Ho letto ieri sera un articolo su Punto-Informatico di una cosa accaduta in Italia di cui mai mi sarei aspettato accadesse… noi italiani di solito non abbaiamo di fronte alle cose legittime, abbaiamo poco di fronte alle cose un pò futili della vita, quelle che ci scomodano e ci disturbano oppure quelle che ci levano privilegi avuto per anni e anni… ma non andiamo oltre con i commenti… parliamo di quello che è accaduto….
Pare che tre consumatori italiani abbiamo alzato il dito contro le major perchè secondo loro Disney, Universal e Sony violano la legge sul diritto d’autore in quanto non permettono di effettuare la copia privata di DVD regolarmente acquistati.
Qui potete legggere per intero la notizia
In pratica… tre consumatori italiani hanno fatto sapere di aver avviato altrettanti procedimenti giudiziari affinché il Tribunale di Milano accerti la violazione delle leggi sul diritto d’autore da parte di Sony Pictures Home Entertainment, Buena Vista Home Entertainment (Disney) e Universal Pictures. Un’azione senza precedenti in Italia.
I tre hanno acquistato regolarmente dei supporti (DVD) per fruire di alcune opere cinematografiche. Volendo avvalersi dei diritti previsti dall’art.71 sexies della legge sul diritto d’autore hanno però constatato che misure di protezione DRM poste sui DVD acquistati non consentono loro di eseguire la copia privata.
E qui la cosa mi piace molto, anzi… moooltissimo!!! Era l’ora che qualcuno sollevasse in aule del tribunale la questione dello stupido DRM messo nei DVD… oltretutto allo stato attuale, facilmente superabile da una decina almeno di software… quindi del tutto fallimentare dal punto di vista dello scopo a cui serve!!!
Con il diffondersi delle tecnologie anticopia, la copia privata si rivela una giustificazione per mantenere in vita il controverso equo compenso, quello cioè che si paga alla SIAE quando si acquistano supporti vergini e dispositivi elettronici di registrazione, indipendentemente dall’uso che se ne fa.
Mi sembra un pò il cane che si morde la coda…
Il principio informatore dell’equo compenso è come noto la restitituzione ai detentori del diritto d’autore di un “quantum” per l’uso di quei supporti nell’effettuare la copia privata. La SIAE prevede anche dei rimborsi per chi usa i supporti per finalità che nulla hanno a che vedere con il diritto d’autore, ma non sono solo complessi da ottenere, sono anche disponibili solo per certe aziende e non per il privato. Il “meccanismo” della copia privata, dunque, non solo confligge col DRM ma è anche il puntello essenziale per entrate straordinarie in quota SIAE derivanti dalla vendita di prodotti digitali e non. Che abbiano a che fare col diritto d’autore poco importa.
Ho letto la trafila che un’azienda delle seguire per ottenere il rimborso, pensa sia stata creata da uno che ha bisogno di serie cure psichiatriche!!!
Le stesse major non sanno dove sbattere la testa, come ha testimoniato una inchiesta della rivista AF Digitale già lo scorso maggio: alla richiesta dei consumatori su “come procedere” EMI faceva sapere che la copia non si può fare, Sony Music invitava alla riproduzione dei CD su supporto analogico, BMG sosteneva che una copia analogica “si potrebbe dover fare”.
E ora… aspettiamone i risultati… che siano positivi e che si rimetta finalmente mano ad una normativa che sta facendo solo del male a tutti e del bene solo alle casse della SIAE!!!
Ma.. se come ha affermato Briatore, (ed ha pienamente ragione), i nostro politici sono vecchi e riciclati, non hanno mai viaggiato, non sanno nulla del mondo ed in Parlamento non c’è nemmeno un Quarantenne… come pensate si possa guardare avanti?




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