12 Marzo, il Fatto Quotidiano: “Così Berlusconi ordinò, chiudete AnnoZero.”
Abbonato ad il Fatto Quotidano, stamattina leggo l’ennesima notizia devastante per il nostro Paese… della Costituzione ne stanno facendo carta straccia, con l’obbiettivo di tenere la gente nell’ignoranza più totale, ingozzati dal Grande Fratello. Perchè la sera che vince lo sconosciuto di turno: Mauro e qualcosa di cognome, leggo gruppi e commenti su FB chiedendomi: ma cosa c’è una gara? Un mondiali di qualcosa, che tutti tifano sto Mauro? E invece era il solito sconosciuto di turno vincitore del GF… un’Italia di Macachi!

Silvio Berlusconi voleva “chiudere” Annozero. Un membro dell’Agcom, intercettato, – dopo aver parlato con il premier - sollecitava esposti contro Michele Santoro. Il direttore del Tg1 Augusto Minzolini – al telefono con il capo del governo – annunciava d’aver preparato speciali da mandare in onda sui giudici politicizzati. E le loro telefonate sono finite in un fascicolo esplosivo. Berlusconi, Minzolini e il commissario dell’Agcom Giancarlo Innocenzi: sono stati intercettati per settimane dalla Guardia di Finanza di Bari, mentre discutevano della tv pubblica delle sue trasmissioni. E nel procedimento aperto dalla procura di Trani - per quanto risulta a Il Fatto Quotidiano – risulterebbero ora indagati.
Gli investigatori si accorgono che il presidente del Consiglio è ciclicamente in contatto con il direttore del Tg1. La procura ascolta in diretta le pressioni del premier sull’Agcom. Registra la fibrillazione per ogni puntata di Annozero. Sente in diretta le lamentele del premier: il cavaliere non ne può più. Vuole che Annozero e altri “pollai” - come pubblicamente li chiama lui - siano chiusi. E l’Agcom deve fare qualcosa. Berlusconi al telefono è esplicito: quando compulsa Innocenzi - che dovrebbe garantire lo Stato, in tema di comunicazione - parla di chiusura. E Innocenzi non soltanto lo asseconda. Ma cerca di trovare un modo: per sanzionare Santoro e la sua redazione servono degli esposti. E quindi: si cerca qualcuno che li firmi.
I ruoli si capovolgono: è l’Agcom che cerca qualcuno disposto a firmare l’esposto contro Santoro. Innocenzi è persino disposto, in un caso, a fornire, all’avvocato di un politico, la consulenza dei propri funzionari. La catena si rovescia: un membro dell’Agcom (che svolge un ruolo pubblico), intende offrire le competenze dei propri funzionari (pagati con soldi pubblici), a vantaggio di un politico, per poter poi sanzionare Santoro (giornalista del servizio pubblico). In qualche caso si cerca persino di compulsare, perchè presenti un esposto, un generale dei Carabinieri. L’immagine di Berlusconi che emerge dall’indagine è quella di un capo di governo allergico a ogni forma di critica e libertà d’opinione. Si lamenta persino della presenza del direttore di Repubblica, Ezio Mauro, a Parla con me: Serena Dandini, peraltro, è recidiva. Ha da poco invitato, come sottolinea il premier, anche il fondatore di Repubblica, Eugenio Scalfari. Il premier si scompone: nello studio della Dandini, due giornalisti (del calibro di Mauro e Scalfari), l’hanno attaccato. Chiede se - e come - l’Agcom possa intervenire. Innocenzi ci ragiona. Sopporta telefonate quotidiane. Berlusconi incalza Innocenzi, ripetutamente, fino al punto di dirgli che l’intera Agcom, visto che non riesce a fermare Santoro, dovrebbe dimettersi.
Il premier intercettato dimostra di non distinguere tra il ruolo dell’Agcom e il suo ruolo di capo del Governo. Pare che l’Autorità garante debba agire a sua personale garanzia. Gli sfugge anche che, l’Agcom, può intervenire soltanto dopo, la trasmissione di Annozero. Non prima. E infatti – dopo aver raccolto lo sfogo telefonico di Innocenzi sulle lamentele di Berlusconi – un giorno, il dg della Rai Mauro Masi, è costretto ad ammettere: certe pressioni non si ascoltano neanche nello Zimbabwe.
Il parossismo, però, si raggiunge a fine anno. Quando Santoro manda in onda due puntate che faranno audience da record e toccano da vicino il premier. La prima: quella sul processo all’avvocato inglese Mills, all’epoca indagato per corruzione, reato oggi prescritto. La seconda: quella sulla trattativa tra Stato e Cosa Nostra, dove Santoro si soffermerà sulle deposizioni di Spatuzza, in merito ai rapporti tra la mafia e la nascita di Forza Italia. Non si devono fare, in tv, i processi che si svolgono nelle aule dei tribunali, tuona Berlusconi con il solito Innocenzi. Secondo il premier – si sfoga Innocenzi con Masi – si potrebbe dire a Santoro che non può parlare del processo Mills in tv. Non è così che funziona, ribadice Masi. Non funziona così neanche nello Zimbabwe. Comunque Masi non risparmia le diffide.
Per il presidente della Rai non mancano le occasioni di minacciare la sospensione di Santoro e della sua trasmissione. A ridosso della trasmissione su Spatuzza, al telefono di Innocenzi, si presenta anche Marcello Dell’Utri. Tutt’altra musica, invece, quando il premier parla con Minzolini, che Berlusconi chiama direttorissimo. Sulle vicende palermitane, Minzolini fa sapere di essere pronto a intervenire, se altri dovessero giocare brutti scherzi. E il giorno dopo, puntuale, arriva il suo editoriale sul Tg1: Spatuzza dice “balle”. Tutte queste telefonate, confluite ora in un autonomo fascicolo, rispetto a quello di partenza, dovranno essere valutate sotto il profilo giudizario. Se esistono dei reati, dovranno essere vagliati, e se costituiscono delle prove, avranno un peso nel procedimento. È tutto da vedersi e da verificare, ovviamente, ma è un fatto che queste telefonate sono “prove” di regime. Dimostrano la impercettibile differenza tra i ruoli del controllato e del controllore, del pubblico e del privato.
Le parole di Berlusconi che, mentre è capo del Governo e capo di Mediaset, parla da capo anche a chi non dovrebbe, Giancarlo Innocenzi, dimostrano che viene meno la separazione tra i due poteri. Altrettanto si può dire delle parole deferenti di Innocenzi che anziché declinare gli inviti esibisce telefonicamente la propria obbedienza e rassicura Berlusconi: presto sarà aperto lo scontro con Santoro. Dietro le affermazioni sembra delinearsi un piano. È soltanto un’impressione. Ma il premier sostiene che queste trasmissioni debbano essere chiuse, sì, su stimolo dell’Agcom, ma su azione della Rai. Tre mesi dopo questi dialoghi, assistiamo alla sospensione di Annozero, Ballarò, Porta a porta e Ultima parola proprio per mano della par condicio Rai, nell’intero ultimo mese di campagna elettorale. E quindi: la notizia di cronaca giudiziaria è che Berlusconi, Innocenzi e Minzolini, sono coinvolti in un’indagine.
Il territorio di conquista è la Rai: il conflitto d’interesse del premier Silvio Berlusconi – grazie a questi atti d’indagine - è oggi un fatto “provato”. Non è più discutibile. Sembra incredibile, ma per anni, l’opposizione e poi, la Sinistra, al governo, non ha mai agito sul conflitto d’interessi, io una mano sulla coscienza me la metterei, caro PD!
Fonte News: Antefatto
Guardo e accendo raramente la TV, forse per qualche partita di calcio e qualche trasmissione che qualcuno sta tentando di far chiudere… non più di questo…

Si chiamerà “Rai per una notte” e si svolgerà a Bologna la serata di protesta dei conduttori tv contro il bavaglio che ha imposto lo stop ai talk show più seguiti della Rai.
La Federazione nazionale della stampa ha scelto Bologna e il PalaDozza come scenografia della manifestazione per la libertà d’espressione del 25 marzo prossimo.
Vi parteciperanno Michele Santoro con la redazione di Annozero e Giovanni Floris, conduttore di Ballarò.
Per la tv è uno dei momenti più brutti, Niente talk show, pochissime tribune elettorali, fuori l’approfondimento politico dalla tv pubblica, par condicio e cronometro in mano anche per i giornalisti delle tv commerciali. Per l’informazione televisiva questo è uno dei momenti più bui della storia d’Italia.
Internet è uno dei pochi modi che oggi abbiamo per superare la censura… qualcuno lo ha già capito e ci sta provando, come Il fatto quotidiano, che è arrivato alla terza puntata del suo Telebavaglio, e come il Corriere della sera, che lancia oggi sul web “Mentana condicio - Vietati in tv, liberi sul web”.
Enrico Mentana spiega la sua iniziativa con una lettera indirizzata proprio al Corriere.
Così come la puntata del 25 marzo di Annozero per la quale verrà creato un sito ad hoc. Ed è interessante notare che una riflessione positiva arriva anche da Farefuturo Magazine, la rivista on line della Fondazione vicina a Gianfranco Fini.
Stiamo sfiorando il ridicolo…. a un paio di settimane dalle elezioni regionali, il grande pubblico sa tutto di liste, orari di consegna presso gli uffici elettorali, ricorsi al Tar e al Consiglio di Stato, ma sa davvero poco dei programmi dei partiti in corsa alla prossima tornata elettorale e ancor meno dei risvolti politici che potrebbero avere le inchieste delle ultime settimane: dallo scandalo della cricca della Protezione Civile, al maxiriciclaggio del denaro della ‘ndrangheta con senatore annesso, fino alle alle tangenti di Milko Pennisi a Milano. Questa è una massa di farabutti pagati con le nostre tasse che stanno affossando il nostro paese, abbiamo solo una possibilità: mandarli a casa con le prossime e future elezioni.
D’altronde Michele Santoro, dopo lo stop ai talk show voluto dalla Rai, lo aveva annunciato subito.: “faremo uno sciopero bianco e andremo in onda comunque. Sulle radio, sul web, in qualunque forma possibile”.
Oggi la conferma arriva dai sindacati dei giornalisti, la Federazione nazionale della stampa e l’Usigrai. Entrambe si adopereranno per mettere a disposizione su internet un sito ad hoc, per trasmettere le riprese video e audio della puntata del 25 marzo di “Annozero”.
Sul corriere.it (e laltranotizia.net) da oggi in poi verranno messi on line una serie di faccia a faccia con i protagonisti della campagna elettorale, condotti da uno degli epurati più bravi d’Italia, Enrico Mentana. Sul web almeno la mannaia della par condicio non penalizzerà l’informazione. Oggi gli ospiti in studio saranno Ignazio La Russa, ministro della Difesa, Enrico Letta, vicesegretario del partito Democratico, i giornalisti del Corriere della Sera Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella e altri ospiti.
Tutti collegati il 25 Marzo… mi raccomando… Rai per una Notte
Ricordando l’Art 21 della nostra Costituzione, vi saluto…
Articolo 21
Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.
La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.
Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili. In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto. La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.
Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni.
Info e News: laltranotizia.net






[...] Dopo il post di pochi giorni fa, ritorniamo sull’iniziativa Rai per una Notte. Mister B indagato per concussione, tentata censura alle TV di Stato, e noi ci informiamo su Internet… partecipa attivamente anche tu all’iniziativa Rai per una Notte. [...]