Fonte: Punto - Informatico

Su Ebay la merce e il materiale contraffatto purtroppo è molto frequente… lo sappiamo tutti ormai…
Però la sentenza parla chiaro… EBay non è responsabile della merce che passa per la propria piattaforma: non è tenuta a verificare che si tratti di prodotti contraffatti, non spetta all’azienda tutelare gli interessi dei grandi marchi.
Una diatriba legale ha contrapposto eBay al colosso del gioiello Tiffany…. questa si trascina dal 2004: Tiffany scaricava su eBay l’onere di vigilare sui falsi, la accusava di agevolare il mercato delle imitazioni consentendo che vi si scambiassero merci contraffatte per il 73 per cento del totale e distribuendo pubblicità ingannevoli coinvolgendo il marchio di Tiffany. EBay rigettava l’accusa di sfruttamento indebito del marchio e prometteva collaborazione e annullamento delle aste a patto che fossero i produttori degli originali a segnalare la presenza dei falsi. Come è giusto che sia… credo!!!
Tiffany è partito all’attacco… Il giudice Sullivan ha decretato che la richiesta e l’accusa del gioielliere non sono legittime: la pubblicità di eBay non è ingannevole ma semplice fair use e “Tiffany deve caricarsi dell’onere di proteggere il proprio marchio” inoltrando le segnalazioni a cui eBay già provvede a dare seguito rimuovendo dal proprio servizio i falsi. Da eBay hanno dichiarato che lo scorso anno si sono stati sospesi 50mila venditori accusati di contraffazione e banditi dal servizio 40mila venditori recidivi: Rob Chesnut, a capo della divisione legale di eBay, ha assicurato che l’azienda “combatte aggressivamente la contraffazione non solo per assolvere alle proprie limitate responsabilità, ma anche perché la contraffazione ha effetti negativi sulla community degli utenti”.
Però c’è anche da dire che i tribunali Europei si sono dimostrati molto più severi nei confronti della piattaforma: è recente la decisione del giudice parigino in materia di responsabilità sulle borsette contraffatte. È ancor più recente il macigno griffato Louis Vuitton e Christian Dior che si è abbattuto sull’azienda californiana: eBay è stata condannata a pagare 40 milioni di euro per riparare alla propria “negligenza” e alle “vendite illecite” che si sono intrattenute mediante i servizi offerti. La decisione del giudice ha altresì obbligato eBay a impedire che i francesi potessero trafficare in prodotti di profumeria marchiati: eBay si era scagliata contro questa decisione che avrebbe potuto pesare sulla libertà di scelta dei consumatori e sulla possibilità di approfittare del legittimo mercato dell’usato.
Insomma… io ti metto a disposizione la piattaforma ma tu marchio devi stare attento e vigilare e segnalarmi se colui che vende non vende l’originale…. credo sia giusto… non pensate? ![]()




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