Marco su Il Fatto Quotidiano parla di “Una Regione da sciogliere“, ma qui da sciogliere c’è molto altro….
12 novembre 2009
di Marco Travaglio
Uno s’illude che esista un limite alle fesserie. Poi ascolta Maurizio Lupi e si mette il cuore in pace. L’altra sera l’ubiquo pretino devoto a San Silvio era in pellegrinaggio a Ballarò. Dove gli è toccato difendere pure San Nicola, nel senso di Cosentino, il sottosegretario che sarebbe già in galera se non si fosse rifugiato per tempo in Parlamento e al governo. Il cosiddetto onorevole Lupi strillava: “Non si può parlare del caso Cosentino in tv, tantomeno nel servizio pubblico, in assenza di Cosentino e del suo avvocato”. E l’impavido Floris: “Giusto, qui non si fa cronaca giudiziaria”. Non sia mai che gli scappi una notizia. Scodinzolini non avrebbe saputo dire meglio. Così del caso Cosentino ha parlato solo Lupi, ovviamente per assolvere San Nicola: “Non può essere un camorrista visto che fa parte di un governo e di un partito quotidianamente impegnati nella lotta alle mafie”. E giù la solita sfilza di dati sui beni sequestrati e sui latitanti arrestati, come se a sequestrarli e ad arrestarli fossero il Popolo della libertà e il governo Berlusconi.
Nessuno ha ricordato a questo bel tomo che gli arresti e i sequestri li fanno i magistrati: gli stessi che lui e la sua cricca attaccano ogni giorno come deviati, politicizzati, golpisti, antropologicamente diversi dalla razza umana. Gli stessi che vogliono arrestare Cosentino. Per fortuna, con buona pace di Menzognini e Floris, un po’ di cronaca giudiziaria sopravvive sui giornali e sulla Rete.
Così chi volesse sapere qualcosa delle accuse a Cosentino senza farsele raccontare da Lupi ce la può fare. Basta leggere qualche pagina a caso dell’ordinanza del gip di Napoli per farsi un’idea di cos’è diventata la politica in Campania. Roba da rimpiangere i Gava, detti anche “Fetenzìa”. La regione s’è messa in pari con la Calabria, dove su 50 consiglieri regionali 35 sono inquisiti o condannati. Al confronto la regione Sicilia è un convento di clarisse. Oggi Il Fatto pubblica le pagine gialle degli inquisiti campani di destra, centro e sinistra. Ma si faceva prima con l’elenco dei non indagati. Il governatore Bassolino ha tre procedimenti e un rinvio a giudizio per monnezza e dintorni, con l’accusa di aver truffato la regione che egli stesso rappresenta (è imputato e contemporaneamente parte civile contro se stesso). Infatti il Pd vuole sostituirlo col sindaco di Salerno, De Luca, che di rinvii a giudizio ne ha due. L’ex presidente Pd della provincia di Caserta, De Franciscis, dopo aver dato un appaltone al fratello di un boss casalese, è scappato a Lourdes. La presidente del consiglio regionale Sandra Mastella, imputata per concussione, non può più metter piede in Campania: dovrà convocare il consiglio regionale della Campania fuori dalla Campania, come i governi in esilio in tempo di guerra. Il marito Clemente, eurodeputato ma del centrodestra, è imputato pure lui per concussione. Ed eccoci al Pdl. Cosentino è coordinatore regionale. Il suo vice è Landolfi, indagato per corruzione e truffa “con l’aggravante di aver favorito il clan camorristico La Torre”. Il vicecapogruppo alla Camera Bocchino è indagato per lo scandalo Romeo, assieme al pidino Lusetti e a mezza giunta Iervolino (che almeno qualcuno l’ha mandato a casa). Qualche anno fa, su MicroMega, i pm Ingroia e Scarpinato proposero di allargare alle regioni la legge che consente di sciogliere i comuni infiltrati dalle mafie. Apriti cielo: furono tacciati di golpismo giudiziario. Ora, con le notizie che arrivano dalla Campania, quella proposta appare minimalista. Andrebbe estesa alle regioni e ai comuni infiltrati dalla corruzione. Altro che elezioni: la regione Campania va sciolta e commissariata per cinque anni. Perché la politica s’è infiltrata nella camorra e, a lungo andare, ha finito per corromperla.
da Il Fatto Quotidiano n°44 del 12 novembre 2009
Post scriptum:
Il Fatto Quotidiano ha pubblicato la prima parte delle “pagine gialle” dei politici inquisiti in Campania. Dagli amministratori locali fino alle figure di rilievo nazionale, si riconferma la tradizione bipartisan del connubio tra politica e malaffare. Sono oltre 50 i politici coinvolti nelle varie inchieste campane. Domani, sempre sul nostro giornale, la seconda ondata di nomi.
Ed ancora…
“Noi non abbiamo risorse ne mezzi, loro hanno risorse e mezzi, hanno tecnologie che saranno 20 anni avanti a noi”, questo è quanto dice un poliziotto parlando della Criminalità Organizzata in Italia, ad AnnoZero giovedì sera!
Vogliamo così sconfiggere la mafia, la camorra, vogliamo così fare decreti inutili sulla sicurezza??? Ci sono ancora politici che, nonostante immagini di gente ammazzata per strada, fatti e parole, vanno in TV dicendo che con i militari hanno portato sicurezza in Campania, si vergognassero…. dal primo all’ultimo, insultando l’intelligenza degli Italiani!!
Le politiche di sicurezza sono quelle in cui si mantiene l’ordine pubblico, lo sperpero pubblico è spaventoso!! Nonostante ciò…. Belpietro ad AnnoZero, ha la faccia tosta di contraddire e prendere le difese di ogni cosa sia di destra, parlando totalmente a vanvera, mancando di rispetto persone che lavorano tutto il giorno per la nostra sicurezza, dai poliziotti, ai Giudici, ai Magistrati, che ce l’hanno tutti contro il PDL!
Non solo fa male il giornalista, perchè non racconta fatti, ma si permette anche di fare il giudice o di sapere cose che nemmeno sa.
Ebbene… Belpietro, come Lupi l’altra sera a Ballarò, come sopra ha scritto Travaglio, tale e quale, cosa fa? Tira fuori le stesse cifre e gli stessi numeri, cifre di beni sequestrati e numeri di arresti che non vanno nemmeno a processo…. inutili direi…. pura demagogia che non ha nulla a che vedere con la sicurezza!! Sembra che il foglio con quei dati se lo passino da trasmissione a trasmissione… la storiella che devono raccontare per fottere gli Italiani…
Ecco come Belpietro fa il giornalista… Leggete qui la condanna per diffamazione
E ancora, quanti soldi dallo stato prende il suo giornale: Libero! Scorrendo la lista dei finanziamenti si scopre che Libero, per l’ano 2007, totalizza una quota di finanziamento pari a 7.794.367,53 €, in assoluto, fra tutte le categorie previste, la maggiore. Segue L’Unità con circa 6 milioni e 300 mila euro, L’Avvenire, con 6 milioni e 100 mila euro. L’intera lista è disponibile sul sito della Presidenza del Consiglio.
Dall’elenco viene fuori qualcos’altro di interessante. Tolti i giornali di partito e quelli editi da cooperative di giornalisti, dei 137 beneficiari restanti, 103 sono riferibili a pubblicazioni cattoliche. La percentuale di stanziamento di cui godono le pubblicazioni cattoliche è del 67,7 %…. Invece di prendere soldi dallo Stato per far uscire in Edicola giornali spazzatura, questi personaggi qui, compresi i cattolici, dovrebbero prendere esempio da Il Fatto Quotidiano, che non prende uno che sia un’euro dallo Stato!!








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