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Marzo 6, 2010

Una volta vi era una Democrazia in Italia, riprendiamocela!

Una volta vi era una democrazia in Italia…

Questa oggi la prima pagine de Il Fatto Quotidiano…

Approvato lo “scudo” che salva Formigoni e il Pdl del Lazio.  Tutta l’opposizione contro la grande truffa preparata da Berlusconi.

“Vi pare possibile che il PDL non possa esercitare il suo diritto di voto per cavilli burocratici? C’è stata la volontà di andare a cercare il pelo nell’uovo, a Roma poi… siamo al limite del lecito”… dice La Russa che è pure Ministro. Ed ecco che arriva la legge truffa… sentite sentite le parole del nostro Ministro… indecenza pura!

Il decreto legge interpretativo è un piccolo passo indietro per la legge italiana, ma un grande passo avanti per il PDL. La Russa “prontoatutto” si è detto convinto che si troverà una soluzione per riammettere il PDL alle elezioni regionali. E’ in gioco la democrazia. Gianni Agnelli diceva che le azioni non si contano, ma si pesano. Per Berlusconi le leggi non si applicano, ma si interpretano. Per gli amici e per gli amici degli amici innanzitutto. Ignazio ha tirato fuori il coniglio dalla cappella: “Non c’è nessuna norma che indichi dove fisicamente si debba entrare quando scadono i termini della consegna delle liste. Bene un decreto interpretativo potrebbe specificare che, entro quell’ora, basta trovarsi all’interno del palazzo ed è provato che a Roma, i presentatori della lista Pdl, erano dentro”. Un lampo di genio che apre orizzonti sconosciuti. Per qualunque atto pubblico non sarà più necessario presentare i documenti all’ufficio competente entro i termini di legge, ma dimostrare di essere all’interno dell’edificio, anche al cesso. Quando scappa, scappa.

Tratto da BeppeGrillo.it

E arriva pure l’intervento della Gelmini, che si sta impegnando da 2 anni a gettare il nostro paese nell’ignoranza totale, affossando la scuola pubblica… “Il dl approvato oggi non e’ assolutamente un golpe. Sono norme interpretative che chiariscono le disposizioni in materia e che io ritengo siano di buon senso”. “Il dl - sottolinea Gelmini - non contiene la riapertura dei termini, non contiene modifiche della legge, non contiene cambiamenti delle regole condivise. Si tratta semplicemente di un’interpretazione autentica della legge. Di Pietro dimentica che democrazia significa consentire a milioni di cittadini di votare. Molto piu’ grave invece sarebbe negare al popolo il diritto a esprimere liberamente la propria volonta’ a causa di cavilli o di formalismi burocratici”.  Gelmini, se solo tu sapessi cosa è la Democrazia… per non parlare poi della Costituzione…

Ma ancora… in questo video, sentite il bel messaggio che Lupi da ai cittadini… hanno fatto il buco e poi la toppa… e tutto questo, “dicono”,  per la democrazia!  Incredibile!!

Da questa notte l’Italia non è più, ufficialmente, una democrazia. Napolitano ha firmato il decreto della legge interpretativa del Governo che rende alcuni italiani più uguali degli altri. Le leggi d’ora in poi saranno interpretate, ogni volta che converrà a loro, da questi golpisti da barzelletta e, alla bisogna, interverrà un presidente della Repubblica che dovrebbe essere messo sotto impeachment per alto tradimento.
Napolitano ha firmato di notte, di fretta, mentre gli italiani dormivano (forse per una volta si vergognava anche lui).
Le liste elettorali senza firme, con firme non autenticate, liste neppure presentate, le liste porcata sono state interpretate, riverginate. Formigoni e Polverini sono stati riammessi. Una qualunque lista dell’opposizione con il più piccolo vizio di forma sarebbe stata respinta. Siamo in dittatura. Sembra strana questa parola detta all’inizio di una nuova primavera: “dittatura”.


La magistratura è fuori gioco. Il Parlamento è fuori gioco. Le leggi, anzi i decreti legge del Governo, sottratti alla discussione parlamentare, sono la norma. La firma di Morfeo Napolitano è sempre scontata. E ora, persino l’interpretazione delle leggi è soggetta a Berlusconi, è compito del Governo. Io Berlusconi, io La Russa, io Cicchitto, io Maroni, io Gasparri, io Napolitano… io sono io e voi, cari italiani, miei sudditi, non siete un cazzo. Io emano le leggi, le interpreto e regno.
I ragazzi del MoVimento 5 Stelle hanno raccolto firme per la strada, valide, autenticate per mesi durante questo gelido inverno. Senza un soldo di finanziamento, tutto di tasca loro. E sono stati ammessi in Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Campania. Formigoni e la Polverini se venissero eletti, non avrebbero nessuna legittimità e i primi a saperlo sono proprio loro. Nessuna legge regionale in Lombardia e nel Lazio potrebbe essere ritenuta valida dai cittadini. Il lombardo e il laziale a questo punto avranno il diritto sacrosanto di interpretare le leggi come cazzo gli pare.
Da oggi inizia una nuova Resistenza, l’Italia non è proprietà privata di questi scalzacani. Questa legge porcata in un certo senso è un bene. Ora è chiaro che il Paese si divide in golpisti e democratici. Noi e loro. La Grecia è vicina e forse ci darà una mano. Tloc, tloc, tloc. Girano le pale. Tloc, tloc, tloc. Si scaldano gli elicotteri.
Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?). Noi neppure.

Tratto da: BeppeGrillo.it

Dicevo l’altro giorno in un mio post: bisogna essere degli idioti per votare questa gente qui…

“Un decreto legge non può disciplinare nemmeno in via interpretativa il procedimento elettorale regionale perchè si tratta di materia di competenza esclusiva delle Regioni ai sensi del nuovo art. 117 della Costituzione”: è quanto sostiene, in una nota, l’avvocato Gianluigi Pellegrino, legale del Movimento Difesa del Cittadino. “Si tratta – aggiunge il legale – di una ragione di manifesta incostituzionalità del decreto nella parte in cui pretende di incidere sul procedimento per le elezioni regionali in corso. Che la materia del procedimento elettorale per il rinnovo dei consigli regionali, sia di competenza esclusiva del legislatore regionale lo ha già detto la Corte costituzionale sin dal 2003 (sentenza n. 196)”.

Immediatamente dopo la chiusura del consiglio dei ministri è scattata la reazione del “popolo viola”. Fiaccolata dal Quirinale a Palazzo Chigi, e una catena umana che ha circondato la sede della Presidenza del consiglio. “Il presidio andrà avanti fino a mattina – hanno fatto sapere alla stampa i manifestanti -. Fino alle 11, quando si terrà un incontro organizzato dal popolo viola e da tutte le forze politiche del centro sinistra per decidere come proseguire con la mobilitazione contro quest’ultimo colpo di coda”.

Sulla rete centinaia di appelli, petizioni, richiami alla mobilitazione. Il movimento dei blogger si è messo in moto. Benvenuti… nella Repubblica delle Banane!

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