
Agli inizi del 2000 si faceva un gran parlare di new economy e del cosiddetto e-commerce, il commecio elettronico…. vedi Mediaworld, Factotus ed altro… siti che attualmente sono i più uitilizzati in Italia!
Il pluricitato Amazon.com, ad esempio, faceva e-commerce prima della crisi e ha tranquillamente continuato a farlo anche dopo. Ha avuto al suo interno grosse evoluzioni… ma attualmente è uno dei siti più visti al mondo.
Oggi fare commercio elettronico ci sono diverse possibilità. Le imprese medio-grandi possono stabilire partnership con fornitori tecnici che disegneranno per loro costosi sistemi di e-commerce gestendo front-end e back-end. Mi ricordo quando venne creato Factotus… sito evoluto ma molto costoso…
Le piccole imprese potranno rivolgersi a pacchetti e soluzioni “chiavi in mano” disponibili in Rete in versioni più o meno per tutte le tasche. I più esperti nella nobile arte della programmazione possono costruire il loro negozio online con i linguaggi e i sistemi più diversi. I meno esigenti possono semplicemente aprire un negozio personale su eBay. Tutti quanti, comunque, dovranno occuparsi di dettagli spesso poco piacevoli come i gateway di pagamento, le transazioni con Paypal, l’organizzazione delle spedizioni. Per forza….
Volevo farvi conoscere Shopify… Shopify può essere una soluzione a chi non ha nessun tipo di esperienza nella programmazione, non ha grandi somme di denaro da investire in soluzioni a pagamento e storce il naso di fronte alle scarse possibilità di personalizzazione grafica dei negozi eBay.
La soluzione che Shopify offre è molto semplice. Grafica pulita e moderna…
Shopify ha dunque uno dei suoi maggiori punti di forza nella pulizia del design. Questo rende i negozi creati dagli utenti semplici da realizzare e gestire da un lato, ma anche semplici da usare per gli acquirenti, dall’altro.
Basta dare un’occhiata al Marketplace mantenuto e aggiornato da Shopify per rendersi conto che esistono centinaia di piccoli casi di eccellenza tra gli utenti registrati.
E’ una soluzione semplice che con pochi clic si riesce ad ottenere un mini sito di e-commerce che dà effettivamente l’idea di un negozio online professionale.
Il servizio è gratuito per un periodo di prova che corrisponde alla gestione completa dei primi cinque ordini. Dopo, occorre passare a un piano a pagamento: il piano “base” costa 24 dollari al mese, e si può comunque fare un upgrade in ogni momento. Shopify è ovviamente un sito di business, e lo scopo finale è quello di guadagnare in percentuale sulle vendite (2% nel caso del piano base). Mi sembra anche giusto d’altronde!
Al termine della registrazione si ottengono due indirizzi, quello del negozio pubblico (nomenegozio.shopify.com) e quello del back office (nomenegozio.shopify.com/admin).
Shopify presenta inoltre una piccola guida a cosa fare per cominciare: esplorare l’interfaccia di amministrazione, familiarizzare con i comandi, proteggere il negozio con una password mentre è ancora in fase di lavorazione. Poi occorre ovviamente inserire i prodotti da vendere!
La pagina iniziale del sito di amministrazione (la dashboard) è simile a molte altre applicazioni web 2.0, Shopify è realizzato in Ruby on Rails, e perciò non dovrebbe dare problemi a chi è abituato a gestire siti sociali ogni giorno. Dalla dashboard si possono inserire nuovi prodotti (comprensivi di nome, descrizione, tag, fotografia, prezzo e disponibilità a magazzino), creare collezioni di prodotti, modificare i testi esistenti e creare nuove pagine o articoli tipo blog (un po’ come in una interfaccia di Wordpress), modificare la navigazione del sito e – una volta che il negozio è popolato di prodotti, gestire gli ordini.
Shopify ha una piccola rosa di temi predefiniti, contraddistinti come già detto da un design molto pulito e accattivante. C’è anche la possibilità di modificare a piacimento il proprio tema usando il liquid templating language, un linguaggio sviluppato per Shopify e basato su Ruby on Rails.
La gestione degli ordini è molto semplice da capire e dove Shopify non arriva si interfaccia con servizi di tutto rispetto (Google Analytics per statistiche più accurate, Amazon Fullfillment e Shipwire per le spedizioni, Google Checkout e Paypal per i pagamenti – ma si possono integrare molti altri gateway di pagamento). A livello base, si possono tranquillamente consegnare i prodotti a mano (il caso dei business “di quartiere”) e gestire i pagamenti tramite bonifico bancario, assegno o cash.
Shopify prende il 2% su ogni vendita…. e anche meno per piani tariffari più professionali… Anche questo dimostra come Shopify sia una soluzione di micro-commercio adeguata a realtà tendenzialmente di piccole dimensioni.
Sul sito è disponibile una guida molto dettagliata, i link ai più noti programmi di web advertising e un pacchetto standard di SEO per il proprio negozio on line. Senza contare la possibilità di rendere più visibile il proprio negozio inserendolo nel Marketplace.
Direi ottimo… no?
Shopify non vi farà certo diventare una multinazionale… ma da un piccolo esperimento casalingo si può passare, con un po’ di impegno e un minimo investimento economico, ad un discreto volume di affari.
Provatelo se volete iniziare ad aprire un negozio di E-Commerce…
Eccovi alcuni screenshot…
http://www.shopify.com/screenshots/
Volete vedere alcuni siti creati con Shopify?
http://www.kitesurfdirect.com.au/
http://www.welovemomiji.co.uk/
Fonte News: http://www.apogeonline.com




Non ci sono commenti
Non ci sono Commenti, sei il Primo!
You must log in to post a comment.