Anno 2009… il formato CD è ancora molto venduto…. ma le discussioni sono ancora molto aspre, soprattutto sul prezzo… ed è questo il tema di un bellissimo articolo letto ieri su Il Fatto Quotidiano numero 21 Venerdì 16 Ottobre 2009…
“… Lo stato italiano non si è ancora deguato al 4% d’IVA che l’europa adotta sulla musica in quanto prodotto culturale; da noi la musica rimane un bene di lusso, e, in quanto tale, soggetta a IVA del 20%. La proposta di legge Veltroni giaace in parlamento da anni. E Aziende chiudono, posti di lavoro si perdono…. Le Major vinsero facendo chiudere o vivere a modo loro la rivoluzionaria Napster del Genio Shawn Fanning, inventore di Napster (che bei tempi!!!)…. Lo stato italiano non si è ancora deguato al 4% d’IVA che l’europa adotta sulal musica in quanto prodotto culturale; da noi la musica rimane un bene di lusso, e, in quanto tale, soggetta a IVA del 20%. LA proposta di legge Veltroni guace in parlamento da anni. Le major vinsero facendo chiudere o vivere a modo loro la rivoluzionaria apseter. Gi artisti, anche quelli più ensibili e impegnati, fanno buon viso a cattivo gioco. le vere vittime di questa new economy erano e soo i ragazzi, e gli acquirenti tutti, che fanno mercato pagando cifre inaccettavili per un bene culturale come la muscia. E vero che per gli acuirenti, giovani trai 17 e i 25 aanni in media, i 20 euro del cd rappresentano una spesa. . Gi artisti, anche quelli più ensibili e impegnati, fanno buon viso a cattivo gioco. le vere vittime di questa new economy erano e soo i ragazzi, e gli acquirenti tutti, che fanno mercato pagando cifre inaccettavili per un bene culturale come la muscia. E vero che per gli acuirenti, giovani trai 17 e i 25 aanni in media, i 20 euro del cd rappresentano una spesa.
Ecco che però bisogna dare atto ad iTunes Store di quello che è riuscito a creare!! ITMS (iTunes Music Store) consolida il proprio primato nel mercato musicale americano. Il negozio online di Apple è primo nella classifica pubblicata dall’NPD Group, frutto di una ricerca che ha preso in considerazione le vendite di musica negli USA durante i primi sei mesi del 2008. iTunes è responsabile di un quarto delle vendite complessive di musica negli U.S.A.
Drasticamente in calo le vendite dei CD musicali nei negozi tradizionali… chiediamoci perchè!!
La Top Five dei music retailers americani.
1. iTunes
2. Wal Mart (Wal Mart, Walmart.com, Wal Mart Music Downloads)
3. Best Buy (Best Buy, Bestbuy.com, Best Buy Digital Music Store)
4. Amazon (Amazon.com, AmazonMP3.com)
5. Target (Target and Target.com)
Come salta subito all’occhio dalla classifica, in seconda e terza posizione troviamo due delle più imponenti catene statunitensi della grande distribuzione. Anche se Wal Mart e Best Buy sono aziende che possono contare su un quantitativo spropositato di stock di merce in vendita, non occuperebbero comunque i gradini inferiori del podio se non fosse per le vendite dei propri store online.
Infine, sempre secondo NPD la posizione di Apple in testa alla classifica si consoliderà ulteriormente con il progressivo calo delle vendite di CD tradizionali…
La percentuale sale drasticamente quando si guardano solamente le vendite di musica online: iTunes Store domina il mercato con il 69% di download. Segue con l’8% Amazon MP3 mentre una nutrita costellazione di resellers minori contano per il restante 23%.
Anche se questi dati sembrerebbero affermare il contrario, però, non è ancora il caso di suonare la marcia funebre per il formato CD: il 65% della musica acquistata negli Stati Uniti passa ancora dal Compact Disc. Non è azzardato affermare che in Europa la percentuale possa essere ancora più alta.
Secondo NDP…. le vendite di musica in formato digitale eguaglieranno le vendite del formato CD entro la fine del 2010… e qualcosa forse cambierà… per tutti!!





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