Dice bene Casini… “Se andiamo avanti così, chiameranno Bertolaso la prossima volta per consegnare le liste…”

Escluso Formigoni in Lombardia per 500 firme non valide ed escluso nel lazio il PDL… siamo allo sfascio della politica, siamo alla dimostrazione di quello che è: uno schifo!!
In fondo, ci sono delle regole ben chiare, tutti le devono rispettare, per il rispetto e il diritto di tutti… se non le rispetti, non ti presenti ed è giusto così… il PDL le deve accettare, come tutti… mi sembra piuttosto semplice…
Se non le rispetta il Movimento a 5 Stelle non si presenta, se non le rispetta il PD non si presenta, se non le rispetta il PDL, sta fuori… mi pare piuttosto semplice… a voi no? Il PDL, piuttosto che attaccare ogni persona o cosa, dovrebbe piuttosto interrogarsi su chi ha dentro al partito, sulla gente che manda alle elezioni e su chi candida… ma si, dai, lasciamoli a rodere un pò, dimostrano solo quello che sono: uno schifo! E Feltri? “Vogliono buttare fuori Formigoni, elezioni sinistrate!” Povero Feltri, fa davvero pena, insieme ai suoi amici.

“Di fronte a quanto sta avvenendo, rispetto alla correttezza formale per la presentazione delle liste alle regionali del Lazio e non solo, ci sarebbe da rimanere sconcertati, se cio’ non mostrasse, ancora una volta, a quali livelli e’ giunta la politica che risponde ai soli interessi personali e di ristretti gruppi di potere e lobbistici”.
“Quello che emerge dalle inchieste della magistratura e dalla cialtroneria di forze abituate a non curarsi della legalita’, mostra il degrado preoccupante a cui e’ giunta la societa’ capitalistica e la classe politica di cui dispone. Non ci sentiamo di gioire di questa situazione, che rischia di gettare la politica, in quanto tale, nel calderone del sono tutti uguali”.
“Noi donne e uomini, che prestiamo gratuitamente la nostra militanza, con l’obiettivo di costruire un’alternativa di societa’, teniamo a sottolineare la nostra diversita’, anche con la costruzione di una lista per le regionali, espressione della realta’ sociale in sofferenza, del conflitto e della volonta’ di costruire una risposta collettiva per un’alternativa alla crisi economica, sociale, politica e culturale in atto.”
Guardate un po’ che folla oggi alla manifestazione in piazza Farnese, a Roma, convocata per contestare l’esclusione della lista per le prossime elezioni regionali. Hanno avuto il permesso in un batter d’occhio, con tanto di palco e manifesti… chissà come avranno fatto…

“Re-na-ta! Re-na-ta!”. E Renata arriva, alle 19.15 - è già buio - nel presidio di Piazza
Santi Apostoli, tra immigrati, rap, senatori imbufaliti, tonitruanti romanòfoni, e poliglotti
neo-italiali. Tutti incazzati, tutti ribelli. Sta davvero accadendo qualcosa di incredibile, nel
grande carosello fuori controllo della politica italiana, se non si riconoscono più i codici, gli stili.
Se tutte le maggioranze diventano opposizioni e tutti i politici diventano vittime.
Ieri, nel giorno in cui nel salone della federazione della Stampa i conduttori dei programmi Rai
cancellati protestavano per la loro esclusione dai palinsesti voluta dalla maggioranza di centrodestra,
a poca distanza, in contemporanea, piazza San Lorenzo in Lucina diventa l’a l t a re
del vittimismo di centrodestra.
I militanti del Pdl si ritrovano nel centro di Roma (protesta contro l’esclusione dalle liste). C’è il freddo,
la rabbia, ci sono quasi più persone sul palco che in piazza (mai più di cento): e allora bisogna
alzare i toni. Quando arriva, salutata da un’ovazione, Renata Polverini pare un personaggio di Matrix, una guerrigliera di V for Vendetta. Scarpe nere, pantaloni neri, spolverino nero,
gilet di piumino (anche quello nero). Solo dai polsini spuntano le maniche di un maglioncino
(coperto) verde pisello. Quando prende la parola, la Polverini capisce subito che qualcosa va corretto, in questo cortocircuito di simboli che assegna al centrodestra un copione recriminatorio. E così prova a mettere un paletto: “Io non interromperò la mia campagna elettorale! Io non faccio digiuniiiii!”.
E la piazza la saluta con un boato. La candidata del Pdl tenta una duetto musi-verbale
con Jakob, songwriter africano incaricato di animare la folla. Jakob improvvisa vocalizzi, intreccia
delle strofe, azzarda paragoni epocali: “Renataaa!!!! Vogliono fare di te una extracomunitaria!!!
Vogliono farti diventare clandestina!!! E’ la stessa cosa che hanno fatto con Mandela.
Vogliono farti sparire perché sei troppo pericolosa”. Il fatto è che la Polverini si è incontrata
con 19 comunità straniere: l’onda d’urto della giornata si riverbera sul palco, la protesta acquista
coloriture rap. Jakob improvvisa onomatopeismi sull’aria The lion sleeps tonight:
“Auimmoeuè, Aaiummoè…”. Esclusa la lista Formigoni e i radicali a Milano, fuori il Pdl nel Lazio. Intorno al palco dove superRenata sfodera potenzialità ugulari da banditrice-urlatrice, va in scena il vero dramma del Pdl. In corsa nella lista c’erano i 41 nomi, i più forti, i più radicati sul territorio: “Eravamo 41 candidati - dice uno che vuole restare anonimo - ci hanno tramutati in 41 trombati!”. Nel listino del premio di maggioranza restano i più deboli, fra cui 5 giovanissimi esordienti. Adesso che i signori del voto saltano, chi tirerà la volata a Renata? E chi bisognerà consigliare di votare, fra le liste supestiti? Le divisioni fra i militanti danno l’idea della difficoltà della scelta. L’Udc? “Troppo infida!”, grida rabbiosa Laura, militante aennina di Centocelle. La Lista Storace? “Sì, ma quello c’ha i suoi conti da regolare con Fini!!”, mi dice Franco, un militante azzurro. Votare la lista Polverini, come suggerisce Renata? “Stiamo attenti - obietta Carlo, pariolino - perché ci sono molti della società civile: bravissimi, ma anche inesperti. Come si fa?”. Nel sit-in del primo giorno c’era anche Alfredo Milioni, l’ex socialista responsabile del pasticcio. “Meglio che oggi non
ci sia - sussurra un dirigente del partito a mezza bocca - sennò lo menavano ”. Già, perché la spesa media del candidato del Pdl, fino a ieri, era di 100-200mila manifesti: santini, manifesti, cene,
sei per tre. Tutto in fumo. Sono arrabbiati tutti, ma tutti vogliono restare in anonimato. Sul palco arriva un’altra pasionaria, Beatrice Lorenzin, deputata azzurra: “Non ci arrenderemo!”. E poi Domenico Gramazio, “er pinguino”, pilastro di An a Roma. Poi Fabio Rampelli (che aveva iniziato una campagna a base di gabbiani per il suo candidato); poi Luca Malcotti, riferimento dell’Ugl e della destra sociale, quindi Barbara Saltamartini, volto giovane delle donne… E poi il senatore Angelo Maria Cicolani, anche lui provvisto di ugola
spacca microfono, ma - purtroppo per lui - con il viso deturpato da una cerottone che sembra il
simbolo di una impotenza rabbiosa. Tutto il partito, tutte le correnti, e tutti ripetono quello che la Polverini ripete almeno tre volte: “Non è possibile: per un impedimento burocratico il 40% degli elettori possano essere esclusi!”. Impedimento Burocratico? Sono Regole, sono modalità, a cui tutti, per il bene di tutti e per la democrazia, devono attenersi!! Invece, malgrado gli slogan dal palco, malgrado il verbale dei carabinieri recitato dal palco come un rosario (dovrebbe provare che Milioni non è mai uscito dal seggio) è possibilissimo, perché la lista non è stata depositata.
“Nel Lazio la destra ha sbagliato”, dice Umberto Bossi. “Non abbiamo paura di nessuno
- grida la Polverini - la battaglia è dura, ma noi siamo più duri della battaglia! Noi vinceremo, vinceremo, vinceremooo!”. Sarà vero che i leader tirano fuori la stoffa nei momenti drammatici. Ma quanto è dura correre controcorrente, quando tutto intorno si respira aria di sconfitta.
Tratto da: Il Fatto Quotidiano.
E’ un paese malato… Via tutte le trasmissioni di cronaca politica, ma poi… perchè mi chiedo io? Semplice… perchè hanno paura… e ogni mezzo è lecito per non far venire a galla la verità! E Minzolini va al TG a dire che Mills è stato assolto, quando invece è stato giudicato colpevole, ma poi prescritto, che non è assoluzione, queste sono notizie false o no? Ma è questo il TG da chiudere, o MinzoZin da mandare via… questa non è notizia, è falsità bella e buona… per fuorviare la verità… semplice….
E’ un paese malato!
E poi ancora… Mavalà Mavalà Ghedini ben pagato per difendere a spada tratta il suo padrone contro i Tribunali e non nei Tribunali come invece dovrebbe fare… E lui lo ripete in aula… l’altro giorno ha ripetuto ben 2 volte in aula che il suo assistito non ci sarà per il legittimo impedimento. Ma il giudice stavolta ha bocciato il legittimo impedimento e ha dichiarato Berlusconi assente inguistificato, e ha ribadito al Mavalà che sta ripetendo per ben 2 volte che il suo assistito ha il legittimo impedimento e allora lui ha risposto: è bene che la sua decisione giudice sia ben cristallizzata! E allora i Giudici e i PM, che fanno il loro lavoro e applicano la Lagge, sono una massa di Talebani!
Mavalà… ma vai a cristallizzartela bene la bocciatura per legittimo impedimento del tuo assistito e fatevi processare… massa di Talebani che non siete altro. Vergogna!!
Loro non si arrenderanno mai, ma noi nemmeno. (Beppe Grillo)
Bisogna proprio essere degli idioti a votare questa gente qui… mi rimane solo questa, di conclusione!







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