Nel post di qualche giorno fa scrivevo del disegno di legge con cui vogliono affossare i Blog e internet… e tutto ciò che gli ruota intorno… ebbene… Oggi c’è stato un dietro front e molti politici intervengono dicendo che non passerà mai una legge simile in Parlamento, ma come poteva essere che alcuni di essi ( che hanno anche la carica di ministro ) l’avevano approvata in toto qualche giorno fa senza dire nulla?
A spiegare la cosa sono intervenuti prima il ministro Di Pietro e poi il Ministro delle Telecomunicazioni, Gentiloni,( il quale è davvero un blogger della prima ora sopra ogni aspetto che usava Internet prima di diventare un ministro ) che hanno ammesso di aver sbagliato “per non aver controllato personalmente e parola per parola il testo che alla fine è stato sottoposto al Consiglio dei Ministri”. Mah… aggiungo io!
Levi in una lunghissima risposta al post di Beppe Grillo afferma tra l’altro che: ” Con il provvedimento che tra pochi giorni iniziera’ il suo cammino in Parlamento non intendiamo in alcun modo “tappare la bocca a internet”‚ provocare “la fine della Rete”. Non ne abbiamo il potere e, soprattutto, non ne abbiamo l’intenzione CUT
E continua…
“Per questo, intendiamo, tra le altre cose, abolire la registrazione presso i Tribunali sino ad oggi obbligatoria per qualsiasi pubblicazione e sostituirla con l’unica e piu’ semplice registrazione preso il Registro degli Operatori della Comunicazione (Roc) tenuto dall’Autorita’ Garante per le Comunicazioni (AgCom).”
“Quando prevediamo l’obbligo della registrazione non pensiamo alla ragazza o al ragazzo che realizzano un proprio sito o un proprio blog.
Pensiamo, invece, a chi, con la carta stampata ma, certo, anche con internet, pubblica un vero e proprio prodotto editoriale e diventa, cosi’ un autentico operatore del mercato dell’editoria. Siamo consapevoli che, soprattutto quando si tratta di internet, di siti, di blog, la distinzione tra l’operatore professionale e il privato puo’ essere sottile e non facile da definire. Ed e’ proprio per questo che nella legge affidiamo all’Autorita’ Garante per le Comunicazioni il compito di vigilare sul mercato e di stabilire i criteri per individuare i soggetti e le imprese tenuti ad iscriversi al Registro degli Operatori.”
L’articolo di legge, dunque, che prevedeva che chiunque avesse un blog o un sito lo dovesse registrare al ROC, un registro dell’Autorità delle Comunicazioni, produrre dei certificati, pagare un bollo, anche se fa informazione senza fini di lucro sembra, senza ombra di dubbio, sarà modificato.
Ora, autorevoli ministri ci hanno spiegato che la legge sarà rivista e non ci sarà nessun obbligo di iscrivere a nessun registro nessun blog o sito web personale, ma ci piacerebbe essere rassicurati anche sulla questione della responsabilità di chi scrive online, e non semplicemente affermare “controllare quello che viene scritto su Internet con lo spirito di come si controlla un giornale.” Questa è una questione molto delicata e importante che dovrebbe essere definita!
Ad esempio…
un sito che incita al razzismo, all’odio religioso, incita attentanti, ecc, ecc va chiuso. Gli altri possono dire quello che vogliono…e al massimo se una persona viene “offesa” da un opinione espressa in un sito o un blog personale può denunciare per diffamazione il suo autore e chiedere un risarcimento, ma nessuna denuncia penale.
Comunque, per evitare antipatiche situazioni che potrebbero nascere come quelle sopra ricordate è sicuramente meglio mettere “i puntini sulle i” ed eliminare ogni possibile interpretazione e fare leggi chiare e precise soprattutto su un argomento come Internet che è assolutamente ancora poco conosciuto in Italia sopratutto da chi ci governa.
Fonte: www.webmasterpoint.org
Buon Blog a tutti….
:-) ![]()




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