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Un nuovo concorrente tenta di insidiare lo strapotere di Google sulla ricerca. Si chiama Cuil, che in gaelico significa Conoscenza e promette risultati migliori e semanticamente strutturati.
Il motore di ricerca ha ancora qualche problema ma promette bene…

Proviamolo…. ![]()

Eccone i risultati…. veramente molto ben fatto….

Provatelo…. Google è un punto di riferimento… si! Ma anche questo motore promette davvero bene!
Cuil non accetta i paragoni con Google, l’azienda che sta alle spalle del motore di ricerca emergente rifiuta l’idea che l’obiettivo sia quello di scalzare il primato del colosso del search.
Cuil però promette risultati di ricerca rilevanti, pescati fra un indice tre volte più vasto di quello di Google ed elaborati da una frazione minima delle macchine su cui contano i motori di ricerca che garantiscono ai netizen la navigazione in rete.
Fondato dall’esperta di search Anna Patterson, che nel 2006 ha abbandonato il Googleplex, e dal marito Tomas Costello, ex dipendente IBM e ricercatore di Stanford, supportato dalla competenza di altri due ex Google e da 33 milioni di dollari di capitale, Cuil è già stato candidato dalla stampa ad essere il diretto competitor della grande G.
Cuil si basa su un’architettura e su algoritmi che puntano ad includere tutta la rete, incluso il deep web, quello negletto da link, dall’attenzione dei netizen e dagli altri motori di ricerca. Assicurano di non voler competere con Google ma vantano un indice composto da 120 miliardi di pagine, un indice, assicurano, “tre volte più vasto di quello di ogni altro motore di ricerca”.
Per essere lanciato Cuil ha investito solo 7 dei 33 milioni di dollari a sua disposizione, ne restano abbastanza per affinare i meccanismi e per mantenere l’agile parco macchine su cui fa affidamento, 1400, di cui un migliaio impiegate per pattugliare il web e 400 sfruttate per restituire i risultati.
I fondatori di Cuil sostengono di avere tutte le carte in regola per movimentare il mercato del search: sono in molti a nutrire poche aspettative nel fatto che il servizio non possa minimamente intaccare la base d’utenza e la qualità che può vantare Google. C’è chi ritiene però che Cuil possa rappresentare un prodotto appetibile per i momenti di shopping dei colossi della rete.
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Alcune fonti: Punto-Informatico




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