L’idea di collegare in modo stabile la Sicilia al continente ha origini immemorabili. I primi progetti risalgono all’epoca dei Romani che avevano pensato e, forse, realizzato un ponte su barche. Questa soluzione, quasi banale, avrebbe però impedito il transito delle navi nello stretto. Si dice, infatti, che essi fossero riusciti a far transitare le truppe su un ponte di barche e botti. Il tentativo è documentato da Plinio il Vecchio (251 a.C.) che narra della costruzione, voluta dal console Lucio Cecilio Metello, di un ponte fatto di barche e botti per trasbordare dalla Sicilia 140 elefanti catturati ai cartaginesi.
Nonostante i propositi di vari regnanti nel corso dei secoli le condizioni ambientali dello stretto, caratterizzate da fondali marini irregolari e molto profondi (oltre i 100 m), da tumultuose correnti marine e da forti venti, in una zona ad elevata sismicità, hanno fatto sì che la costruzione di un “ponte” sia sempre stata per l’ingegneria una sfida quasi impossibile. Nonostante le oggettive difficoltà numerosi ingegneri si sono cimentati, a partire dal XIX secolo ma, soprattutto, nella seconda metà del XX secolo, con questa sfida.
Info: Wikipedia.it
Tutto parte dal lontano 1866 e dall’allora Ministro dei Lavori Pubblici Jacini, che aveva incaricato l’ingegnere Alfredo Cottrau, tecnico di fama internazionale, di studiare un progetto di ponte tra Calabria e Sicilia. Più tardi, nel 1870, era nata anche l’idea di allacciamento sottomarino di 22 km, proposta dall’ingegner Carlo Navone; il progetto, che si ispirava a quello di Napoleone di una galleria sotto la Manica, prevedeva di entrare in galleria a Contesse e, scendendo a 150 metri, sottopassare Messina e Ganzirri attraversando lo stretto fino a Punta Pezzo e risalendo a Torre Cavallo, ma ora, dopo ben più di un secolo, c’è lui… il Messia Silvio…. pronto a realizzare, in periodo di crisi, una delle opere più antieconomiche al mondo… Il Ponte sullo Stretto di Messina! Un giorno… non molto lontano, ringrazieremo questo Governo per lo sperpero di soldi pubblici che si appresta ad iniziare, perchè il Ponte sullo Stretto rimarrà solo un bel progetto che non vedremo mai realizzarsi… i costi lieviteranno giorno dopo giorno… e qualcuno, dico qualcuno… si arricchirà enormemente con soldi pubblici, ecco quale sarà la fine! Non ci credete? Staremo a vedere…
Vediamo di fare il punto della situazione per far capire meglio dove finirà questo Ponte… ma soprattutto per informare… informare e divulgare…
Alla faccia del volere dei cittadini, alla faccia della banda larga, alla faccia della crisi, alla faccia degli aquilani e dei messinesi… Signori, i lavori per il ponte sullo stretto di Messina sono iniziati!
Senza toccare i problemi tecnici, che sono tantissimi e che vi lascio per approfondimento ai video più sotto nell’articolo…. vi elenco solo i punti salienti di questo progetto:
-Spesa enorme che l’Italia e gli italiani non si possono permettere per ora
-Terreno ad altissimo rischio sismico
-Sconvolgimento ambientale
-Assoluta certezza che la mafia ci metterebbe le mani addosso.
-Che fine faranno le migliaia di persone che lavorano nell’ambito del traghettamento?
-Nessuna certezza dei tempi e dei costi
Il Sole 24 ore aveva annunciato l’apertura dei “cantieri del ponte” dedicando mezza pagina all’opera, con servizi di Santilli, Crivelli e Amadore. Completiamo il quadro delle informazioni rese con alcune notizie aggiuntive, che pongono in discussione la possibilità di aprire alcun cantiere. La gestione SdM (StrettodiMessina) della variante ferroviaria calabrese è sub judice. La Regione Calabria, infatti, ritirandosi da Stretto di Messina SpA, ha fatto ricorso al TAR-Lazio ed alla Corte Costituzionale contro la delibera del CIPE (31.07.09) che trasferiva la titolarità del cantiere da RFI a SdM per due ragioni: a) l’atto in questione contraddice la delibera dello stesso CIPE (06.03.06) che esplicitamente dissocia l’intervento di Cannitello dal ponte; b) è stata saltata la consultazione della Regione Calabria, ledendo una competenza costituzionale. Se il ricorso venisse accolto, tutto verrebbe rimesso in discussione. Il progetto della “Variante-Cannitello” non è ancora definitivamente approvato. E’ forse sfuggito il fatto che l’11 dicembre Stretto di Messina SpA aveva pubblicato un “avviso pubblico” finalizzato alla dichiarazione di pubblica utilità della variante, dando tempo ai cittadini interessati fino al 9 febbraio 2010 per muovere osservazioni al progetto. A partire da quella data SdM dovrà considerare tali osservazioni ed eventualmente rivedere il progetto, il piano degli espropri o gli oneri finanziari connessi. Solo dopo queste operazioni il progetto potrà essere sottoposto a nuova autorizzazione. SdM avvisa infatti che: “le prescrizioni e raccomandazioni formulate dal CIPE nel 2006 (…) hanno determinato un adeguamento del progetto (…) rendendo necessaria una nuova approvazione integrativa all’originaria (…) previo l’espletamento delle attività proprie del soggetto aggiudicatore ed, in particolare, di dare avviso di avvio del procedimento finalizzato alla d.p.u.”. In altri termini, se non si completa la procedura di “dichiarazione di pubblica utilità”, il progetto non può essere approvato. Ossia, non ci sarà un progetto definitivo per la variante-Cannitello prima del marzo 2010. Come è possibile aprire un cantiere in assenza di un progetto approvato?
Evidentemente siamo ancora di fronte a mere operazioni di propaganda.
Quindi, il 23 dicembre non ha potuto “aprire” nessun cantiere perché, per ammissione implicita di SdM, non c’è ancora un progetto approvato. Se poi i lavori di Cannitello venissero avviati tra marzo ed aprile 2010, questi non potrebbero essere proceduralmente intesi come connessi al ponte. In tal caso, d’altra parte, verrebbe meno il presupposto della delibera CIPE del luglio 2009 che sottrae tali lavori a RFI per assegnarli a SdM, rafforzando le ragioni del ricorso della Regione Calabria. E poi, starebbe iniziando il cantiere di una delle più importanti opere pubbliche italiane, ma il suo piano finanziario è ancora “secretato”, contro ogni principio di pubblicità e trasparenza degli atti amministrativi. Per quale ragione? Non è dato sapere.
Ciò che è invece dato sapere è che i costi totali del ponte sono cresciuti di 250 milioni (da 6,1 a 6,35 miliardi) e che “a beneficiare della crescita dei costi è il general contractor Eurolink, guidato da Impregilo (…): il valore del contratto è lievitato di 800 milioni.
Riflettiamo…. Il costo totale stimato da SdM aumenta di 250 milioni, ma il contratto con Eurolink lievita di 800 milioni. Dunque, al netto di questa “lievitazione” il costo totale si riduce di 550 milioni (poco meno del 10%) a distanza di tre anni. Come è possibile questo miracolo, quando nello stesso periodo il costo della “Variante-Cannitello” cresce del 37%, passando da 19 a 26 milioni? Potremmo forse capirlo meglio se la nebulosa gestione di questi fondi pubblici fosse meno “riservata” e più trasparente.
Fonte: Gruppo Facebook
Vi lascio infine ad alcuni video molto esplicativi sul disastro economico e ambientale che i nostri governanti si apprestano a prepararci! Vi consiglio di guardarli con attenzione e diffonderli!
Divulgare e Informare per Resistere!
Ponte Sullo Stretto 1 - Da Report!
Ponte Sullo Stretto 2 - Da Report!
Ponte Sullo Stretto 3 - Da Report!
Diciamo basta alle Menzogne e allo Sperpero di Soldi Pubblici… Basta!!
Divulgate!!









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