L’informazione che non c’è più…
C’è chi dice: io pago il canone per vedere Santoro e Travaglio! Ma invece c’è chi si schifa e dice: io pago il canone per non avere nessuna informazione e per avere i servi del presidente del Consiglio che censurano le notizie… ecco perchè paghiamo il Canone!!
Colpi giornalistici di Augusto Minzolini…
Il 22 marzo 1994, in un suo articolo su la Stampa apparve una dichiarazione di Luciano Violante, all’epoca presidente della Commissione Antimafia, che rivelava il coinvolgimento di Alberto Dell’Utri, fratello di Marcello Dell’Utri, braccio destro di Silvio Berlusconi, in una inchiesta giudiziaria insieme al boss mafioso Nitto Santapaola. Violante smentì e querelò Minzolini, ma fu costretto a dimettersi per il clamore suscitato dalle sue dichiarazioni. Nel 1996 Minzolini rivelò che l’intervista, nella parte relativa alle dichiarazioni di Violante su Dell’Utri, non era mai avvenuta ed era «frutto di impressioni soggettive determinate da un malinteso all’interno di una conversazione su altro soggetto».
Nel 1997 Minzolini rivelò su La Stampa, lasciando spiazzate le altre testate, l’accordo per eleggere Massimo D’Alema alla presidenza della Commissione bicamerale per le riforme costituzionali.
Nello stesso anno fu l’unico a scoprire il luogo della cena nella quale Silvio Berlusconi, Gianfranco Fini, Massimo D’Alema e Franco Marini siglarono il «patto della crostata» sulle riforme della Costituzione.
E poi ecco che arriva la nomina come Direttore del Tg1…
Il servo ha servito bene il suo Padrone e viene promosso!
Il 20 maggio 2009 viene nominato a maggioranza dal CdA Rai direttore del TG1, senza i voti di tre esponenti del centrosinistra, che avevano abbandonato l’aula giudicando la nomina “irricevibile”, ottenendo il voto favorevole del presidente della Rai Paolo Garimberti.
Nell’estate 2009 Minzolini è a centro di forti polemiche perchè accusato di oscurare al Tg1 le notizie sugli scandali sessuali che vedono coinvolto Berlusconi a Villa Certosa e Palazzo Grazioli. L’opposizione lo accusa di fare un Tg di regime che nasconde o manipola le notizie scomode al Governo. Minzolini si difende dichiarando che nel suo telegiornale non intende inserire notizie fondate solo sul gossip; ma per il leader dell’Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, il neo-direttore del Tg1 è «un gossipparo», anzi «l’Emilio Fede del servizio pubblico» che toglie spazio alla politica e alle notizie in tv e per questo «andrebbe licenziato per giusta causa».
Ma Minzolini non è quello che un tempo, e precisamente, nel 1994, dichiarò: “un politico è un uomo pubblico in ogni momento della sua giornata e che deve comportarsi e parlare come tale……..penso che se noi avessimo raccontato di più la vita privata dei leader politici forse non saremmo arrivati a tangentopoli, forse li avremmo costretti a cambiare oppure ad andarsene. Non è stato un buon servizio per il paese il nostro fair play: abbiamo semplicemente peccato di ipocrisia…..La distinzione fra pubblico e privato è manichea: ripeto, un politico deve sapere che ogni aspetto della sua vita è pubblico. Se non accetta questa regola rinunci a fare il politico”. Bravo Minzolini…. ottime parole…. ma dopo aver fatto carriera se le dev’essere scordate oppure è stato “frainteso”
Minzolini in diretta nell’edizione del TG1 delle 20 spiega a tutte le famiglie italiane che non ha trattato, a differenza di tutti i giornali del mondo, il caso di Bari perché è solo gossip e vicende personali. E i berlusconiani abboccano, come sempre d’altronde!!
Però, stranamente, nell’edizione del TG1 di ieri sera ecco fra i titoli il caso di Bari. Ma lo spazio in bella vista è donato solo alle parole di smentita del premier che durante il servizio viene mostrato in foto, ovviamente private, che lo immortalano come un bravo nonnino mentre gioca con il suo nipotino.
Bravo Minzolini, che bel TG che mostri agli Italiani, vuoi fare concorrenza a Fede?
Quindi, il punto è: farsi una escort e poi piazzarla in politica per ricompensarla è affare privato di un uomo pubblico. Far vedere le foto con il nipotino dolce e affettuoso non è gossip ma notizia da prima pagina.
Ecco dove è finita la nostra Informazione Pubblica!
Del resto le censure sullo scandalo imposte da Minzolini ma anche dal TG 2 scatenano i comitati di redazione delle tre testate RAI che per la prima volta si riuniscono in assemblea plenaria per condannare la disinformazione diffusa: ” Siamo tutti Tg1, siamo tutti, noi giornalisti della Rai, contro le scelte editoriali di chi occulta le notizie e rende agli italiani un pessimo servizio pubblico radiotelevisivo” afferma un documento. Nel mirino c’è Augusto Minzolini, da meno di un mese direttore del Tg1, autore lunedì sera di un editoriale per difendere la sua linea del silenzio. Ebbene è ora che egli “comprenda”, sottolineano i rappresentanti sindacali dei giornalisti, “qual è il compito del direttore di una testata del servizio pubblico, tenuta a raccontare e rappresentare, con tutti i punti di vista, i fatti che hanno rilevanza nella vita del Paese. Un impegno che mai può venir meno e mai può permettersi di tacere notizie o impedire una loro corretta e completa lettura ”
Nello stesso giorno l’associazione Libertà e Giustizia invita i telespettatori a non guardare più il Tg 1. Non guardatelo più… ma che lo dico a fare?
Fonti: Wikipedia e Byte Liberi





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