Parole di Gino Strada… che mi hanno colpito molto!
Gino Strada: «In Afghanistan è vera guerra. Dobbiamo ritirarci subito»
Per Gino Strada il sangue non ha un colore diverso a seconda della bandiera e il dispiacere è lo stesso per i soldati italiani uccisi ieri e per tutte le altre vittime della guerra. Non riesce neppure a capire perchè la Fnsi abbia rinunciato alla manifestazione di sabato per la libertà di informazione. «Con decine di morti ogni giorno… donne, bambini…non so, dev’essere per il clima di guerra. Stiamo vivendo da anni in un clima di guerra senza dircelo, anche se solo ultimamente è passata l’ipocrisia di chiamarla “missione di pace”. Un clima che sta avvelenando la coscienza civile, creando intolleranza, criminalità verso il diverso, lo straniero, l’altro da sè. È anche questo, la guerra».
Il lascito di una casta, lo chiama. «I politici di 30 anni fa non lo avrebbero fatto in spregio della Costituzione».
Il 7 novembre del 2001: «l’entrata in guerra dell’Italia decisa dal 92 percento del Parlamento italiano, il voto più bipartisan della storia della Repubblica», per puro «servilismo verso gli Stati Uniti». «Che cosa ci avevano fatto i talebani? Niente. E poi cosa avevano fatto anche agli americani?». Forse non è troppo semplice, recentemente anche negli Usa gli analisti cominciano a porsi la stessa domanda: perchè siamo lì, cosa ci stiamo a fare?.Non c’erano afghani nel commando dei terroristi delle Torri gemelle. Ma la rappresaglia di Bush scattò lì, con Enduring Freedom, il 7 ottobre. Per colpire le basi di Bin Laden, si disse. Otto anni dopo più del l’80 percento dell’Afghanistan è tornato sotto il controllo dei talebani, di Bin Laden non c’è traccia, sono morti 1.403 militari stranieri, spesi centinaia di milioni di euro e il Paese è più povero e più criminale, produce il 90 percento dell’oppio del mondo. Dopo otto anni l’unico centro di rianimazione è quello di Emergency a Kabul, sei letti di terapia intensiva per 25 milioni di persone. Spendiamo 3 milioni di euro al giorno per la guerra. Sai cosa avremmo potuto con questi soldi in Italia per i poveri, gli emarginati, chi ha bisogno. In moneta afghana invece avremmo potuto aprire 600 ospedali e 10 mila scuole ». A Khost gli americani hanno costruito una strada, a Kajaki una diga, la Banca Mondiale lo scorso giugno ha stanziato altri 600 milioni di dollari di aiuti per la popolazione afghana… «Se si devono costruire dighe e ponti si mandino commando di ingegneri, non aerei telecomandati e bombe. Non tremila baionette, o fucili, per sostenere il dittatorello di turno ».
Quanto ai soldi della cooperazione internazionale, «noi non abbiamo ricevuto una lira quindi non so - dice il fondatore di Emergency - ma gli afghani che si lamentano, anche ora alle presidenziali, dicono che i soldi sono serviti soprattutto a ingrassare funzionari ministeriali e signorotti della guerra». Lasciare il Paese, allora, andarsene unilateralmente o tutti insieme, e lasciare ai fanatici mujaeddin partita vinta? Non una bella prospettiva anche fosse realizzabile. «Finchè c’è l’occupazione militare ci sarà la guerra. Emergency lavora in Afghanistan da 10 anni, da tempi non sospetti. Abbiamo curato 2 milioni e 200 mila afghani, il 10 percento della popolazione. In pratica una famiglia su due, sono famiglie con centinaia di persone, ha ricevuto nostre cure. Per questo a Laskhargah non è mai stato torto un capello al nostro personale internazionale. Tutti dovrebbero porre fine a questa guerra e lasciare che gli afghani trovino la loro soluzione attraverso il dialogo, che per la verità non si è mai interrotto, tra le varie fazioni di talebani, mujaeddin e questo governo. Qual è l’obbiettivo di questa guerra?». Domanda che torna. «Le ultime due guerre internazionali- è la spiegazione di Strada - sono legate ai giacimenti di gas e petrolio. In Iraq perchè ci sono, l’Afghanistan invece è sulla via di transito dal Kazakistan e dalle altre ex repubbliche sovietiche». Pipeline di sangue. La nuova strategia McChrystal o la conferenza sull’Afghanistan, inutile parlarne con un chirurgo. Ad inquietarlo è che dei 35 feriti civili dell’attentato all’ospedale di Emergency a Kabul ne sono arrivati solo tre. Gli altri sono stati dirottati all’ospedale militare detto “dei 400 letti”, «struttura del tutto inadeguata, ma lì possono essere interrogati senza paroline dolci».
Aggiungo le mie di parole…. aggiungo quello che sento…. dopo aver letto molto di questa inutile guerra dove ogni tanto qualcuno muore e viene definito eroe…. Non sono Eroi!
Non partecipo al dolore della mia nazione. Non sono caduti in missione di pace, non sono soldati mandati al macello, ma persone addestrate che “hanno scelto” di farlo per lavoro. Non mi sento vicino alle famiglie più di quanto mi sento vicino a qualsiasi altra famiglia subisca un lutto. Non mi interessano gli speciali sui funerali di stato, mi schifo e cambio canale…. Se fosse per me non avrei osservato nessun minuto di silenzio… Non mi commuove il povero ignaro bambino con il basco del papà in testa, mi mette solo tristezza. Costretto per una cosa che nemmeno sà e ripreso dalle telecamere… lui se potesse la guerra non la vorrebbe e suo padre lo vorrebbe anche con sè…. mi vergogno di uno stato che promuove dei militari morti! Sono morti… che cazzo promuovi, della gente morta? Dovrebbero vergognarsi tutti i militari di questo!! I militari italiani caduti nell’attentato di ieri a Kabul sono stati tutti promossi al grado superiore. Il tenente Antonio Fortunato è stato promosso al grado di capitano. Il sergente Maggiore Roberto Valente è stato promosso al grado di sergente maggiore capo. Il caporal maggiore scelto Massimiliano Randino è stato promosso al grado di caporal maggiore capo. Il primo caporal maggiore Davide Ricchiuto è stato promosso al grado di caporal maggiore scelto. Il primo caporal maggiore Giandomenico Pistonami è promosso al grado di caporal maggiore scelto. Il primo caporal maggiore Matteo Muredda è promosso al grado di caporal maggiore scelto. Fonte.
Non mi sento fiero di essere italiano quando dei connazionali muoiono in guerra, mi vergogno di avere un parlamento che ha votato al 92 per cento la scesa in guerra quando è vietato dalla Costituzione Italiana, per puro servilismo dei confronti degli Stati Uniti, di questo mi vergogno!! Non voglio condividere l’ipocrisia di chi sente dolore per perfetti sconosciuti dimenticandosi quanti altri continuano a morire in Italia per fare un lavoro che non prevede la morte, come la guerra!! E altri ancora che non sono importanti perché non hanno nomi italiani…





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