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Febbraio 6, 2010

Illegittima impunità, il Popolo Viola di nuovo in piazza

Il 27 Febbraio il Popolo Viola torna in piazza…. il 27 febbraio alle 14.30, a Roma, in piazza del Popolo. Chiede ancora le dimissioni di Berlusconi e lo fa alla luce delle ultime novità scaturite sul legittimo impedimento. Nel comunicato si legge: “L’approvazione alla Camera del cosiddetto Legittimo Impedimento consente a Berlusconi di evitare di partecipare ai processi che lo vedono imputato a causa dei suoi impegni politici. Noi ribadiamo quanto già gridato il 5 dicembre: si deve dimettere. In modo da potersi fare processare tranquillamente.” Con questo nuovo appuntamento, i promotori rispondono “alle migliaia di richieste di mobilitazione arrivate dalla Rete.”

Il titolo della manifestazione sarà: “Illegittima impunità”.

«Il 27 febbraio abbiamo indetto una manifestazione nazionale in cui chiamiamo a raccolta tutta la società civile a Roma contro il legittimo impedimento». È quanto annuncia il referente romano e membro del coordinamento nazionale del Popolo Viola, Emanuele Toscano, che sta partecipando al presidio indetto di fronte a Montecitorio dal movimento viola contro il legittimo impedimento.
«Il Governo non fa nulla per risolvere problemi gravi come la crisi - spiega Toscano -, la disoccupazione e la chiusura di grandi stabilimenti come l’Alcoa, la Fiat e l’Eutelia. Invece si pensa a smantellare l’articolo 3 della Costituzione sancendo la superiorità del presidente del Consiglio di fronte alla legge. Tutto questo è inammissibile e attualizza, ancora una volta, la richiesta che ci ha portato il piazza il 5 dicembre: le dimissioni di Berlusconi».
Da domani, annunciano i promotori, al presidio si uniranno anche i viola di altre città italiane. In un avviso, che sta rimbalzando dalle pagine di Facebook ai cellulari, i Viola si appellano a tutti coloro che credono «non si possa stare più fermi davanti alla continua minaccia di un uomo che tiene in scacco l’Italia, a chi non dimentica che la nostra carta costituzionale è l’ultimo rifugio da uno stato di ‘non democrazià e a chi, come noi, vuole le dimissioni di Berlusconi».


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