldi nostri, soldi delle nostre tasse, soldi tolti ai nostri servizi… I consiglieri del MoVimento 5 Stelle sono dipendenti al servizio dei cittadini. I due consiglieri piemontesi si sono ridotti lo stipendio a 2.500 euro netti. Davide Bono insieme a Fabrizio Biolè, l’altro consigliere a 5 stelle eletto in Piemonte, hanno subito un taglio di stipendio da 10.000 euro lordi a 2.500 netti al mese deciso dal Movimento 5 Stelle Piemonte che ritiene giusto adeguare i compensi dei politici, attualmente troppo alti. Davide Bono in un primo tempo aveva addirittura proposto una cifra inferiore quale stipendio giusto per un consigliere. La nostra risposta, considerato soprattutto che in Italia ci sono milioni di persone che lavorano con scrupolo e bene per cifre ben più basse ai 2.500, è stata: “Tieniti pure i tuoi 2500 e cerca di meritarteli tutti.” Cosa che senza dubbio farà in quanto costantemente sotto controllo da parte nostra (e dei cittadini) che ci siamo adoperati affinché venisse eletto e lo stesso faremo nei prossimi cinque anni per verificarne l’operato e per contribuire a mettere in pratica le proposte del nostro programma. Parole del MoVimento 5 Stelle Piemonte.
E allora, come dice Grillo in un suo post del 2 Aprile: “Se non puoi combattere le idee, diffama chi le diffonde. E’ una vecchia tecnica, diffusa nei regimi.”
Il giornale on line Il Tempo.it, ha pubblicato un articolo a firma di Fabrizio dell’Orefice dal titolo: “Grillo si piglia i soldi“, seguito da sottotitolo: “Ha combattuto il finanziamento pubblico, ora gli spettano due milioni. E Beppe si guarda bene dal gridare che li restituirà allo Stato“. Il giornalista affonda il colpo: “E ora? Che fa? Che fa Beppe Grillo? Se li piglia o no questi maledetti soldi pubblici? E già il comico genovese accederà al finanziamento pubblico ai partiti. … il movimento di Grillo che si chiama Cinque Stelle dovrebbe ottenere circa 1,7 milioni per la prossima legislatura (circa 340mila euro all’anno). E ora che fa? Riscuote l’assegno o lo restituisce?… Sui rimborsi elettorali va detto che è sempre stato piuttosto ambiguo. Beppe, per esempio, ha condotto campagne molto aggressive contro il finanziamento pubblico all’editoria. Battaglia che fu l’asse centrale del V-day seconda versione. Ma proprio sui fondi ai partiti o ai movimenti il leader del movimento anti-casta è sempre stato piuttosto vago. A tratti ambiguo. Non altrettanto i suoi… E adesso che faranno?”.
“E già”, come dice Fabrizio, che fine faranno i soldi pubblici dati al MoVimento 5 Stelle, tutti in donne e coca?
Beppe ha risposto subito a questa sottospecie di giornalismo…: “Voglio dare una risposta alla sua curiosità morbosa e, immagino, a quella del suo editore Domenico Bonifaci.” Leggete bene chi è Domenico Bonifaci!
Ha fatto inviare da uno studio legale al direttore del Tempo.it, Mario Sechi, una lettera con richiesta di rettifica, in cui spiega:
- fin dal 26 marzo 2010 - prima, quindi, delle recenti consultazioni elettorali regionali - sono state pubblicate sul blog di Beppe Grillo, in particolare all’indirizzo http://www.beppegrillo.it/2010/03/i_soldi_trasfor/index.html, le dichiarazioni autografe dei cinque candidati del MoVimento 5 Stelle attraverso le quali essi esprimono con estrema chiarezza la volontà di non riscuotere ed, anzi, di “lasciare allo Stato”, i cosiddetti rimborsi elettorali;
- il personale pensiero di Beppe Grillo è altrettanto chiaramente esposto nel messaggio postato al medesimo indirizzo lo stesso giorno;
- quest’ultimo, in ogni caso, non avendo preso parte alle recenti elezioni e non rivestendo alcun ruolo istituzionale all’interno del MoVimento 5 Stelle - men che meno rappresentativo dello stesso, dal momento che il MoVimento, come potrà ricavare dalla lettura delle regole che lo governano, pubblicate fin dalla sua prima apparizione, all’indirizzo http://www.beppegrillo.it/iniziative/movimentocinquestelle/Regolamento-Movimento-5-Stelle.pdf non rappresenta un soggetto giuridico distinto cui possano essere riconosciuti rimborsi di sorta - non avrebbe alcun titolo a ricevere i predetti contributi o, per usare le parole del Suo cronista, a “pigliarsi i soldi”.
I soldi li “pigliano” i partiti e i giornali che accedono ai contributi per l’editoria, non il MoVimento 5 Stelle.
Se non puoi combattere le idee, diffama chi le diffonde, ma sappi che in rete verrai automaticamente distrutto!
E Giovanni Favia, 7% in Emilia: Niente indennità e la linea si decide sul web
Hanno preso percentuali di voti strabilianti, ma sui giornali continuano ad essere ignorati: trattati come se fossero invisibili. Eppure in una città come Bologna per loro ha votato un elettore su dieci e un elettore giovane su cinque. Giovanni Favia il candidato che ha raccolto il 7% in Emilia Romagna è un ragazzo pacato, solido, sorprendente.
Il racconto del suo modo di fare politica - soldi, stile di vita, processi decisionali - lo fa apparire davvero “un marziano”.

Intervista da il Fatto Quotidiano del 2 aprile
La prima cosa che vuoi dire?
Che il nostro movimento, e lo abbiamo dimostrato anche in queste elezioni, non è il fan club di un comico.
Avete un leader carismatico, qualcuno vi dipinge come una piccola setta.
Balle. Beppe è il detonatore, noi cittadini siamo la dinamite.
Ma vi è mai capitato di dissentire da lui su qualcosa?
Certo. Alle elezioni amministrative lui voleva portare sul palco Sonia Alfano e Luigi De Magistris, candidati indipendenti nell’Italia dei Valori.
E voi no?
No, non ci sembrava giusto. Li abbiamo votati, e volentieri, ma renderli protagonisti della nostra manifestazione era qualcosa di più.
E come è andata a finire?
(Sorride). Bè, non sono saliti.
Come sei entrato nel movimento?
Come in un film. Mi sono trovato in un bar, dove c’erano quattro pazzi che discutevano di leggi popolari, ambiente, politica civica.
E cosa è successo?
Mi hanno conquistato. Ero imbranato, non sapevo mettere due parole in croce, non avevo mai parlato in pubblico. A giugno del 2008 venivo eletto in consiglio comunale.
C’è un trucco?
Nessuno. Il movimento per me è stato una palestra civica.
Chi ti ha designato come candidato?
Una assemblea pubblica con voto libero.
Il vostro movimento nasce su Internet con i famosi meet up.
(Sorride) Ormai quella è archeologia… Abbiamo predisposto un portale di democrazia partecipata in cui tutti gli aderenti hanno un codice e votano.
Chi si può iscrivere?
Tutti, se non hanno già una tessera di partito.
Ma così chiunque vi può infiltrare.
Al contrario: nei partiti con i soldi si possono comprare le tessere. Qui no. A Bologna, per esempio, bisogna partecipare ad almeno tre riunioni.
Quanto darai al movimento, del tuo stipendio da consigliere, quasi 10 mila euro?
Non funziona così, noi non paghiamo il pizzo al partito.
E come funziona?
Io sono al servizio dei cittadini. Presento al movimento un bilancio di quello che spendo, di quello che metto da parte, di quello che mi serve per le mie esigenze, e deve essere approvato: affitti,trasporti,spese particolari…Tutto il resto viene destinato alla politica.
Credi che ci riuscirai?
L’ho già fatto! Da consigliere comunale. E’ facile, nessun sacrificio.
E più o meno quanto ti serve per le tue esigenze personali?
Circa 1.400 euro.
Torna il salario operaio?
Noi ci consideriamo dipendenti degli elettori, siamo dei Co.co.co della politica.
Ma non è troppo poco?
Ma io non spendo quasi nulla! Stiamo camminando su di un sogno, l’eletto è un cuneo nelle istituzioni. Io avevo gli altri ragazzi che mi hanno sollevato da qualsiasi incombenza.
In che senso?
Sono stato dodici ore chiuso nel mio ufficio al gruppo, ma l’ho aperto al mondo. Ho fatto dodici mazzi di chiavi. Nei periodi di lavoro qualcuno cucinava a casa e mi portava da mangiare, e le ragazze mi lavavano le camicie e me le stiravano, perché io potessi concentrare il massimo del tempo alla rappresentanza. Tutti contribuiscono, tutti danno qualcosa.
Detto così sembrate un movimento maoista con l’ape regina e le api operaie…
Macché, non sai che litigate che si fanno! Sui problemi, però, non sui soldi o sui principi.
Il risultato di cui vai più orgoglioso?
La norma sulla trasparenza delle determinazioni dirigenziali. A Bologna, con un bilancio di 500 milioni di euro, non si sapeva dove finivano quei soldi e come. Tutte le consulenze, affidate in modo bipartisan, erano chiuse nei cassetti.
Quanto ci hai messo a fare approvare la proposta?
Mesi. Ma alla fine è stata votata all’unanimità.
Come deciderai le alleanze?
Deciderà la Rete.
E se ti chiedono di allearti con la destra?
(Ride) Conoscendo il popolo della Rete mi pare improbabile. Però in linea teorica è così.
Avete fatto perdere la sinistra?
Abbiamo recuperato voti che sarebbero andati persi. Piuttosto è la sinistra che si è persa, anche dove non c’eravamo noi.
Se ti chiamasse Errani, il neopresidente, e ti chiedesse quale assessorato vuoi, cosa risponderesti?
Noi non chiediamo poltrone. Vorremo che il Pd sposasse le nostre idee: rifiuti zero, efficienza energetica, e rigenerazione urbana. Delle carriere politiche non ci frega nulla.
Davvero?
Se ci danno queste cose noi scompariamo un minuto dopo.
Ditemi un politico che avete votato e che continuate a votare, che ha queste risposte e si riduce lo stipendio! Credo che non avrò risposte………




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