Meraviglioso… il Lapo Pensiero…
Fantastico… Zelig non è nulla a confronto! E purtroppo questi sono i nostri imprenditori!!

Foto di Temini Imerese
Il ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola, afferma, al termine del tavolo tra governo, sindacati e azienda sul futuro dello stabilimento siciliano: “Nel tavolo tecnico del 5 febbraio prossimo valuteremo le 6-7 ipotesi di sviluppo per Termini Imerese”. E “appena saranno pronti i piani industriali per gli stabilimenti della Fiat in Italia allora discuteremo anche degli investimenti per i due terzi degli 8 mld che la Fiat dovra’ investire nel prossimo biennio”. Confermata dunque la linea del governo anticipata nel pomeriggio dal ministro del Lavoro Maurizio Sacconi che lega la concessione di nuovi incentivi al mantenimento degli stabilimenti in Italia. E 13 operai della Delivery Mail, ditta dell’indotto FIat in Sicilia, che da dieci giorni e dieci notti protestano sul tetto del capannone Fiat a Termini Imerese contro il licenziamento per mancato rinnovo della commessa, sono stati denunciati dal Lingotto.
Fonte: http://www.adnkronos.com
Gianni Agnelli amava ripetere che “ciò che è bene per la Fiat è un bene anche per l’Italia”, Sergio Marchionne invece sembra pensare molto alla Fiat e poco all’Italia. Questo, almeno, stando alle proteste dopo la decisione unilaterale del Lingotto di ricorrere alla cassa integrazione per due settimane, in tutti gli stabilimenti del paese, da Mirafiori a Termini Imerese. Protesta il governo, protestano i sindacati, non protesta quasi per nulla il Partito democratico… ma cosa vi aspettavate? Non sa più nemmeno cosa sia l’opposizione, figuriamoci se protesta per la Fiat!
Il Professor Revelli in un’intervista ci spiega perchè il pd non prende posizione sul caso Fiat: “…ma in qualche misura è un fatto spiegabile. Per il gruppo dirigente democratico Marchionne è un po’ l’equivalente di Barack Obama. Una delle pochissime cose certe in quel partito è l’idea di avere un riferimento forte all’i n t e rno della classe dirigente. Marchionne è sembrato rispondere al ritratto dell’ultimo esponente di quel capitalismo illuminato che non si sa bene che fine abbia fatto, dove la Fiat era considerata un Campione Nazionale!”
Ma la Fiat non è più un campione nazionale. Basti pensare che sul mercato italiano importa da se stessa, perché – com’è noto – produce in patria più o meno un terzo delle macchine che vende in Italia. Questo avrebbe dovuto suggerire ai sindacati un veto sulla proroga degli incentivi alla rottamazione (ancora finanziamento pubblico). Invece si è pensato soltanto a salvare il salvabile. Torino, al di là
dell’opzione edilizia turistico-circense stile Olimpiadi, non ha mai davvero cercato soluzioni strategiche diverse. Basti pensare all’hi-tec, morto nella culla nei primi anni Duemila e definitivamente abbandonato con la crisi di Motorola.
E ancora, il Professor Revelli, nella sua bellissima analisi, dice: “È chiaro che, in questa fase storica, il Pd rappresenta solo se stesso. È un reticolo di oligarchie a cavallo tra amministrazione pubblica e sistema degli interessi, un agglomerato di poteri che si risolve in una rete di patti tra i poteri stessi. Il corpo centrale del Partito democratico sono gli amministratori, non gli elettori; amministratori legati a una serie di filiere di fedeltà che in buona parte derivano da storie pregresse, quella del Partito comunista su tutte, con l’ovvia differenza che il Pci era ben radicato tra gli elettori. Per ora il Pd è ancora un partito che parla un linguaggio burocratico, senza muovere vere passioni.”
Fonte: Il Fatto Quotidiano, 29 Gennaio 2010
E Meno male che c’è Emma Marcegaglia: “Se una fabbrica non sta in piedi per motivi economici va chiusa”. Alta Filosofia industriale! E allora chiudiamo subito tutti gli inceneritori che vivono grazie al contributo CIP6, pagato con la nostra bolletta Enel. Emma ha aggiunto che le imprese che pagano il pizzo vanno espulse da Confindustria. Mi aspetto allora che nessun imprenditore condannato per reati contro il patrimonio possa far più parte di Confindustria.
“Caro Beppe, dice Francesco Ferella, commentando nel blog di Beppe Grillo… :”l’inceneritrice Marcegaglia ha dichiarato che gli imprenditori che non denunciano il pizzo saranno espulsi da Confindustria. Benissimo, iniziativa lodevole per lei che sta al nord. Ma a quando la cacciata a calci nel culo ed il divieto di partecipare a qualunque gara di appalto per quegli imprenditori condannati per tangenti e corruzione? Non sarà che poi rimarrebbero quattro gatti in Confindustria?” Fonte: BeppeGrillo.it
E finiamo questa mia analisi del Lapo Pensiero - Parte Seconda con la rovina di Termini Imerese…

Termini Imerese: 31 gennaio 2010, licenziamenti ritirati, gli operai scendono dai tetti!
Termini Imerese… un paese antico, il porto, il belvedere sul golfo. I pescherecci sotto costa tirano le reti.
Era un paradiso. Con le spalle al mostro sembra una cartolina. Poi mi giro e ce l’ho davanti. La Fiat di Termini è un’altra Italsider, uno sfregio ai piedi delle Madonie.
La Fiat è arrivata lì quarant’anni fa con gli aiuti al Sud, la questione meridionale, i soldi di Stato e la complicità, i silenzi. Quarant’anni fa era un paradiso, era l’alternativa alla migrazione al Nord!
Assemblare la Lancia Y quaggiù è un’assurdità. Il paradosso. I tir portano i pezzi della Y da Melfi. Ogni tir, cinque auto smontate. Carrozzerie, telai, motori, scatole dello sterzo. “Senza di noi le macchine non esistono. Prendono i pezzi, li azzeccano e ci mettono quattro gomme sotto”. Quando la catena di montaggio funziona, per ogni tir che arriva c’è una bisarca che porta le auto nuove all’imbarco di Catania. Avete capito? Catania, non Termini Imerese. Dove il porto industriale l’hanno fatto, ma è vuoto. Invece di dieci chilometri, i camion ne fanno centocinquanta. Poi salgono di nuovo sulla nave e riportano le auto a Nord.
Come andare da Londra a Parigi passando dal Giappone. Invece di costruirle tutte qui, le macchine le “azzeccano” soltanto. Non è un’industria, è un ricovero.
Questo è il piano industriale della Fiat Oggi… meraviglioso!!! Poi ci chiediamo perchè non vende auto ed è in crisi!
Marchionne ora parla chiaro… “Gli operai di Termini ci costa meno stipendiarli a casa fino alla pensione che fargli montare macchine”.
Eccola la verità, eccole le parole dette in un’intervista ad AnnoZero: “Abbiamo votato questo governo, adesso questo governo ci tira fuori dai guai” sibila Annamaria. In fondo la moglie di Antonino dice il vero: quando mai la Sicilia è stata di sinistra? Eppure oggi qui il governo è meglio che stia alla larga. Perché un conto è trattare col sindacato, un altro convincere Matilde e le altre. Sono le mogli casalinghe degli addetti alle pulizie in appalto di una fabbrica del Sud già morta prima di morire. Hanno chiesto ai loro uomini di resistere fino a venerdì, il giorno della trattativa a Roma. Non hanno più niente da perdere. E alla fine vincono. Antonino e gli altri scendono dopo dieci notti d’inferno. La Delivery ha ritirato i licenziamenti. É arrivata una cassa integrazione in deroga e loro sembrano ostaggi tornati a casa dalla guerra. É venerdì sera, Giuseppe prende la mano di Matilde. Se ne vanno verso il mare, alle spalle la fabbrica dove non entreranno più. Se non arrivano i cinesi o l’Ikea, resteranno solo tetti su cui salire qui a Termini, città senza più lavoro né bellezza. Perchè le nostre soluzioni oggi sono solo queste: casse integrazioni in deroga oppure i cinesi!
Ma dobbiamo essere positivi, guardare avanti, perchè altrimenti siamo pessimisti! Aaaaaaaah il Lapo Pensiero!
Info Tratte da: il Fatto Quotidiano del 31 gennaio
Movimento a 5 Stelle, già presente con diversi candidati alle Regionali del 2010… Iscriviti!!




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